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Martedì 30 gennaio presentazione alla Feltrinelli del libro “La linea verticale”

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“In ospedale, ti può sempre andare peggio. Qualsiasi cosa tu abbia. Se hai un tumore al rene, ti diranno che i reni sono due e l’altro sta bene; se ti hanno tolto la milza ti diranno che a un paziente, l’altro giorno, hanno tolto un polmone; se ti senti male, hai la nausea e non ti reggi in piedi, ti diranno che potevi essere in coma; se sei in coma, ti diranno che potevi essere morto; se sei morto, diranno che nel tuo Paese non c’è la guerra; se c’è la guerra nel tuo Paese, diranno che molti dei tuoi amici e famigliari non sono stati bombardati; se hai un tumore al rene, ti senti male, nel tuo Paese c’è la guerra e amici e parenti sono stati uccisi, ti diranno che però oggi c’è il sole.”

Lui è Luigi, un quarantenne equilibrato, sentimentale, sereno e innamorato della moglie incinta. La casualità di un banale esame medico lo pone di fronte a una tremenda rivelazione: ha un tumore al rene e bisogna intervenire con urgenza. Così, con il ricovero, la vita di Luigi cambia drasticamente e si riduce a un’unica semplice realtà: l’ospedale, il reparto, i compagni di stanza, infermiere e caposala, i medici e, fra questi, su tutti, la mitica presenza del professor Zamagna, genio della chirurgia urologica, che vive solo per operare e che a Luigi appare un salvatore.

Quella che scopre giorno per giorno Luigi è una verità a lento rilascio in cui tutto viene rimesso in discussione: l’aleatorietà del sapere medico, che cambia in base alle persone, la saldezza della fede, che può perdere anche un prete malato, la passione per la medicina, che possono perdere anche i medici, e la resistenza di chi, giovane o anziano, vuole solo sopravvivere. Compagni di avventura di Luigi sono soprattutto i pazienti: un somalo assolutista, un ristoratore che sa tutto di medicina, un prete in crisi, un intellettuale taciturno e uno stuolo di anziani cattivi perché in cattività.

Nato assieme alla realizzazione della serie omonima, in onda sulla Rai con protagonista Valerio Mastandrea, La linea verticale riesce a dosare con straordinario equilibrio comicità e dramma, emozione e distacco, per diventare una riflessione molto umana sulla malattia come occasione per rinascere.

MATTIA TORRE è autore teatrale, sceneggiatore e regista. Dopo le prime commedie teatrali, è co-sceneggiatore del film Piovono mucche di Luca Vendruscolo. Nel 2003 vince con il suo monologo teatrale In mezzo al mare, con Valerio Aprea, la XVII rassegna Attori in cerca d’autore. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale Il Migliore, con Valerio Mastandrea. È tra gli autori del programma Parla con me di Serena Dandini. Con Giacomo Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie Tv Buttafuori e, dal 2007, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori, scrive e dirige Boris – il film. Nel 2011 scrive e mette in scena lo spettacolo teatrale 456 di cui realizza anche il sequel Tv. È autore e regista dello spettacolo teatrale Qui e ora con Mastandrea e Aprea. Nel 2014, insieme a Ciarrapico e Vendruscolo scrive e dirige il film Ogni maledetto Natale. Nel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie Tv Dov’è Mario? Nel 2017 scrive e dirige la serie Tv La linea verticale.

 

 

 

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