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Progetto Aldo Morto 54

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Teatro dell’Orologio

16 marzo. 9 maggio

Fondazione Romaeuropa – Teatro dell’Orologio – amnesiA vivacE

ALDO MORTO 54 / 54 giorni di reclusione

un progetto di Teatro dell’Orologio e Daniele Timpano

in collaborazione con Fondazione Romaeuropa

media partner Kataklisma, Tamburo di Kattrin, Grapevine Studio

social media partner fattiditeatro

ideazione e realizzazione della cella Alessandra Muschella

live-streaming Andrea Giansanti

ideazione e realizzazione video teaser Emiliano Martina, Grapevine Studio

progetto grafico Angelo Sindoni

ufficio stampa Donatella Maresca

promozione Bruna Benvegnù, Filippa Piazza

cordinamento sezione Incontri: Bruna Benvegnù, Marzia Pacella, Flavio De Bernardinis, Christian Raimo, Graziano Graziani, Stefano Betti, Dario Morgante

organizzazione Katia Caselli

drammaturgia della prigionia di Daniele Timpano

in collaborazione con Elvira Frosini

Un bel mattino ci sveglieremo e capiremo che siamo morti”

[Claudio Lolli, 1973]

 

« Desolato, io non c’ero quando è morto Moro. Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov’ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l’ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po’ a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? E perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Aldo! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni ’70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso? »

Un attore nato negli anni ’70, che di quegli anni non ha alcun ricordo o memoria personale, partendo dalla vicenda del tragico sequestro di Aldo Moro, trauma epocale che ha segnato la storia della Repubblica italiana, si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo. In scena, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.

Dopo essere stato in scena nella scorsa stagione al Teatro Palladium, torna “Aldo morto”, lo spettacolo di Daniele Timpano che si interroga sul rimosso storico del delitto Moro e lo affronta contestualizzandolo in quegli anni settanta di cui il nostro duemila non è che un prodotto.

Lo spettacolo torna per ricordare il  trentacinquennale dalla morte dello statista, trentacinque anni che hanno lasciato una memoria non sempre lucida, spesso distorta da racconti di seconda mano, da immagini televisive e fotografiche ormai iconizzate.

“Aldo morto” diviene ora spunto e fulcro per un  evento totale: il Progetto “Aldo Morto 54”, prodotto dal Teatro dell’Orologio in collaborazione con la Fondazione Romaeuropa. Daniele Timpano, autore e interprete dello spettacolo, si auto-recluderà per 54 giorni, dal 16 marzo all’8 maggio, nella celletta costruita appositamente in una delle sale del Teatro dell’Orologio, dalla quale uscirà ogni sera per mettere in scena il suo spettacolo. Per tutto il periodo verrà realizzato un live streaming che permetterà di seguire la vicenda della prigionia da casa. È stato costruito un apposito canale You Tube ed un sito dedicato (www.aldomorto54.it) dove si potranno seguire tutte le vicende del prigioniero: potremo vedere Timpano che legge il giornale la mattina, Timpano che legge i Quaderni dal carcere di Gramsci, Le avventure di Pinocchio di Collodi  e i comunicati scritti dalle Brigate Rosse, Timpano che incontra nella sua celletta persone volontarie disposte a portare la propria testimonianza su quegli anni, chi li ha vissuti in prima persona, chi ne ha sentito soltanto il  racconto, chi ha affrontato l’argomento sui banchi di scuola; ricordi, emozioni e frammenti della propria storia che diverranno pezzi di un puzzle più grande per offrire un affresco della nostra società.

Lo spettacolo sarà l’unico momento non ripreso dal circuito streaming, un momento unico, intimo che richiede la presenza fisica dello spettatore, la condivisione del punto di vista in una rottura mediatica e catartica del voyerismo.

