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Per gli Internazionali di Tennis il dritto e il rovescio diventano arte

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Il Tennis sposa l’arte contemporanea. Così dritto e rovescio possono diventare trame di linee cromatiche, le sequenze di un match possono tradursi in un puzzle di immagini per un quadro «lenticolare», un campo da gioco deserto può essere riprodotto in un’atmosfera da thriller surreale, tra notturni deserti e ombre dark, e la prima donna del tennis Suzanne Lenglen, che osò il gonnellino per giocare, viene evocata attraverso una serie di oggetti di culto poggiati sulla rete. Sono solo alcune delle soluzione creative inedite messe in campo da otto giovani artisti per il progetto espositivo «Smash Point» con cui il tennis incontra l’arte contemporanea, promosso dalla Federazione Italiana Tennis e dalla Coni Servizi spa, in occasione degli Internazionali Bnl d’Italia, di cui si celebra quest’anno la nuova formula «combined event». Da domani, le otto grandi opere realizzate per l’occasione sotto il coordinamento artistico del critico Gianluca Marziani, saranno installate in altrettante piazze prestigiose di Roma (da Piazza Farnese a Via del Corso, Via San Nicola dè Cesarini a largo Argentina, piazzale Garibaldi e Casina Valadier al Pincio, Piazza Mastai a Trastevere, Piazzale Ponte Milvio e viale della Civiltà del Lavoro all’Eur). I lavori rimarranno fino al 5 maggio, per poi essere allestiti dal 7 maggio nei viali del Foro Italico per tutta la programmazione del torneo. Alla fine saranno battute all’asta benefica per la Susan G. Komen Italia associazione non profit che opera nella lotta ai tumori del seno. A presentare l’iniziativa, oggi presso la Club House del Circolo del Tennis Foro Italico, oltre al curatore Marziani, il direttore impianti sportivi e parco Foro Italico della Coni Servizi Diego Nepi Molineris, il direttore comunicazione della Fit Giancarlo Baccini. «Lo spirito dell’operazione artistica non era quella di raccontare in modo didascalico il tennis, le opere non dovevano essere uno specchio figurativo dei dettagli di questo sport – racconta Gianluca Marziani – Per questo abbiamo scelto otto giovani artisti, quattro uomini e quattro donne, ciascuno con la sua personale ricerca linguistica, per proporre otto interpretazioni speciali attraverso i loro colpi della creativita». E le soluzioni sono quantomai diversificate, possono entrare nelle origini dello sport, o analizzare i suoi elementi come il senso del tempo e dello spazio, possono manipolare la sua realta«. Fabrizio Campanella decostruisce un campo da tennis reale in incroci di linee e angoli cromatici, Epvs ha elaborato un quadro lenticolare con sette immagini ispirate a movimenti ideali di un match, Marianna Masciolini prende spunto »Blow-Up« di Antonioni e la famosa scena del match senza pallina, per tracciare traiettorie fantastiche in un silenzio teatrale, Maddalena Mauri dipinge un campo da tennis in versione noir, Veronica Montanino rende omaggio a Suzanne Lenglen, Jonathan Pannacciò rilegge il tennis come metafora di un ciclo cosmico e la racchetta si trasforma in un totem magico e arcano come sintesi di pensiero e azione, Cristiano Petrucci ricorre alle emoticon (le riproduzioni stilizzate delle espressioni umane) per comporre una mappatura emotiva legata ad una partita di tennis. Infine, Gianni Politi ritrae Walter Clopton Wingfield, inventore nel 1874 del tennis moderno. »Le opere verranno inserite dentro appositi supporti installativi in forma di piccolo campo da tennis«, avverte Marziani.

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