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Mägo de Oz ed Elvenking: un boccale colmo di rock alla Festa della Birra

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Festa della Birra - Fabrica di Roma (Vt) 29 agosto 2014_00

Birra e musica, un binomio che spesso cammina a braccetto, meglio ancora se poi la musica è metal.

E’ quello che anche quest’anno abbiamo potuto trovare alla XVI edizione della Festa della Birra di Fabrica di Roma (Viterbo), che si svolge dal 28 al 31 agosto, un piacevole evento di fine estate che ogni anno è andato in crescendo e che offre tanta musica live, ricchi menù gastronomici ed, ovviamente, ettolitri di birra. Insomma una quattro giorni ben organizzata ad ingresso gratuito (e con tanto di camping free adiacente), con una sola missione: dar da bere agli assetati… sia di birra che di musica!

E quest’anno la sete a noi metallari ce l’hanno placata facendoci “gustare” nella seconda giornata, quella del 29 agosto, due band che, con il loro tipico sound ricco di riferimenti folk, a mio giudizio sono state la miglior scelta per un contesto festoso come questo: Mägo de Oz ed Elvenking.

La presenza di spettatori è massiccia, siamo veramente tanti e non solo per assaggiare le molte varietà di birra, ma anche per dimostrare che il pubblico italiano c’è anche quando non si tratta solo di artisti nazional-popolari.

Il tempo di assaporare un po’ di prodotti della cucina locale e si parte con la musica.

Elvenking

Con il loro aspetto di elfi delle foreste, introdotti dalla magica atmosfera creata dalle note di “The Manifesto”, ecco arrivare sul palco gli Elvenking, accolti da tantissimi applausi.

La band friulana rompe subito gli indugi con “The Scythe” dimostrando al “popolo della birra” tutta la loro classe maturata negli oltre quindici anni d’attività.

Un power metal intriso di melodie folk, a tratti melodico, questa è la formula degli Elvenking, che catturano l’attenzione del pubblico, con suoni decisi, potenti, ma sapientemente arricchiti dalle trame sonore create dal violino elettrico di Lethien.

Forse esaltati dal gran numero di pubblico, la loro performance mi è sembrata più tonica rispetto a quella di qualche mese nella data romana a supporto dei Gamma Ray e Rhapsody Of Fire, dove in ogni caso avevano fatto la loro grande figura.

Quando serve premono con decisione sull’acceleratore, come in “Elvenlegions” dando così modo al duo Aydan e Rafahel di inseguirsi in cavalcate epiche con le loro chitarre, dalle quali riescono ad estrarre suoni graffianti e rabbiosi che lasciano il segno.

Damna (voce) interagisce spesso con la platea, lo stuzzica, lo sprona a cantare con lui e sotto il palco la gente balla, salta, poga e si esalta dietro il ritmo imposto dall’impeto della sezione ritmica di Symohn (batteria) e Jakob (basso), un’incessante propulsione che alimenta il motore del sound degli Elvenking.

Da un lato del palco ad osservarli c’è anche Txus (batterista del Mägo de Oz) e poco dopo il gruppo spagnolo viene invitato sulla scena per riproporre insieme uno dei loro brani, “Vodka’n’ Roll”, come è già accaduto in studio quest’anno nell’album “Celtic Land Of Oz”, una sorta di compilation che ripercorre i 25 anni di carriera dai Mägo de Oz, che hanno ri-registrato per l’occasione alcuni dei loro brani più famosi, con la presenza di illustri ospiti, tra cui gli Elvenking. Una festa nella festa.

“The Winter Wake” è il brano con cui salutano tutti, sommersi dall’ovazione e dal calore dei loro fan.

Setlist: (Intro) “The Manifesto” – “The Scythe” – “Runereader” – “The Wanderer” – “Pagan Revolution” – “Elvenlegions” – “Through Wolf’s Eyes” – “Moonbeam Stone Circle” – “To Oak Woods Bestowed/Pagan Purity” – “The Solitaire” – “Vodka’n’ Roll” – “The Loser” – “The Divided Heart” – “Twilight of Magic” – “The Winter Wake”

Mägo De Oz

Ci si prepara ora all’arrivo degli ospiti principali della serata: i Mägo de Oz.

