Mostre d’autunno al Maxxi: dai ritratti di Gastel a Julien e Ghirri

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Roma – Gli straordinari “ritratti dell’anima” del fotografo Giovanni Gastel, raccolti in oltre quarant’anni di attivita’; la “poesia visiva” del filmaker inglese Isaac Julien, per raccontare il complesso universo creativo di Lina Bo Bardi; la Collezione, che si arricchisce di opere di maestri imprescindibili grazie alla mostra senzamargine. Passaggi nell’arte italiana a cavallo del nuovo millennio: sono solo alcune delle tante novita’ in programma questo autunno al Maxxi, a Roma.

In questo 2020 che ha segnato anche il primo decennale del Museo protagoniste come sempre l’arte, l’architettura, la fotografia, insieme ai tanti linguaggi della creativita’ contemporanea, con un’attenzione particolare al genio italiano, dai giovani talenti ai piu’ noti e importanti ambasciatori della nostra cultura nel mondo. Piu’ di 200 ritratti, un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della poltica incontrati nel corso di una carriera quarantennale.

E’ la mostra ‘GIOVANNI GASTEL. The people I like’ a cura di Uberto Frigerio con allestimento dello Studio Lissoni, in prima assoluta nello Spazio Extra Maxxi dal 15 settembre al 24 novembre 2020. Il titolo della mostra, The people I like, e’ gia’ una dichiarazione d’intenti: il maestro fotografo si svela nella sua piu’ intima autenticita’ e consacra il “ritratto” opera artistica d’eccellenza. Un’inedita, avvolgente galleria di ritratti in bianco e nero, in grande formato. Tra questi: Tra questi, Marco Pannella, Barack Obama, Forattini, Ettore Sottsass, Germano Celant, Mimmo Jodice, Fiorello, Zucchero, Tiziano Ferro, Vasco Rossi, Roberto Bolle, Bebe Vio, Bianca Balti, Luciana Littizzetto, Franca Sozzani, Miriam Leone, Monica Bellucci, Mara Venier, Carolina Crescentini e moltissimi altri.

‘Isaac Julien. Lina Bo Bardi. Un meraviglioso groviglio’ e’ l’emozionante omaggio dell’artista e filmaker inglese alla straordinaria architetta italo/brasiliana (a cura di Luigia Lonardelli, al Maxxi dal 23 settembre al 17 gennaio 2021). Frutto di un lavoro di ricerca durato oltre sei anni, e’ una caleidoscopica installazione multicanale su nove imponenti schermi. Le riprese sono ambientate in alcuni edifici di San Paolo e Salvador de Bahia, progettati da Lina Bo Bardi tra gli anni Sessanta e Ottanta. Luoghi che non sono solamente set d’eccezione, ma che per l’occasione prendono nuova vita, ospitando eventi, performance e affascinanti riti collettivi legati alle tradizioni e al folklore locali.

A partire dall’1 ottobre la Collezione Maxxi si arricchisce di opere di maestri imprescindibili finora non presenti, grazie alla mostra senzamargine. Passaggi nell’arte italiana a cavallo del millennio, che prende il titolo dalla rivista fondata e diretta dal critico Alberto Boatto. Saranno acquisite opere di Carla Accardi, Mario Schifano, Luciano Fabro, Claudio Parmiggiani, Angela Ricci Lucchi e Yervant Gianikian, oltre a un importante fondo di Luigi Ghirri. Le opere saranno esposte insieme a lavori di Jannis Kounellis, Paolo Icaro, Anna Maria Maiolino in una sequenza di ambienti immersivi, che ne potenziano la carica rivoluzionaria, la forza e la monumentalita’. Nove maestri che rappresentano la vitalita’ e la diversita’ delle ricerche artistiche in Italia e che sono un punto di riferimento per le generazioni piu’ giovani.

Il 28 ottobre apre al pubblico Maxxi Bvulgari Prize, con le opere dei 3 finalisti dell’edizione 2020 Giulia Cenci, Tomaso De Luca e Renato Leotta. Posticipata al 25 novembre per il lockdown, la mostra Una storia per il futuro. I primi dieci anni del Maxxi posa lo sguardo sul primo decennio del XXI secolo attraverso il punto di vista del Maxxi e degli artisti che lo hanno animato, attraverso installazioni multimediali, migliaia di immagini, video, suoni e parole. Sempre il 25 novembre apre il focus dedicato all’artista di origine thailandese Navin Rawanchaikul. L’anno si conclude con l’omaggio a un grande maestro dell’architettura italiana e mondiale, primo italiano a vincere il prestigioso Pritzker Prize nel 1990: Aldo Rossi. L’architetto e le citta’ apre al pubblico il 16 dicembre.

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