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Roma riparte da Teatro Indi, e presto avviso per direttore gestionale

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Roma – Il Teatro di Roma riparte dall’India. Da giugno – ovviamente non prima del 15 – il pubblico potra’ tornare a godere dello spettacolo dal vivo grazie al grande spazio aperto all’ombra del Gazometro, dove il teatro sta allestendo un’arena. “Questo ci permettera’ di ricominciare”, ha spiegato oggi Giorgio Barberio Corsetti alla commissione capitolina Cultura. Il direttore artistico del Teatro di Roma, che comprende Argentina, India e Valle, sta poi “cercando di capire quali saranno le condizioni per lavorare al chiuso, e se varra’ la pena farlo a luglio potremo aprire anche le porte dell’Argentina”.

Intanto, la riapertura dopo l’emergenza Covid-19 “ribalta il rapporto tra centro e periferia” a favore della seconda, con l’India che “si ritrova in una posizione di nuova centralita’”, ha aggiunto Francesca Corona, consulente artistica del teatro sull’Ostiense. “Questo ritorno ha a che fare con la volonta’ di incontrare pubblico e artisti- ha spiegato- chiaramente con grande prudenza: un nuovo modo di essere comodi all’interno delle regole e della tutela di tutti”.

Non si trattera’ di organizzare un solo spettacolo, ma di moltiplicare gli appuntamenti, in modo da garantire il rispetto delle norme di sicurezza e di avere un numero limitato di persone. L’idea della governance e’ pero’ quella di rimettere in campo anche una serie di nuove attivita’ per le giovani generazioni, come i laboratori e gli atelier, ma anche una scuola all’aperto usando gli spazi aperti di India e anche del teatro Torlonia.

“Abbiamo una grande voglia di riprendere il teatro- ha detto il presidente dell’ente, Francesco Bevilacqua- ma non dobbiamo accelerare i tempi creando problemi a noi, a chi lavora in teatro e al pubblico. Stiamo seguendo tutto l’iter e speriamo entro brevissimo di poter rientrare rispettando tutte le regole. Stiamo studiando in che modo poter riaprire dal 15 giugno in poi alcune attivita’, ma e’ necessario recuperare il rapporto con le compagnie e fare le prove, quindi sara’ un percorso lungo, anche se la nostra intenzione e’ di riaprire quanto prima.”

“La ripartenza sara’ probabilmente da giugno inoltrato, se non luglio- ha detto- e l’idea e’ di continuare a tenere anche la modalita’ del teatro in streaming ancora per un po’. Avremo davanti un periodo difficile e complicato, non tutti gli spettacoli programmati potranno essere realizzati e le soluzioni non saranno sempre facili ne’ convenienti a livello economico e il pubblico rientrera’ un po’ spaventato e forse impoverito, per questo il dialogo mantenuto con lo streaming e’ importante”. Durante l’audizione, che ha visto anche la partecipazione dei sindacati e delle rsa, Bevilacqua ha anche affrontato la questione dei lavoratori del teatro penalizzati dal lockdown.

“Questa chiusura del teatro ci ha preso alla sprovvista nel momento di cambio di governance, per questo si e’ interrotto il dialogo tra le parti. Ma la settimana scorsa abbiamo avuto una riunione molto positiva con i sindacati in cui ho chiarito il motivo di alcune scelte”. L’aspetto piu’ criticato dai sindacati e’ quello del Fis, fatto partire dal teatro soltanto ad aprile.

“Inizialmente la durata della copertura era di 9 settimane- ha spiegato Bevilacqua- e partendo dopo avremmo potuto tenere garantiti per piu’ tempo un numero piu’ alto lavoratori”, mentre per quanto riguarda le maschere, i cui contratti sono stati fatti decadere alla chiusura dello stabile, “abbiamo immaginato di trovare successivamente una forma di recupero”. Altra criticita’ sollevata in questi mesi, il cambio di governance, con Bevilacqua confermato presidente, ma con un cda ancora da insediare e Corsetti che ha abbandonato la delega alla direzione generale, passata al presidente, tenendo solo quella artistica.

“La storia inizia nel 2018, quando dopo le dimissioni di Antonio Calbi abbiamo lanciato una manifestazione di interesse che prevedeva la divaricazione dei due ruoli. Rispose Corsetti e avevamo ipotizzato che fosse la figura giusta per la direzione artistica. Poi- ha spiegato Bevilacqua- avevamo individuato un nome da affiancare, ma non raggiungemmo un accordo economico e dunque ritenemmo che si potesse provare a tenere unite le due figure con Corsetti.”

“Ma nel corso degli ultimi tempi resi ci siamo resi conto che tale posizione portava Corsetti a occuparsi di piu’ di questioni gestionali. Per questo abbiamo concordato il passaggio di delega che pero’ ha coinciso con il Coronavirus, il cambio della governance e la scadenza del cda. Ma la nuova manifestazione di interesse per la ricerca di un dg e’ gia’ pronta e prevede la collaborazione tra direttore gestionale e direttore artistico, che noi gia’ abbiamo. Siamo stati poco bravi a comunicarlo, forse, ma adesso siamo solo in attesa dell’insediamento formale del nuovo Consiglio”.

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