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Mercoledì 27 febbraio al cinema Trevi presentazione del libro “Gli invisibili – 2000-2010. Dieci anni di cinema nascosto”

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Gli invisibili – 2000-2010. Dieci anni di cinema nascosto (Edizioni Il Foglio, 2012) è un libro importante, strumento indispensabile per capire l’altra parte della storia del cinema, costituita da film che non hanno avuto la fortuna di uscire in sala regolarmente. «Qui si parla soltanto di quei film, realizzati fra il 2000 e il 2010 e da me visionati, che da noi non hanno goduto di un’uscita nel normale circuito delle sale cinematografiche e in home video. Infatti, al netto di possibili sbagli (il mercato home video è in continua evoluzione), i 450 film presenti nel libro non hanno avuto alcuna visibilità se non direttamente in televisione, e parliamo comunque di poche eccezioni. Se è inutile pensare di vedere questi film su grande schermo, diventa legittimo sperare di gustarceli in dvd, almeno i più belli». Così scrive l’autore, Umberto Berlenghini, nella prefazione al volume e la Cineteca Nazionale ha raccolto la sfida proiettando ben tre film italiani d’autore, naturalmente invisibili. Nella postfazione, Fabio Zanello scrive: «Berlenghini, nella stesura delle schede, scrive anche l’utopia di una distribuzione destinata a dominare i nostri gusti. […] È questo l’assunto di fondo del volume dell’autore e non critico, […] per il motivo che propone al lettore le schede di film penalizzati dalla distribuzione per motivi vari e certamente esecrabili. Esecrabili perché questi non sono solo i Tv movie che i palinsesti propinano il sabato agli sventurati che sono a casa in pantofole e vestaglione di flanella, ma si parla anche di film colmi di star di ieri e oggi […]. Fra i film messi nella naftalina abbiamo vittime illustri come American Gun di Alan Jacobs e testamento artistico per James Coburn, assai lodato dalla critica americana; La bella gente di Ivano De Matteo […]. Difficile se non impossibile accettare di non essere un modello ma bensì un minuscolo ingranaggio di un meccanismo incommensurabilmente complesso, per questi film che non vedono la luce sul nostro mercato. In compenso Berlenghini riesce a dargli dignità su carta ed è già qualcosa, mostrandoci pagina dopo pagina con la delicatezza, la sapienza e la determinazione di un archeologo, […] gemme e fondi di bottiglia. E nel riportare alla luce ormai pellicole dimenticate e da riscoprire, così questo detective privato dell’audiovisivo compie un atto d’amore verso i generi cinematografici. E leggendo le sue schede risulta difficile non provare un misto di gratitudine e gioia».

ore 17.00

Giallo? (2009)

«Torino. Vittorio Zemeli (Cantore), sessant’anni portati male e di professione fioraio, ha la tv di casa come unico svago. Una sera, mentre è intento a mangiare, a Vittorio quasi gli va di traverso il suo hamburger dopo aver visto in televisione un filmato che ritrae un uomo identico a lui, nell’atto di spararsi alla tempia. Frastornato per l’accaduto, il giorno dopo Vittorio viene fermato in strada da tre amici che lo convincono a seguirli in un ristorante di lusso dove, fra i numerosi clienti, c’è una bella signora (Bouchet) che si distingue per l’allegria con la quale intrattiene i suoi commensali» (Berlenghini).

ore 19.00

Lo strano caso del signor Kappa (2001)

«Milano. Nello stesso giorno il dirigente di banca Giuseppe Kappa (Buchholz) riceve due notizie, una bella e una brutta. Viene promosso a un nuovo e più prestigioso incarico all’interno dell’istituto di credito, ma gli viene anche recapitato un mandato d’arresto, seppur seguito da una condanna di libertà vigilata. Per Kappa il dramma è duplice perché gli inquirenti non riescono, o non vogliono, fargli un’accusa precisa. Su indicazione di suo suocero, Kappa si rivolge a un avvocato dal quale però non riceve l’aiuto sperato, ritrovandosi sempre più immerso nelle sabbie mobili dell’inchiesta. Co-sceneggiato da Ugo Pirro, all’inizio del film compare il grande Luigi Pistilli che, nella scena, si spara un colpo in testa, cioè quello che poi ha fatto realmente nell’aprile 1996. Non è un caso che la gestazione del film di Lori sia stata travagliata almeno quanto la vicenda di Kappa, e a poco vale la consolazione che la stessa cosa accade anche a Orson Welles, quando anche lui realizzò il film tratto dal celebre romanzo di Kafka» (Berlenghini).

ore 21.00

Incontro con Umberto Berlenghini,  Victoria Larcheko, Fabrizio Lori.
Diversamente da quanto annunciato inizialmente Ivano De Matteo non potrà essere presente.

a seguire

La bella gente (2008)

«Campagna orvietana, in estate. Susanna (Guerritore) e suo marito Alberto (Catania) stanno passando le meritate vacanze nel loro bel casolare quando, durante il ritorno dal supermercato, notano una giovane prostituta appena scesa da un tir. Susanna, che a Roma lavora in un centro antiviolenza e difesa delle donne maltrattate, convince il riottoso marito a far salire la ragazza nell’auto per portarla nella loro casa, così da salvarla da quel brutto e pericoloso mestiere. Nadia (Larchenko), la bella prostituta russa, dopo l’iniziale timore di essere scovata dal suo violento protettore, si ambienta subito nella nuova famiglia in attesa di una sistemazione più sicura. Dopo un paio di giorni arriva Giulio (Germano), figlio di Alberto e Susanna, accompagnato dalla sua bella e smorfiosa fidanzata pariolina. [… ] Non è affatto male questo melodramma che mette a nudo le difficoltà e l’ipocrisia di certe persone dedite all’aiuto del prossimo ma che, quando questo si avvicina troppo alla loro vita privata, genera un malinteso istinto di autodifesa prima, per arrivare al vero e proprio rifiuto. Nel caso del film di De Matteo è proprio la sfera dei sentimenti privati quella che evidenzia le umane debolezze, quando queste prendono il sopravvento sulla ragione. Bravissimi tutti gli interpreti ai quali va aggiunta anche Iaia Forte» (Berlenghini).

Ingresso gratuito

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