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Premio De André 2016. Intervista alla Direttrice Artistica Luisa Melis

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manifestopremio_deandre-300x158Si svolgeranno questa sera a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, le finali del Premio De Andrè 2016.

Giunto alla sua quindicesima edizione, con la direzione artistica di Luisa Melis e di Massimo Cotto, e con la collaborazione di Dori Ghezzi (nella veste di Presidente della Giuria), il Premio è patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André e si avvale della collaborazione di Icompany.

Il Premio, anche per questa edizione, mira a promuovere il meglio della canzone d’autore: agli autori, ai compositori, agli interpreti e agli esecutori di musica italiana esordienti o non noti al grande pubblico, si richiede di manifestare, attraverso i più diversificati stili musicali, una creatività non condizionata dalle mode, dai generi e dai falsi concetti di commerciabilità, al fine di ridare originalità e vitalità alla produzione artistica, all’insegna della qualità e della libertà artistica.

Abbiamo incontrato la Direttrice Artistica Luisa Melis, che ci ha gentilmente concesso questa intervista.

Il Premio Fabrizio De André, nato per far emergere nuovi artisti che si  contraddistinguono per l’originalità delle loro composizioni, sia musicali che  poetiche, è giunto alla Giunto alla XV edizione. Qual è il bilancio dalla nascita del Premio?

Il Premio è nato nel 2003 con una doppia edizione (giugno ed ottobre),  dal 2004 siamo subentrati cambiando radicalmente le impostazioni del Premio, le motivazioni e la dinamica. Nel corso di questi anni, nonostante le difficoltà dovute alla crisi economica,
il Premio è riuscito ad emergere a livello nazionale divenendo di fatto uno dei Premi più importanti nel panorama italiano.
Una piccola soddisfazione, siamo sempre riusciti a mantenere l’iscrizione al Premio totalmente gratuita.

Tra gli ospiti che hanno partecipato alle passate edizioni del Premio,  figurano grandi nomi della musica italiana (da Fiorella Mannoia fino a Enrico Ruggeri, e Roberto Vecchioni). Questa sera, i Negrita riceveranno il “Premio De André alla Carriera”, mentre il rapper Clementino riceverà il “Premio per la reinterpretazione dell’opera di Fabrizio”. Quali sono state le motivazioni di questa scelte?

Le motivazioni saranno rese note ufficialmente questa sera sul palco. Naturalmente sono personaggi che si sono contraddistinti chi per una particolare attenzione a De Andrè, chi con l’aver arricchito emotivamente la nostra vita negli ultimi 20 anni.

Questa sera saranno premiati i finalisti delle sezioni “Musica”, “Poesia” e “Pittura”. Quanto conta oggi riuscire ad esprimere il proprio talento al di fuori di una logica puramente commerciale?

A mio avviso conta! Nel senso che questi artisti , in realtà, non li vorrei inquadrare fuori da nessuna logica. Il Premio non è commerciale in senso lato, ma gli artisti rappresentati possono benissimo esserlo. Tant’è che Chiara dello Iacovo è stata finalista a Sanremo, Alessandra Parisi ha partecipato a “The Voice”, Maldestro sarà tra i 12 semifinalisti di Sanremo 2017.

La produzione artistica di De André viene reinterpretata da molti artisti italiani: da Gianna Nannini a Vasco Rossi fino a Franco Battiato, o Fiorella Mannoia. Ma anche le giovani generazioni mostrano una vera e propria venerazione verso Fabrizio. Come si spiega questa alta considerazione nei suoi confronti?

Stiamo parlando di un artista che ha fotografato emozioni, che ha sondato le nostre classi sociali nel profondo, sia dal punto di vista culturale che sociale. Parliamo di un artista vero, che nella sua autenticità ci trasmette e continuerà a trasmetterci non solo emozioni, come dicevo prima, ma il senso vero dell’arte applicata alla realtà del vissuto. E questo è un elemento irresistibile per chiunque. Anche per i nostri giovani, e lasciatemi dire, talentuosi artisti.

Ogni anno sono moltissimi i giovani che mandano le loro canzoni al Premio. Quanto è importante oggi incoraggiare e valorizzare i giovani nella manifestazione della loro arte?

E’ fondamentale. Oggi, ritengo, che stimolare ed aiutare i giovani artisti a manifestare la propria arte sia per noi Premi, quindi non solo per il De Andrè, ma anche per gli altri, un giusto input a spingere questi ragazzi a considerarsi e a mettersi in gioco come artisti. Oltre questo, penso, per esempio, ma un Ciampi, un Tenco, solo per fare due nomi. Oggi potrebbe raccogliere e accogliere oggi due artisti così? questo è un grande cruccio. Per il resto, noi cerchiamo di dare la massima visibilità sia ai semifinalisti che ai finalisti.

Sylvia Fortini

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