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“Mr Gullotta, Leo. My Huge Pumpink”, presentazione del libro giovedì 24 novembre a Roma

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xt1f3220L’incontro con uno dei grandi protagonisti della scena italiana, eclettico, camaleontico, di talento indiscusso è la chiave che permette all’autrice  questo viaggio attraverso i suoi ricordi, le sue passioni, le chiacchierate con nomi illustri del mondo dello spettacolo e svela il volto intimo di un personaggio  

Sarà presentato per la prima volta a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione di Piazza Mastai, 9 a Roma,  il libro di Elvia Gregorace Mr. Gullotta, Leo My huge Pumpkin, Carratelli Editore giovedì 24 novembre alle ore 17.30. L’incontro sarà presentato  dallo scrittore – giornalista Pietrangelo Buttafuoco, che  ha steso la prefazione del libro e vedrà la partecipazione dell’eclettico Leo Gullotta.

 

Mr. Gullotta, Leo my huge pumpkin

Autobiografia, biografia, diario, romanzo, il libro di Elvia Gregorace racchiude in se molte forme narrative per raccontarsi e raccontare il viaggio intrapreso per conoscere ed accostarsi a Leo Gullotta uomo e artista indiscusso.

Per l’autrice è un viaggio a ritroso nei ricordi, nelle passioni sue e della sua famiglia. Leo Gullotta è infatti già un beniamino del padre, che lo applaude e lo segue nelle sue performance nei gloriosi anni del mitico Bagaglino. E così a Roma come regalo e omaggio al padre , Elvia, incontra Gullotta dietro le quinte, lo intervista e da lì nasce il desiderio e l’idea di indagare la vita dell’attore.

Un racconto che è fatto di incontri con Gullota, di un viaggio di Elvia in Sicilia per conoscere la famiglia e i luoghi dove Gullotta è nato, ha vissuto, si è formato.

Un libro dove Elvia racconta se stessa nel raccontare Gullotta, racconta la sua infanzia, la sua famiglia.

E dove tante sono le interviste a molti protagonisti del mondo dello spettacolo che con Leo hanno lavorato, che lo amano e  lo stimano:  Giuseppe Tornatore, Pier Francesco Pingitore, Pippo Franco, Ricky Tognazzi, Fabrizio Frizzi e altri … I dialoghi denotano la sensibilità e l’eleganza dell’autrice che va alla ricerca della persona e non del personaggio. I temi trattati variano dal cinema al teatro, dalla decadenza della scuola all’affollamento degli ospedali italiani, dal sentimento religioso ai sogni premonitori di una saggezza popolare, all’approssimazione della televisione di oggi. Ognuno racconta il suo mondo e il suo incontro e la sua conoscenza con Gullotta.

La narrazione è lineare e gradevole. Dieci sono gli insegnamenti emersi dagli incontri con l’artista siciliano a volte citazioni prese in prestito da protagonisti della cultura.

L’autrice: Docente di discipline classiche nella Capitale, giornalista – pubblicista ha dedicato cinque lustri della sua vita alla recitazione sino alla scrittura di racconti da lei messi in scena con propria direzione artistica. Recensisce spettacoli teatrali. Appassionata di cibo e vino intervista volti noti dei quali racconta il rapporto col vino per la rivista Bibenda. Opinionista da cinque anni della trasmissione televisiva della Rai L’Arena.

Per info: ciao@elviagregorace.com

 

ESTRATTI

I nemici si identificano nelle minoranze perché i membri che le costituiscono non hanno una forza tale da poter contrastare. La diffusione della paura serve a tenere sotto controllo le masse. (Fabio Grossi).

Mi auguro di continuare a sentire la stessa vibrazione ogni volta che entro in un cinema e vedo un film come quando ero ragazzino, mi dispiacerebbe perderla. (Giuseppe Tornatore)

Si definiva insicura e asseriva di aver percepito se stessa come essere umano dopo essersi considerata per anni solo un’attrice. (Cloris Brosca).

Mi avvisò subito che aveva preso appunti prima di incontrarmi perché la sua vita era stata talmente intensa che ne aveva vissute più di una. ( Fabrizio Frizzi)

Si vociferava che l’attrice fosse dolce e disponibile, confermo entrambe le voci aggiungendo una seria bellezza. (Nathalie Caldonazzo)

La trovai avvenente nella sua semplicità. Aveva un viso da bambola come tutti dicevano e non era neanche truccata. (Angela Melillo)

Parlava in modo pacato e deciso. Sprigionava ancora un certo charme. Composto, non esprimeva un giudizio fuori luogo e aveva la battuta pronta, sagace, intelligente. (Pier Francesco Pingitore)

L’attore romano sostiene che la vita vada vista in tutta la sua interezza, non giudica facilmente, crede che tutti siamo soggetti a cambiamenti. (Pippo Franco)

Un italiano senza dubbio dotato di senso civico e tolleranza. Incontro, per me rivelatosi, tra i più esilaranti nella stesura del libro. (Tano Grasso)

Sono un vecchio artigiano, cresciuto nella bottega di un padre dal quale ha appreso il mestiere del cinema, specialmente d’estate quando le vacanze si trascorrevano sul set. Questo lavoro è un gioco di società, molti sono i partecipante. (Ricky Tognazzi).

Sono le storie a saper aspettare. L’incontro con Gullotta, imprevedibile, come un dono inaspettato, non accade per caso. Il volto e la maschera si danno reciproco nutrimento, come l’applauso e il sipario quando, nel momento in cui questo viene chiuso, viene svegliato al più inesorabile dei doveri: aprirsi ancora e poi ancora. E per sempre. Nel più sincero dei teatri voluti dalla vita: l’incontro a due. Di due pronti a chiamare in scena – nelle giornate di ognuno dove tutto è scena nel fuoriscena – il doppio e il profondo di ciascuno. (Pietrangelo Buttafuoco)

“Leo, cosa vorresti che le persone ricordassero di te dopo la morte?” “ Che sono stata una persona perbene”. Sono certa, non stenteranno a crederci! (Leo Gullotta)

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