Una presenza costante su twitter (attraverso un #fdtalk ovvero una chiacchierata con fattiditeatro, social media partner di Aldomorto54) e su facebook permetterà a Daniele Timpano di interagire con l’esterno in un costante scambio di memorie e esperienze. Il web 2.0 diventerà un rifugio, una fuga immaginaria, una culla contro la solitudine della detenzione, ma anche sopratutto un urlo – o un cinguettio! – disperato contro la mistificazione, la violenza, la massificazione, il senso di impotenza, quel vero e proprio compromesso “etico”, non “storico”, che è la base identitaria di questo bel paese.
Lo spazio “carcerario” si animerà ulteriormente attraverso occasioni di incontro con le scuole, per attivare un confronto generazionale tra genitori e figli, tra chi ha vissuto in prima persona il fatto storico e l’Italia di quegli anni e chi ne ha conoscenza solo attraverso l’immaginario.

Il lunedì sarà dedicato al cinema, con un seminario curato dal professore Flavio De Bernardinis dal titolo Il cinema e le immagini negli anni Settanta.

Il sabato sarà l’occasione della musica con alcuni appuntamenti insieme e protagonisti di quegli anni. La domenica invece sarà l’occasione per degli incontri di approfondimento dedicati a letteratura, teatro e saggistica: si comincerà domenica 24 marzo con Miguel Gotor e Lorenzo Pavolini, continuando con Marco Baliani e molti altri. Saranno organizzati anche degli incontri e dibattiti con i protagonisti di quella storia coordinati da Tamara Bartolini: in occasione della presentazione del suo ultimo libro, sarà presente anche Ferdinando Imposimato, giudice istruttore del rapimento Moro, pronto a svelare il suo punto di vista di persona (molto) informata dei fatti.

Molte di queste iniziative sono in progress e verranno definite nel corso della prigionia.

Il 9 maggio, giorno del ritrovamento del corpo di Moro, il progetto si concluderà fuori della cella, presso la sede della Fondazione Romaeuropa, nell’Opificio Telecom Italia, con una serata speciale, a cura di Christian Raimo, il Moro day: una riflessione ampia su quel cinquantacinquesimo giorno che non è mai appartenuto a Moro ma appartiene a  noi italiani che lo abbiamo vissuto,  anche in maniera spesso sin troppo voyeuristica.

Si ringraziano i Media partners

              

LE INIZIATIVE DEL PROGETTO

 

1) LO SPETTACOLO

Dal 16 marzo all’8 maggio – maratona teatrale senza pause

ALDO MORTO/ Tragedia

uno spettacolo di e con Daniele Timpano

collaborazione artistica Elvira Frosini

aiuto regia, aiuto drammaturgia Alessandra Di Lernia

oggetti di scena Francesco Givone

disegno luci Dario Aggioli e Marco Fumarola

editing audio Marzio Venuti Mazzi

elaborazioni fotografiche Stefano Cenci

progetto grafico Antonello Santarelli

produzione amnesiA vivacE

con il sostegno di Area06

in collaborazione con Cité Internationale des Arts, Comune di Parigi

si ringrazia Cantinelle Festival di Biella

drammaturgia, regia, interpretazione Daniele Timpano

spettacolo vincitore Premio Rete Critica 2012

segnalazione speciale Premio IN – BOX 2012

finalista Premio Ubu 2012  come “Migliore novità italiana (o ricerca drammaturgica)”

 

Note di regia sullo spettacolo “Aldo morto”

di Daniele Timpano

Lo spettacolo “Aldo morto / Tragedia” non racconta il “Sequestro di Aldo Moro” né tantomeno tenta di ricostruire la fitta nebulosa di ipotesi più o meno probabili o improbabili che sono andate ad innalzare, in oltre 30 anni, la discutibile fortezza denominata “Il caso Moro”. Fortezza inespugnabile fatta di ipotesi, interpretazioni, prove inoppugnabili o oppugnabili, articoli e inchieste giornalistiche, testimonianze attendibili e testimonianze inattendibili, prese di posizione, arroccamenti o accanimenti ideologici. Tutto ciò non ci interessa, se non come sfondo del problema. Ci interessa non l’evento in sé, ma l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo di una generazione che non è quella di chi scrive e realizza lo spettacolo: Daniele Timpano è nato nel 1974.

