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PRIMAL FEAR & BULLET: EAGLES & LIONS TOUR REPORT

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Primal Fear - concerto Brescia 4 febbraio 2014

Primal Fear – concerto Brescia 4 febbraio 2014

Per la seconda sera di seguito si torna al Circolo Colony di Brescia, che, per il considerevole numero di eventi internazionali ospitati, è probabilmente uno dei templi metal in Italia. Martedì 4 febbraio il club lombardo è stata sede dell’unica data italiana del tour europeo dei Primal Fear, in compagnia degli heavy rockers Bullet.

In realtà nel programma erano previsti, come supporto alle due band, anche i tedeschi Messenger, ma purtroppo un problema con il tour bus gli ha impedito di arrivare qui. Peccato perché avrei visto volentieri questo combo tedesco, autore di un genere metal a me molto gradito. Fortunati quindi sia chi li ha potuti ammirare prima e chi nelle date successive avrà la possibilità di vederli. Mancando uno dei protagonisti, i tempi di attesa di inizio spettacolo si sono un pochino allungati, ma questo ha permesso, almeno al sottoscritto, di incontrare anticipatamente alcuni componenti delle band per le obbligatorie foto ricordo. Oltretutto la momentanea defezione dei Messenger ha fatto sì che i Bullet abbiano eseguito un concerto completo, per la delizia dei presenti. Ed eccoli salire sul palco i 5 svedesi, è subito rock’n’roll e divertimento con “Midnight Oil”, hard rock allo stato puro, semplice, senza fronzoli, come la scuola degli AC/DC ha insegnato. “Rush Hour”, Turn It Up Loud”, “Full Pull”, mostrano elementi presi dai lavori iniziali degli Accept, soprattutto grazie alla roca voce di Dag Hell Hofer, simpaticissimo e paffuto personaggio, coperto da un grosso mantello con testa di leone sulla schiena.

Che siano ritmi serrati oppure cadenzati, la batteria di Gustav Hjortsjo, porta lo spettatore ad un headbanging continuo e “Rolling Home” ne è un esempio, la partecipazione del pubblico è totale con questo sound, l’allegria ha invaso la sala! Termina la prima parte del loro show, una temporanea uscita di scena, poi l’attesa dei nostri cori di incitamento e la band torna sul palco per ricominciare a colpire diretto come un pugno; belli i riff e gli assoli dei due chitarristi Hampus Klang e Alexander Lyrbo, elementari, ma efficaci, alle volte non serve essere funambolici per emozionare ed andare dritti al segno. La formula del loro hard&heavy è di facile fruibilità, pezzi come “Pay The Price” o “Stay Wild” sono una festa per le nostre orecchie, ma anche i nostri occhi hanno la loro parte di godimento, i movimenti all’unisono sul palco sono perfettamente studiati, nel più classico degli schemi di band di questo genere. Dopo “Dr, Phibes”, ci salutano nuovamente per poi tornare per il finale di ben quattro brani, iniziando con un loro classico “Highway Pirates” tirato al punto giusto, grintoso e aggressivo: signori, questo è l’heavy metal, chi non lo segue non sa cosa perde! “Rambling Man”, “The Rebels Return”, “Bite The Bullet”, tanto heavy rock vestito solo di denim & leather, non serve null’altro per assicurare un buon concerto e lasciarci col sorriso sulle labbra. Veramente efficaci! La prima parte della serata è stata eccitante, rivivere il sound anni ’80 è sempre un piacere, chissà ora cosa ci aspetta con l’arrivo dei potenti Primal Fear.

La band tedesca sale sullo stage accolta da un’ovazione, che aumenta ancora di più quando entra lui, Ralf Scheepers, la voce dell’heavy metal. Il momento è solenne la band parte subito alla grande con “Final Embrace” un brano power micidiale, l’impatto sonoro è devastante, i suoni delle due chitarre di Alex Beyrodt e Tom Naumann (quest’ultimo tornato nelle loro file), sono rasoiate sferrate con violenza e le successive “Alive And On Fire” e “Nuclear Fire” non fanno altro che aumentare la potenza di fuoco dei tedeschi. Incitati da questi puri metallers di razza, si canta in coro insieme, pugni al cielo, con un continuo e sfrenato headbanging, impossibile rimanere immobili.

La voce di Ralf come al solito è una garanzia, maestosa, rabbiosa, carica di energia, un’energia che cresce e si diffonde in platea. Sventola una bandiera italiana che alcuni fan di un club di Cremona gli porgono e omaggia l’Italia bevendo il nostro vino, poi tra un brano e l’altro fa qualche accenno di arie tratte da opere liriche (Rigoletto, Turandot, per la verità un po’ sottotono), preludio a brani più intensi ed emozionanti come “One Night In December” o “When Death Comes Knocking”, tratte dal loro ultimo album, per poi riprendere la marcia distruttiva con “Angel In Black”: l’apoteosi del power metal. La carica che questo gruppo ha è incredibile, lo stato dell’arte del metal, Mat Sinner colpisce con durezza il suo basso e rende ancora più compatto e letale il già prorompente suono del gruppo.

Insomma una panzer-division che non ha eguali e brani come “Chainbreaker” o “Bad Guys Wear Black” ne sono un esempio, con in evidenza la grande tecnica dei due guitar-heroes Alex e Tom, che, tra l’altro scherzando tra loro, si sfidano a duello con vari virtuosismi e giochetti sulle loro chitarre. Su tutti però il grandissimo lavoro alle loro spalle di Randy Black, un batterista incredibile, una vera macchina da guerra, perfetto, possente, un treno inarrestabile, in una parola: poderoso. E quando poi Ralf annuncia “Metal Is Forever” non c’è più freno che tenga, i fan si infiammano ed esplodono con cori da stadio. I Primal Fear salutano il pubblico, ricevendo i più che meritati applausi, ma tornano dopo pochi istanti per il bis finale con il medley di “Unbreakable / Seven Seals” e la recente “King For A Day”, la conclusione più adeguata per uno show entusiasmante.

Un ringraziamento finale va a tutto lo staff del Colony, che oltre ad offrirci un locale adeguato ad eventi del genere, ha pazientemente atteso che i più tenaci (me compreso) aspettassero fino a tardi l’uscita delle band per autografi e foto ricordo. Spero che mi sopportino anche venerdì per i Riot! (Rockberto Manenti)

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