RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

PICTURES FROM GIHAN: PUNTI DI VISTA DI UNA RIVOLUZIONE

Più informazioni su

leandroAl Teatro Quarticciolo il Romaeuropa Festival entra in scena con Muta Imago

Con Muta Imago, pictures from Gihan il Romaeuropa festival approda al Teatro Biblioteca Quarticciolo dal 13 al 17 novembre. Il dramma della rivoluzione egiziana elaborato e diretto ed interpretato da Claudia Sorace. Coprotagonista in scena, Riccardo Fazi che ne cura anche gli effetti sonori.

Muta Imago è un progetto di ricerca artistica nato a Roma nel 2006. È guidato da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (drammaturgo-sound designer). In particolare, questo spettacolo, coprodotto con il Romaeuropa festival, nasce dalla volontà di documentare la  Rivoluzione Egiziana del 2011. Nel raccogliere materiali su internet, i due autori si imbattono nelle testimonianze di una blogger: Gihan.

“Volevamo ricostruire quei fatti a partire da tutte le tracce che di quelle giornate erano ancora presenti e rintracciabili su internet…Con il tempo ci siamo affezionati al tuo sguardo, che sentivamo vicino al nostro, seppure così lontano. Così, ci siamo messi a ricostruire in scena quelle giornate di rivoluzione a partire da te… Per questo motivo abbiamo cominciato a cercarti, a scriverti, senza però avere mai risposta

Ma il 30 giugno 2013 tutto cambia. Una nuova rivoluzione scoppia in Egitto. Nascono nuove motivazioni su come documentare quell’esperienza che non appartiene ad un passato, seppur recente. Ora è il presente, le tracce di Gihan ricompaiono e portano a nuove domande: È la stessa rivoluzione? Cosa pensa la gente che la vive? Cosa cambia realmente nelle loro vite? Come si costruisce una rivoluzione a partire dalla persona?

Da questo progetto traspare la voglia di restituire i segni di una storia che sopravviene sotto i nostri occhi, ma che rimane distante dalle nostre vite. Come una finestra sul mondo, gli autori cercano di documentare sensazioni ed esperienze vissute durante un’estate di ricerca. Con effetti speciali alquanto particolari, immagini, suoni e descrizioni si susseguono a ricostruire una serie di avvenimenti in modo a volte criptico, ma certamente originale. La particolarità dei materiali scelti non approfondiscono il lato documentario della vicenda, ma certamente offrono una ricca visione sul piano dell’esperienza diretta. Sul palco appare il lato umano di un dramma che si consuma sotto gli occhi inermi di attori e spettatori. E il futuro rimane ancora da costruire…

(Leandro Di Capua)

 

Più informazioni su