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Settimana della cultura islamica a Roma

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Settimana della cultura islamica a Roma. Dal 23 al 31 maggio arte, musica, cinema, letteratura e fotografia. La manifestazione, ideata e realizzata da Roma Capitale in collaborazione con il Centro culturale islamico Italia-Grande Moschea di Roma è stato presentato oggi in Campidoglio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal direttore del Centro islamico culturale d’Italia Abdellah Redouane. «Si tratta della prima manifestazione del genere che si svolge oggi in Italia -ha esordito il sindaco di Roma- un lavoro lungo, una gestazione di oltre un anno e mezzo, uno sguardo e una riflessione profonda sul Mediterraneo per comprendere l’identità e l’evoluzione di valori imprescendibili quali libertà e democrazia». «Bisogna conoscere la cultura islamica -ha proseguito Alemanno- recuperarne i valori e il significato in tutta la loro vastità e complessità in rispetto, sempre, della valorizzazione e dell’identità di ogni popolo». La manifestazione si svolgerà presso i Musei Capitolini, il complesso del Vittoriano, il Palazzo delle Esposizioni, il Campidoglio e la Grande Moschea di Roma. In programma tavole rotonde, mostre, presentazioni di libri, rassegne cinematografiche, installazione di arte contemporanea e serate musicali. Tra gli appuntamenti da non perdere l’incontro martedì prossimo, presso la Grande Moschea, dal titolo ‘Religioni e democrazià al quale parteciperanno, tra gli altri, il sindaco di Roma, il rabbino capo Riccardo Di Segni, il vescovo di Mazara del Vallo, ministri degli Affari religiosi di Marocco e Tunisia. Il 26 maggio in agenda, ai Musei Capitolini il convegno dal titolo ‘Islam oggi in Italia: conoscenze e prospettivè con la presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano, responsabile per il ministero degli Interni della Consulta islamica, e delle più alte e significative rappresentanze dell’Islam in Italia. La settimana vedrà inoltre la partecipazione di ospiti illustri. Attesi nella capitale la principessa Wijdan Al Hashemi, ambasciatrice della Giordania in Italia. Attesi i rappresentanti di Marocco, Tunisia e Giordania. «La Tunisia è diventata oggi uno dei Paesi simbolo del Mediterraneo grazie alla sua rivoluzione pacifica e democratica -ha aggiunto il ministro plenipotenziario Samia Ilhem Ammar, in rappresentanza della Tunisia- il dialogo e gli scambi interculturali devono essere sempre alla base della collaborazione tra il mondo arabo e la città di Roma. I cambiamenti nel Mediterraneo -ha proseguito- sono cambiamenti epocali, irreversibili, alla conquista della libertà e della democrazia». «Attraverso questa rassegna vogliamo far conoscere un volto nuovo dell’Islam -ha esortato il direttore del Centro islamico culturale d’Italia Abdellah Redouane- spesso legato a polemiche e controversie che oggi merita di essere apprezzato con più serenità. Come accade per il tango -ha proseguito Abdellah Redouane- bisogna essere sempre in due per qualsiasi incontro e confronto. La questione dell’Islam non può essere solo legata alle problematiche del velo e del burqa. L’Islam è musica, danza, cinema, letteratura. Cultura immensa, ricca e propositiva».

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