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Roma: Musia, mostre a settembre e ottobre 2018

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Roma –  Di seguito il programma delle mostre al Musia.

Galleria 9

Il programma autunnale di Musia parte dall’arte contemporanea internazionale e presenta dal 4 al 30 settembre nella Galleria 9. La mostra in relazione con due opere in dialogo di Jota Castro e Sergio Fermariello, artisti che hanno scelto di trattare con il loro lavoro temi inerenti l’attualità, la geopolitica e i problemi sociali.

L’opera 500 ways (2006, installazione composta da gommone, monete, legno) di Castro, proveniente dalla Collezione Jacorossi, e il video Go-Pro Syria (2018, 12 min) di Fermariello documentano i drammatici risvolti delle politiche contrarie all’integrazione culturale, che realizzerà anche un’acquaforte in 100 esemplari per finanziare un progetto di scolarizzazione per i bambini di Aleppo organizzato dalla comunità siriana di Roma.

Jota Castro (Yurimaguas, Perù,1965) vive a Bruxelles ed è redattore di “Janus magazine” in Belgio e “Nolens Volens” in Spagna e insegnante presso l’Università Europea di Madrid. Utilizza media diversi tra cui la fotografia, la scultura, il video allo scopo di realizzare installazioni capaci di parlare al pubblico di problemi sociali. Il suo lavoro è stato sviluppato in diversi paesi e ha partecipato alla Biennale di Venezia, Tirana, Praga e nel 2004 ha vinto la Biennale di Gwandju in Korea.

Sergio Fermariello (Napoli,1961) inte rrompe gli studi universitari di Scienze Naturali per dedicarsi esclusivamente al disegno e alla pittura. Verso la metà degli anni Ottanta il disegno tende a un segno ripetuto, ostinato nella sua fissazione da cui emergerà il guerriero, icona che accompagnerà il lavoro di Fermariello. Nel 1989 riceve il primo importante riconoscimento con il premio internazionale Saatchi & Saatchi per i giovani artisti a Milano. Da quello stesso anno ha inizio un’intensa collaborazione con la Galleria Lucio Amelio, presso cui esporrà nel 1989, 1991 e 1992. Tra le opere più recenti Guerrieri-scrittura ( 2017), entrato nella collezione del museo MADRE a Napoli.

Galleria 7

La mostra Colore, immagine, segno, oggetto, comportamento. Il secondo Novecento a Roma nella collezione Jacorossi è la seconda tappa della trilogia espositiva, a cura di Enrico Crispolti in collaborazione con Giulia Tulino, presentata nella Galleria 7 dal 4 ottobre al 12 gennaio prossimo

Sono esposte una trentina di opera di Renato Guttuso, Corrado Cagli, Antonio Sanfilippo, Cy Twombly, Mario Schifano, Giuseppe Uncini, Nino Franchina, Cesare Tacchi, Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Tano Festa, Lucio Fontana e Egidio Costantini, Nedda Guidi, Pino Pascali, Mario Ceroli, Mirko Basaldella, Titina Maselli, Emilio Prini, Giulio Turcato, Claudio Abate, Gino De Dominicis, Guido Strazza, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Piero Dorazio, Afro, Franco Piruca, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Gianni Dessì, Marco Tirelli.

Il catalogo, edito da De Luca Editori d’Arte, contiene la seconda intervista a Ovidio Jacorossi di Paolo Di Paolo e tre saggi: Enrico Crispolti traccia un’introduzione generale sull’arte a Roma nel secondo Novecento; Giulia Tulino scrive una storia delle gallerie che hanno lasciato un segno importante a Roma tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni Ottanta; Giuseppe De Rita che descriverà i cambiamenti sociali dal dopoguerra al boom economico, dal ’68 agli anni ’80.

 

Sale Pompeo

Nel suggestivo spazio delle Sale Pompeo, situato sui resti dell’omonimo Teatro romano prosegue la grande video installazione diStudio Azzurro dal titolo Il Teatro di Pompeo: un dramma (durata 18 minuti) per 4 stanze e 8 schermi, che crea un ambientevideo concepito appositamente per MUSIA. Nelle sale in mattone a vista, cariche di storia e di un’atmosfera che rievocaimmediatamente l’antica romanità, si sviluppa il dramma dell’assassinio di Cesare.

 

Cucina

Guidata dallo chef Ben Hirst – offre una ristorazione originale ambientata in uno spazio suggestivo con una grande attenzione alle materie prime e alle eccellenze del territorio laziale e del centro Italia.

 

Wine Bar

L’identità della Carta dei Vini, realizzata in collaborazione con Winedo.it , segue la stessa filosofia della Cucina: dalla terra allatavola riscoprendo i piccoli produttori, maestri nella loro arte, che amano le uve, rispettano la propria terra e che sono capaci ditrasmettere arte e passione nel vini.

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