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Melissa Caputo “Scomoda” a Teatro Mercoledi 26 febbraio

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melissa album

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Melissa Caputo, perfomer e cantante emergente, 30 anni. Una bellissima ragazza, e una forte ambizione. La conosco grazie a un amico in comune che mi porta un suo cd sulla scrivania del mio ufficio: “ti colpirà. Colpisce tutti”.

E’ il primo album dell’artista “scomoda”, totalmente autoprodotto. Fra i sei brani che compongono il lavoro sento l’essenza del progetto: canzoni interpretative, brevi narrazioni che raccontano precisi episodi di una persona che ha sofferto per i suoi sentimenti, per il distacco da qualcosa, per l’alienazione da qualcosa che solo apparentemente sembra normale.  L’allontanamento da qualcuno che invece lei credeva “normale”.

L’album si spiega con variazioni metriche improvvise, e precisamente nel momento in cui te lo aspetti, seguendo una musica che fa del pianoforte e della fisarmonica il suo tratto distintivo. Non è comune.

Melissa é “Scomoda” Mercoledi 26 febbraio al Teatro San Luigi Guanella a Roma, a partire dalle 21 : 30.

Dopo avere visto alcuni dei suoi video su youtube, percepita la passione, avrei voluto incontrarla ma per mancanza di tempo le ho telefonato:

Ciao Melissa, porti a Roma a teatro il tuo progetto, una sfida “scomoda”?

Abbastanza direi , soprattutto “sfida”. La sfida della preparazione è davvero scomoda, ma lavoriamo per far passare i messaggio principale in modo comodo e semplice.

Penso di avere compreso che si tratti di un’opera molto autobiografica. Quanto è stato “scomodo” mettere a nudo ciò che hai dentro e tradurlo in un album e poi in uno spettacolo?

E’ stato un lungo percorso (quello di guardarsi dentro) e credo che non sia solamente autobiografico, penso che ognuno di noi si senta scomodo ma difficilmente riesce ad ammetterlo. 

Avendolo composto tu, dunque oltreché interprete sei autrice di queste canzoni, quanto tempo ti ha richiesto finora l’opera? Quindi scrivere, cantare, arrangiare, produrre? Hai mai pensato di non farcela?

Si, nello spettacolo oltre ai miei brani ci sono anche cover dei più grandi della musica italiana: De Andrè, Tenco, Dalla, Gaber, Fossati, con arrangiamenti totalmente rivisitati.  Produrre è stato il vero problema , la discografia è in crisi e quindi bisogna far da soli … ma per un’ “artista” non è facile pensare da produttrice .

Ti sei autoprodotta, comprendo dunque il sacrificio  che hai fatto e che fai… eppure se avessi incontrato un produttore o una produttrice che ti avrebbe voluto produrre a condizione di cambiare la tua comunicazione, ovvero di snaturare anche solo parzialmente quello che fai per esigenze diverse, lo avresti fatto?

Assolutissimamente no, sarebbe stato un no categorico perchè sennò avrei deciso di convertirmi al commerciale e le mie intenzioni sono tutt’altro che commerciali e convenzionali.

Chi ti accompagnerà sul palco mercoledi sera?

Musicisti di un grande spessore artistico e umano con una grande esperienza di palco avendo accompagnato artisti di un certo livello, parliamo di Emilano Begni  al piano , Sergio Scherillo al contrabbasso , Claudio Recchia alla fisarmonica , Eleonora Minerva al violino , Leonardo  alla viola e chitarra.

Sei emozionata?

Molto, moltissimo.

“Sono al servizio dell’arte”, dici di te. Puoi spiegarmi cosa vuol dire. So che è una domanda che ti rivolgono spesso.

Si credo sia la domanda più frequente … Spesso si tende a pensare all ‘arte come un mezzo per raggiungere degli obiettivi , per me è esattamente il contrario: l’arte si serve di me per compiere il suo grande miracolo, quello della comunicazione … Spesso sono ferma ad aspettare che lei “l’arte” mi guidi utilizzando i miei mezzi … non so se sono riuscita ad essere chiara. 

Hai partecipato all’edizione di Musicultura di quest’anno, ho visto la tua performance via web. Cosa pensi di questo concorso? E per quale ragione hai deciso di partecipare ?

Quello di Musicultura è un palco che fa un po’ paura , mi ha dato la possibilità di portare quello che è stato il mio percorso in scena con i miei colori e la mia visione senza compromessi, e ormai in Italia è difficile, quasi impossibile,  avere questa possibilità

La domanda più banale fra tutte… perché sei “scomoda”? 

Cerco di risponderti in breve: perchè non so stare, non so rimanere .. non so accettare i preconcetti, le convenzioni e la falsa morale. Mi piace fluire rispetto a ciò che sento e non a ciò che devo sentire.

Cosa desideri da quello che stai facendo?

Vorrei che una casa discografica si scomodasse (mi riparafraso) producendo le mie idee.

Cosa desideri per la tua vita?

Desidero che la mia professione e la mia vita privata raggiungano quell’equilibrio che mi permetta di vivere serena ( chiedo troppo ?) .

Se avessi la possibilità, oggi in Italia apriresti una casa discografica e aiuteresti giovani talenti invisibili  a emergere?

Si lo farei , sarebbe meraviglioso.

(Massimo Silvestri)

melissa caputo

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