Ci interessa tentare di confrontarci con un’epoca che non abbiamo vissuto personalmente e il cui raffronto con l’epoca presente si impone di continuo. Non fosse altro che perché gli ex giovani di allora (gli ex movimentisti, extraparlamentari, ex terroristi di sinistra e destra, ma anche gli ex fascisti, ex democristiani, ex comunisti e persino gli ex cantautori “impegnati” di una volta e le ex femministe che “non tremate non tremate le streghe son scappate”) sono spesso le stesse persone che ci troviamo davanti oggi nelle redazioni dei giornali, in televisione, sugli scaffali in libreria, nelle direzioni artistiche e organizzative dei teatri, in famiglia e – naturalmente – in Parlamento. Ma ci interessa anche, e forse soprattutto, indagare un filo tematico molto chiaro (e legato più all’immaginario prodotto da questa storia che alla storia in sé): la lacerazione drammatica tra “immagine” e “verità”, viste naturalmente come polarità opposte. In particolare ci interessa la persistenza dell’immagine a scapito della verità. Per “verità” intendiamo qui quella verità umana che è la propria esperienza, sempre parziale, imprecisa e soggettiva, sempre destinata a restare nascosta nelle pieghe intime della vita di ognuno, la verità fallibile, ma autentica, del ricordo misto all’emozione. In questo caso, ad esempio, i ricordi familiari del Moro privato, che portava i figli al mare a Terracina e sbucciava le arance tutto calmo con cui si apre lo spettacolo. E, al lato opposto, ci interessa l’immagine con la sua forza e la sua carica di verità oggettiva, anche se del tutto illusoria (visto che porta con sé elementi di dubbio e di distorsione del senso: chi ha mai detto infatti che una fotografia, ad esempio, solo perché riproduce fedelmente il reale, non sia in grado di mentire?). Nel caso dello spettacolo il riferimento è all’immagine di Aldo Moro nelle famose polaroid scattate dalle Br durante il Sequestro o alle ancora più famose immagini del corpo di Moro raggomitolato nel bagagliaio di una Reanault 4 rossa, che sono pressocché le prime (se non le uniche) immagini che si affacciano alla testa di qualunque italiano oggi senta nominare Aldo Moro. Senz’altro sono le prime che appaiono cercandolo su Google. Il racconto della dimensione intima dell’uomo, si scontra con l’immagine al quale questa inconoscibile individualità, l’uomo Aldo Moro, è rimasta legata ormai per sempre: l’Aldo Moro sequestrato e poi ucciso dalle Brigate Rosse. Snodo centrale del lavoro è il discorso sulla morte. La morte in generale, non quella specifica di Moro. Questo discorso sull’immagine e la verità è direttamente legato al tema della morte: la distruzione dell’umano nel suo diventare immagine è il lavoro della morte esibita e indagata dai mass media, la tragedia di una morte pubblica.

Daniele Timpano è autore-attore e regista. Come attore ha lavorato con Michelangelo Ricci, Francesca Romana Coluzzi, Massimiliano Civica. Ha collaborato con diverse compagnie della scena indipendente romana, tra le quali OlivieriRavelli teatro, Circo Bordeaux, Teatro Forsennato, Kataklisma e LABit. Con alcune di queste fonda il “Consorzio Ubusettete” nel 2008.

