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Parola d’ordine: cultura. Il Civitan Club Roma Centenario a Palazzo Salviati

Una serata all’insegna della cultura, dello spirito di gruppo e della condivisione di quei principi e valori che contraddistinguono il Civitan Club Roma Centenario, nato il 17 Marzo 2017, esattamente 100 anni dopo la fondazione del primo Club negli USA.

Nella prestigiosa cornice di Palazzo Salviati, al Circolo della Lungara, in Roma, si è svolta la conviviale del mese di novembre. Ospite d’eccezione Volfango De Biasi, regista, sceneggiatore, scrittore, accademico italiano, vincitore del David di Donatello e Menzione Speciale ai Nastri d’argento per il Miglior documentario 2017.

Da sempre il Civitan mira a “costruire buoni cittadini”, fornendo un’organizzazione di volontariato basata su club dedicati a servire le esigenze individuali e della comunità con particolare attenzione all’assistenza di persone con “disabilità dello sviluppo”.

E proprio durante il suo intervento, De Biasi ha voluto sottolineare l’aspetto della disabilità raccontando, attraverso il film-documentario “Matti per il calcio” (da lui realizzato e prodotto insieme a Francesco Trento, sotto la direzione di Mauro Raffaeli) le vicissitudini di 15 pazienti psichiatrici, di un ex calciatore e di uno psichiatra/allenatore.

Le storie di 15 ragazzi che, affetti da una malattia mentale, scoprono nel calcio la possibilità e l’opportunità di un reinserimento all’interno della società. Pathos agonistico, scherzi, battute, l’amicizia che nasce, cresce e si consolida durante le ore di allenamento per “battere” i rivali di sempre: “Il Tucano”. Correre dietro ad un pallone, in fondo, è solo un pretesto per divertirsi, confrontarsi all’insegna dello sport sociale.

Un momento molto toccante per tutti i membri del Civitan, che, insieme al Presidente Gabriele Ferrieri, hanno avuto modo di ascoltare l’intervento di Volfango con grande entusiasmo essendo questo, così come molti altri, un tema caro al Club e che tocca da vicino proprio quei valori che fanno del Civitan un’organizzazione tanto amata quanto delicata nella propria mission.

Una mission nata il 17 marzo 1917  da un gruppo di uomini d’affari di Birmingham, in Alabama, guidati da Courtney Shropshire, medico locale, che fondarono un club indipendente, al servizio della comunità, denominato appunto  Civitan, nome che deriva dalla parola latina “cittadinanza”.

Al centro il volontariato al servizio delle esigenze individuali e della comunità. Un’organizzazione leader nel Service, così come la storia recente vuole, perché  riuscita a sviluppare le best-practice necessarie ai fini dello svolgimento ottimale delle proprie attività a favore delle comunità in cui opera. E come il Creed recita: “Sono un CIVITAN: vecchio come la Vita, giovane come l’arcobaleno, infinito come il tempo”.

di Silvia Roberto