Successo per Giada Curti a Roma Alta Moda foto

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    Centinaia di ospiti che hanno reso rovente la rampa Mignanelli, a due passi di Piazza di Spagna per il doppio appuntamento della più giovane stilista presente per la seconda volta all’interno del calendario ufficiale dell’Altaroma 2011: presentazione della Collezione Primavera Estate 2011 e apertura del suo Atelier Giada Curti presso la Rampa Mignanelli, nel cuore della Capitale. Tra i personaggi dello spettacolo chiamati a raccolta dal press agent Emilio Sturla Furnò: Ada Alberti con Franco Oppini, Maria Rosaria Omaggio, Laura Lattuada, Janet De Nardis, Roberta Beta, Nadia Bengala, le attrici del musical Menopoause prossime alla prima al Teatro Ambra Jovinelli Fioretta Mari, Fiordaliso, Emanuela Aureli. E ancora Isabel Russinova, Sara Maestri, Giada De Miceli, Erica Banchi, Eleonora Sergio, Iris Peynado, Pino Strabioli, Livio Beshir, Clayton Norcross, Beppe Convertini, Giovanna Draus di Rauso, Alex Partexano, Alessandra Barzaghi col fidanzato Simone Corsi, vicecampione del mondo di moto da corsa con 125, il principe Guglielmo Giovanelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, il giornalista e conduttore televisivo esperto di teatro Pino Strabioli, i giornalisti del TG2 Maria Concetta Mattei e Franco Fatone, Stefania Giacomini del TG3 Lazio, le inviate de La Vita in Diretta Daniela Pulci e Camilla Nata, l’avvocato matrimonialista Antonella Succi, il Prof. Roly Kornblit, l’imprenditrice Tina Vannini, il campione di rugby Roberto Tisi. A ricevere Giulia Montanarini, Nicole Sciuto, Darina Pavlova, c’è il pr Sandro Rubini.

    Prime ad arrivare Isabella Rauti con Valeria Mangani che hanno apprezzato e sostenuto l’idea dell’abito stalking ideato dalla stilista Giada Curti e indossato dalla bellissima attrice Elisabetta Pellini, impegnata in questi giorni sul set della fiction “Amore e Vendetta”, con Alessandro Preziosi. Una moda che desidera essere a tutela della donna, spesso indifesa. E’ in tulle di seta l’abito- denuncia ispirato al grave e crescente problema dello stalking, che Elisabetta Pellini interpreta per fotografi e troupe televisive assiepate nell’atelier. Sull’ampia gonna grigio tortora spiccano le pennellate dei grandi caratteri dell’articolo di legge 612 bis che condanna le molestie rivolte alle vittime perseguitate da amori violenti. Cucita sulla cintura gioiello una tasca in seta ricamata, contenitore a sorpresa per lo spray urticante. “Anche un elegante abito da sera”- conclude la stilista – “può raccontare un disagio e far riflettere, ma anche consentire a chi lo indossa di sentirsi più sicura”.

    Undici abiti couture da gran sera indossati da altissime modelle che creavano quadri viventi all’interno dell’Atelier. Si accede dalla scalinata barocca ai cinque saloni dell’atelier con ampie vetrate affacciate sulla piazza. L’alta moda si presenta in atmosfera neo-classica – dal bianco all’avorio – per gli eleganti ambienti illuminati da grandi lampadari in cristallo. Una collezione per rivivere le leggendarie scene delle pellicole americane degli anni venti del cinema muto con protagoniste Louise Brooks e Gloria Swanson, muse della stilista. “Predominano i colori del deserto” – descrive così la collezione Giada Curti – “Abiti dalle scollature vertiginose nelle tinte sabbia, beige, cipria, grigio polvere e tortora. Su corposi drappeggi in chiffon esplodono luminose incrostazioni di ricami in perle naturali, cristalli di swarovski e trecce di fili di seta, che, sovente, eseguo io stessa. Georgette, raso, chiffon per mise da sera impalpabili dagli spacchi vertiginosi. Sfila una donna che non ha timore di essere considerata troppo audace e indipendente perché osa su trasparenze e ampie scollature.La sposa-corta si tinge di color ortensia e mantiene la preziosità e la tradizione nella sovrapposizione di tessuti tagliati e ricamati a mano”.

    Fabrizio Pacifici – Foto gentile concessione Luigi Giordani

    Tutte le foto dell’evento sul sito www.eventiroma.com

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