Avendo perso il loro show poco più di un mese fa al “Metal For Emergency” (naturalmente perché impegnato in un altro concerto), la ghiotta occasione di vederli oggi non poteva essere assolutamente mancata. E l’attesa è stata ben ripagata.

E questo lo devono aver pensato anche tutti i presenti qui alla Festa della Birra visto il grande affetto dimostrato alla band per tutta la durata dello show e anche dopo.

Accompagnati da “A Marcha Das Meigas” salgono uno ad uno sul palco e salutati a gran voce dal popolo della birra, la baldoria ha inizio.

Si parte con “El Libro De Las Sombras”, musica, divertimento, danza, folklore, questo è quello che si vede in scena, l’esibizione dei Mägo de Oz è totale, raccoglie tutto quello che le tre arti per eccellenza insegnano.

Sì perché oltre che suonare (e bene), gli iberici si dilettano in balli, siparietti, e tutto quanto fa spettacolo, insomma non ci fanno mancare nulla, come deve essere in un clima come questo di festa.

Con grande maestria la voce di Zeta (al secolo Javier Dominguez) interpreta ogni canzone, impreziosendole con il pathos, l’emozione e il sentimento che scorrono nelle sue vene insieme al sangue “caliente” latino.

Ma non è solo la sua voce ad avere questa forza interpretativa, c’è anche quella di Patricia, un vero peperino che esprime in note vocali la sua grinta e passione, come su “Mercedes Benz”, ed è capace di intrattenere il pubblico improvvisando, nei momenti di difficoltà tecniche, qualcosa sull’istante, come accade poco prima di “Y Ahora Voy A Salir”.

Anche il pubblico è coinvolto dalla frenesia danzereccia che si sprigiona dalla loro musica ed in più ogni brano è accompagnato dai cori nella completa euforia ed allegria che si è creata man mano nella serata, sia sul palco che in platea, aiutata anche dagli effetti della birra.

Il simpaticissimo Josema “giocherella” con ogni sorta di strumento a fiato artigianale: flauti, cornamuse, pifferi vengono suonati sapientemente con la sua bocca e le sue dita e perché no, anche col naso! Si diverte anche in scherzosi ed improvvisati balletti insieme al bassista Fernando Mainer, mentre alle loro spalle vengono accompagnati dalle tastiere di Javier Diez.

E poi ci sono i 4 “antiguos” (come li definisce Zeta presentandoli) della band ed ecco Carlitos (chitarra), Frank (chitarra), Mohamed (violino) e il loro fondatore Txus (batteria), una vera istituzione.

Uno show coinvolgente che mescola sonorità hard & heavy a quelle più folkloristiche e celtiche proprio adatte alla giornata che stiamo passando oggi.

L’acclamato bis non poteva mancare e logicamente i Mägo ci accontentano, consci che sono di fronte ad un pubblico entusiasta, e così si ripresentano in scena con “La Costa Del Silencio” e “Fiesta Pagana” degna conclusione di una serata come questa.

L’attesa del dopo concerto è stata un po’ lunga, ma ha ripagato un po’ tutti con la possibilità di incontrare la band madrilena che con grande disponibilità si è intrattenuta per farci scattare qualche foto con loro.

Setlist: (Intro) “A Marcha Das Meigas” – “El Libro De Las Sombras” – “Maritormes” – “H2oz” – “Molinos De Viento” – “Satanael” – “La Danza Del Fuego” – “Y Ahora Voy A Salir” – “La Posada De Los Muertos” – “Hasta Que El Cuerpo Aguante” – “Sueños Diabólicos” – “El Que Quiera Entender Que Entienda” – “Mercedes Benz” – “Hechizos, Pócimas Y Brujería” – “La Costa Del Silencio” – “Fiesta Pagana”

In Italia ci sono realtà come quella della Festa della Birra di Fabrica di Roma che, come anche nel caso ad esempio del Music for Emergency, uniscono la solidarietà alla musica, creando con professionalità eventi che oltre ad avere dei nobili scopi, danno la possibilità di trascorrere delle giornate immersi nella musica di qualità. Un plauso va a tutta l’organizzazione della Festa della Birra che in collaborazione con Bagana Rock Agency, ci hanno permesso così di vedere due band che hanno onorato con la loro performance questa spumeggiante (per dirla alla spagnola) “feria”.

(Rockberto Manenti)

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