Noel Gallagher infiamma la platea romana

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    Gli Oasis si saranno anche sciolti ma Noel Gallagher, classe 1967, ex leader del gruppo (con il fratello Liam) fra i protagonisti della scena britpop (e non solo) per oltre 15 anni, autore della maggior parte dei successi della band, ha ampiamente dimostrato di saper sempre infiammare una platea. Come quella di stasera all’Atlantico di Roma, sold out per l’occasione dov’era in concerto con il suo nuovo gruppo, gli High Flying Birds. Un’ora e mezza di musica (20 canzoni, senza pause) che hanno sapientemente mescolato i brani del suo primo disco di inediti post Oasis, uscito a ottobre 2011, ‘Noel Gallagher’s High Flyng Birds’, ai grandi successi del suo recente passato, da Whatever a Don’t look back in anger. Inizio puntualissimo alle 21, e con un assaggio di Oasis che sa anche di messaggio (It’s good) To be free, ‘È bello essere liberì, visto il modo burrascoso con cui il gruppo è arrivato al capolinea, nel 2009, dopo l’ennesima lite, prima di un concerto, a Parigi, fra i due fratelli Gallagher. Noel ha continuato poi con un’immersione nei brani del nuovo album, da Dream on a Everybody’s on the run, ampiamente apprezzati dal pubblico, composto soprattutto di 20enni e 30enni, che si sono lanciati in un appassionato coro collettivo in particolare sul primo singolo, The death of you and me. Fra i picchi di intensità la performance alla chitarra acustica di Noel, t-shirt e pantaloni neri in Supersonic, l’hit che nel 1994 ha lanciato gli Oasis. Gallagher, già al lavoro su un nuovo album, che dovrebbe uscire nel 2012, nonostante sia impegnato per buona parte dell’anno con tour mondiale, al pubblico che lo salutava tra una canzone e l’altra con cori da stadio ha risposto soprattutto a sorrisi, e raramente andando oltre ‘graziè o l’annuncio dei titoli di qualche canzone. A supportarlo i musicisti di primordine della High Flyng Birds, Mike Rowe alle tastiere, Russell Pritchard alla chitarra, Tim Smith al basso e Jeremy Stacey, vestito in tuta bianca e bombetta, stile Arancia Meccanica, alla batteria. La scaletta ha continuato ad alternare brani tra vecchio e nuovo corso, come AKA… What a life! E Talk tonight. Il tripudio è arrivato ai bis, nel segno degli Oasis, con il pubblico che ha cantato con Gallagher ogni sillaba di Whatever, Little by little, The importance of being idle e Don’t look back in anger, preceduta, dai suoi complimenti al pubblico di Roma e un ‘Arrivederci Until the next time (fino alla prossima volta)«

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