Road to “Avengers:Endgame” – Fase uno

Siete pronti? Siamo a poche settimane dall’uscita di “Avengers: Endgame” , il capitolo finale di un viaggio lungo 21 film; oggi partiamo per una retrospettiva che analizzi quello che è stato dal 2008 a oggi il Marvel Cinematic Universe, per prepararci all’uscita del gran finale dell’epopea Marvel.

 

Fase uno: Il progetto Avengers

 

Era il lontano 2008 quando nelle sale cinematografiche usciva un film che fu una sorpresa per i più: Iron Man, di Jon Favreau, faceva conoscere a molti il personaggio di Tony Stark e del suo alter-ego in armatura rossodorata. Una scelta coraggiosa, perché non si trattava di un supereroe di fama assoluta (come uno Spiderman o un Hulk, per intenderci) ma di un personaggio ben noto solo agli appassionati e che al grande pubblico diceva poco, se non nulla. Ulteriore coraggio fu dimostrato nello scegliere per il ruolo del protagonista Robert Downey Jr, con un passato burrascoso alle spalle che però, per l’occhio attento di Favreau, lo rendeva perfetto per il ruolo: il percorso di Tony Stark è il percorso di Robert Downey Jr. secondo il regista e l’attore non ha deluso le aspettative dell’amico e collega sul set, interprete di Happy Hogan nello stesso Iron Man e in altre pellicole del MCU (da ora in poi ci riferiremo così al Marvel Cinematic Universe).

Il successo è sorprendente, anche per la persona dietro tutto questo: Kevin Feige che già ha in mente, quel “progetto Avengers” che il personaggio di Nick Fury, interpretato da Samuel L. Jackson ha annunciato nella “prima scena post credit” subito dopo i titoli di coda di Iron Man,  ma lo stesso Kevin Feige a tratti lo ritiene un sogno irraggiungibile.

Il sognatore però ha iniziato a sognare e dopo un inizio così positivo non può che continuare a farlo, seguono così “L’incredibile Hulk” (sempre del 2008), che segna una prima frenata nel riscontro di pubblico e critica e nel 2010 il sequel del primo successo “Iron Man 2”, a sua volta molto dibattuto (ma che personalmente ho assolutamente amato) che approfondisce la psicologia di Tony e introduce la Vedova Nera di Scarlett Johansson, ancora “semplicemente” un agente dello S.H.I.E.L.D.
Se c’era il rischio che qualcosa si potesse raffreddare il 2011 ravviva la fiamma del sogno, grazie al debutto sul grande schermo di due supereroi centrali nell’olimpo Marvel, nonché pedine fondamentali nel cammino verso il progetto Avengers:

Thor (da qui in avanti cliccando sul titolo potrete leggere le mie recensioni sui film!), di Kenneth Branagh, è il primo film ad ampliare gli orizzonti del MCU, Asgard, le divinità, i giganti di ghiaccio, quasi tutti gli elementi che caratterizzano il “Dio del tuono” (interpretato da Chris Hemsowrth), lo differenziano dagli eroi che avevamo conosciuto fino a quel momento, prettamente terrestri e nati dalla mente (che sia usata positivamente o negativamente) umana; qui invece i poteri sono “magici”, “extraterreni” ma inseriti in un dramma familiare, figli, padri, onore, gelosia, insomma per esseri degli dei norreni le loro debolezze sono a noi umani molto familiari e il mix funziona; il film non è un successo epocale ma fa empatizzare perfettamente con i personaggi avanzando di un altro passo fondamentale verso il sogno.
La seconda pellicola del 2011 introduce l’eroe americano, Captain America, evidenziando l’imminente realizzazione del progetto con il suo titolo “Il primo vendicatore”.
con Joe Johnston ala regia e Chris Evans nei panni dell’eroe, un Chris Evans che era stato titubante e ben tre volte aveva rifiutato il ruolo prima di convincersi dopo una telefonata di Robert Downey Jr. , e meno male, perché Evans risulta assolutamente perfetto come rappresentazione dell’eroe con lo scudo a stelle e strisce, impressionante tanto quando “rimpicciolito” nel basso e magrolino Steve Rogers sia quando si trasformerà nel muscoloso eroe; non un film perfetto anche in questo caso ma quello che viene ben rappresentato è l’etica, la morale del personaggio, i valori di cui si fa bandiera, un qualcosa di centrale non solo per il personaggio ma al tempo stesso per l’intero proseguimento del MCU, che ormai è arrivato all’anno in cui i sogni diventano realtà.

2012, Aprile, nelle sale di tutto il mondo esce “The Avengers”. Kevin Feige ha scelto Joss Whedon in cabina di regia e tutti i grandi attori sono riuniti nei ruoli in cui li abbiamo conosciuti, tutti eccetto Edward Norton, che ha lasciato in seguito a divergenze il ruolo di Hulk alla new entry Mark Ruffalo, un cambio che se aveva fatto storcere il naso a qualcuno sulla carta, ha fatto ricredere chiunque sullo schermo, regalandoci la migliore interpretazione di Banner/Hulk di sempre.
Gli Avengers sono chiamati a difendere la terra dalla minaccia di un volto che a sua volta conosciamo bene: Loki, intenzionato ad usare il Tesseract per invadere e conquistare la terra.
La semplicità e la genialità al tempo stesso sono nel fatto che tutti gli elementi portanti della trama sono qualcosa che noi già conosciamo attraverso la storia raccontata nei precedenti film: conosciamo gli eroi, il progetto Avengers, conosciamo il Tesseract, conosciamo Loki; tutto ciò che è stato raccontato fino ad oggi ci ha portato a questo e ora gli elementi danzano insieme regalandoci uno spettacolo altrimenti impossibile. Una sinfonia che l’orchestra magistralmente diretta da Kevin Feige suona alternando ritmi diversi fino al grande epico finale.
Un finale aperto però, perché dopo i titoli di coda un viso viola fa la sua prima apparizione mostrandoci che c’è ancora molto da vedere…

 

Luca Silvestri