Fondatore di ‘amnesiA vivacE’, ha scritto e interpretato diverse opere teatrali, tra cui Teneramente Tattico (1999); Profondo Dispari (2000); Oreste da Euripide (2001); caccia ‘L drago da J. R. R. Tolkien (2004), vincitore della terza edizione del premio Le voci dell’anima – incontri teatrali); Gli uccisori del chiaro di luna – cantata non intonata per F. T. Marinetti e V. Majakovskij (2005); dux in scatola. Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito (2006), finalista al Premio Scenario 2005, pubblicato in volume da Coniglio Editore nel 2006 e sulla rivista di teatro Hystrio nel 2008; Ecce robot! Cronaca di un’invasione (2007), ispirato all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) e pubblicato in volume all’interno dell’antologia “Senza corpo – voci dalla nuova scena italiana” a cura di Debora Pietrobono [Minimum Fax, 2009]; Negative film #1: Teneramente Tattico (2009, in collaborazione con Lorenzo Letizia/Le Chant du Jour); Risorgimento pop – memorie e amnesie conferite ad una gamba (2009, scritto e diretto con Marco Andreoli) e Sì l’ammore no (2009, scritto e diretto con Elvira Frosini e finalista al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2008); Aldo morto. Tragedia (segnalazione premio IN-BOX 2012, vincitore Premio RETE CRITICA 2012, finalista Premio Ubu 2012 come “migliore novità italiana o ricerca drammaturgica).

Due suoi testi, Dux in scatola e Risorgimento pop, sono stati tradotti e presentati a Parigi per “Face à face –paroles d’Italie pour les scènes de France” 2011; insieme ad Aldo Morto, compongono una trilogia pubblicata da Titivillus nel 2012 con il titolo “Storia Cadaverica d’Italia”.

Coordinatore dei laboratori teatrali, letterari e musicali Oreste ex Machina (2003), Gli uccisori del chiaro di luna (2004) e Fiabbe Itagliane (2005), tutti finanziati dall’Università degli studi di Roma “la Sapienza”.

È stato redattore (e collaboratore) della rivista on line Amnesiavivace.it e di Ubu Settete, periodico di critica e cultura teatrale.

È stato tra gli ideatori e organizzatori della rassegna teatrale romana indipendente Ubu Settete – fiera di alterità teatrali (sei edizioni dal 2003 al 2007).

 

2) GLI INCONTRI E I CORTOCIRCUITI

Il progetto Aldo Morto 54 prevede una serie di incontri, seminari, cortocircuiti di riflessione e memoria a cadenze settimanali:

Tutti i lunedì

Il cinema e le immagini negli anni Settanta

seminario a cura del Prof. Flavio De Bernardinis

Un excursus storico e critico sul cinema italiano degli anni Settanta tra impegno politico e grida di protesta.

Giovedì 28 marzo_4.11.18.25 aprile_2 maggio h 19

Il piombo nelle parole

coordinamento a cura di Dario Morgante

Scrittori che hanno raccontato e analizzato l’Italia degli anni di piombo e i suoi protagonisti, incontrano il pubblico presentando la loro opera: tra gli altri Angela Scarpaio, Fabio Calenda, Ivo Scanner, Carlo Bordini e Andrea Di Consoli, Paolo Grugni, Giorgio Vasta.

Il Memoriale: lettura del racconto in prigione

Alcuni attori – tra cui Valerio Aprea, Cristina Pellegrino, Claudia Campagnola  e Norma Martelli  –si confrontano con alcune letture selezionate di estratti dal c.d. “Memoriale”, quella parte cioè degli scritti prodotti da Moro durante la prigionia, che raccoglie le risposte che il Presidente della DC diede alle Brigate Rosse, durante gli interrogatori ai quali fu sottoposto nella c.d. “prigione del popolo”.

 

Le domeniche di Moro

a cura di Christian Raimo

Dei veri e propri approfondimenti critici, drammaturgici, generazionali, musicali che  ci immergeranno nel decennio dei settanta e nel suo universo. Tra i punti di vista privilegiati quelli di Miguel Gotor e Lorenzo Pavolini (24 marzo), che partendo dal paradigma interpretativo di Sciascia affronteranno la questione dell’interpretazione degli scritti prodotti da Moro durante la prigionia, e quello di Marco Baliani che al Caso Moro ha dedicato uno spettacolo importante, “Corpo di Stato”, in occasione del ventennale del 1998.

Tra gli appuntamenti Piombo su piombo/ Come il teatro ha riletto gli anni ’70 a cura di Graziano Graziani: piccola maratona di letture di alcuni testi drammaturgici trans-generazionali, da quello di Marco Baliani a quello di Magdalena Barile, che hanno affrontato il tema degli anni Settanta, la lotta armata, Aldo Moro.

 

3) EVENTI SPECIALI

 

Sabato 27 aprile h 23.30

Concerto Rosso di Pino Masi

 

Opificio Telecom Italia _9 maggio / h 18

MORO DAY

a cura di Christian Raimo

con interventi di  Daniele Timpano, Miguel Gotor, Marco Belpoliti e molti altri.

4) LA CELLA

Daniele Timpano e i suoi 54 giorni di reclusione performativa, parte strutturale del progetto. La quotidianità della cella sarà scandita da appuntamenti fissi, incontri, riprese, letture.

 

Riti di vita quotidiana

La ripresa streaming prosaica e più “umana”: Daniele che si sbarba, che legge il giornale, che beve una spremuta, che pranza; Daniele al pc, vestizioni, svestizioni, Daniele che spegne e va in bagno, Daniele che spegne e va a dormire.

 

Riti di comunicazione quotidiana

Daniele Timpano ogni giorno risponderà a mail, messaggi facebook, messaggi twitter e in più ci saranno degli appuntamenti social in collaborazione con i nostri media partner:

– Appuntamento Twitter con fattiditeatro tutti i giorni alle ore 15 circa. Si potrà seguire la chiacchierata cercando @fattiditeatro e @aldomorto54 e intervenire usando il doppio hashtag #fdtalk e #aldomorto54.

– Aggiornamenti e appuntamenti quotidiani con la redazione de Il Tamburo di Kattrin: rassegna stampa dal 1978, canzoni di quei giorni, commento allo spettacolo di Timpano della sera precedente, riflessione sulla  politica teatrale oggi, infine la rubrica “Cosa mi sono perso oggi?” in cui Daniele Timpano utilizzerà la rassegna stampa elettronica a cura del Tamburo di Kattrin per costruire un percorso critico sugli spettacoli che si è perso recludendosi in teatro, sugli spettacoli che gli spettatori si perdono partecipando alle iniziative del progetto Aldo Morto 54, sugli spettacoli a cui rinuncia chi a teatro non ci va mai.

Progetto Amnesia / interviste a spettatori in cella (archivio testimonianze) /

Dal lunedì al venerdì, Daniele Timpano incontrerà, su prenotazione, persone volontarie disposte a portare la propria testimonianza su quegli anni: chi li ha vissuti in prima persona, chi ne ha sentito soltanto il  racconto, chi ha affrontato l’argomento sui banchi di scuola; ricordi, emozioni e frammenti della propria storia che diverranno pezzi di un puzzle più grande per offrire un affresco della nostra società.

 

Letture

Daniele Timpano approfitterà del tempo in cella per condividere la lettura di due opere simbolo della letteratura italiana:

gramsciana / lettura estratti ragionati gramsci – quaderni dal carcere

selezione a cura di Fabio Frosini

da apocalittico a integrato / le avventure di pinocchio di Carlo Collodi – lettura integrale a puntat

 

 

 

INFO

 

orario spettacolo+lettura

dal martedì al sabato h 21

domenica h1

botteghino

dal lunedì  al sabato dalle ore 12

tel. 06_6875550

prezzi

intero €13.00 + tessera €2.00

ridotto € 10.00 + tessera €2.00

Tutte le iniziative collaterali sono riservate ai soci.

 

www.teatrorologio.it

www.aldomorto54.it

 

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