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SUICIDAL ANGELS: CONQUERING EUROPE

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Suicidal Angels - concerto Brescia 3 febbraio 2014

Suicidal Angels – concerto Brescia 3 febbraio 2014

In una settimana in cui l’Italia è flagellata dal maltempo, una “tempesta” (questa volta ben accetta) di Thrash Metal ha colpito il nostro paese per due date imperdibili. Suicidal Angels, Fueled By Fire, Lost Society e Exarsis hanno messo a dura prova la resistenza degli headbanger presenti al Circolo Colony di Brescia lunedì 3 febbraio. Le quattro band hanno scatenato tutta la loro potenza sonora in un crescendo micidiale che letteralmente ha messo a ferro e fuoco tutta la platea. I primi a salire sul palco sono i greci Exarsis, formati nel 2009 come cover band, per poi proseguire la loro strada e scrivere brani propri che li hanno portati ad incidere due album.

Come è ovvio, suonare come opening act in un concerto è sempre difficile, ma devo dire che questo non ha assolutamente preoccupato i 5 ragazzi, che senza nessun timore reverenziale hanno “sparato” subito il loro thrash di chiara marca “old school”. Anzi, da quello che ho visto il timore era da parte del pubblico che inizialmente si è tenuto un po’ a distanza dal palco, un po’ troppo titubante, ma dopo questo primo approccio si è avvicinato cominciando a scuotere le teste e pogare, conquistato dal suono di questi guerrieri greci. I riferimenti al thrash anni ’80 sono tanti e brani come “Annihilation”, “Toxic Terror” o “Under Destruction” mi hanno riportato alla mente band come gli Exodus (tanto per citarne una), mettendo bene in risalto le doti del singer Nick J. Tragakis (tra l’altro era il suo compleanno e a sorpresa tutti gli artisti della serata si sono presentati con una torta sul palco per festeggiarlo). Rabbiose all’ennesima potenza le due chitarre di Panayiotis Tsitsis e Kostis Foukarakis, che possono contare su due rulli compressori come Chris Poulos (basso) e Achilleas Kamzolas (batteria), per creare un’onda d’urto schiacciante. Arrivano ora sul palco i finlandesi Lost Society accolti da un’ovazione, segno che i quattro giovani metallers sono seguiti anche nel nostro paese. Thrash energetico e giocoso che ha coinvolto il pubblico, che ora è diventato più numeroso.

La spensieratezza con cui si sono esibiti è contagiosa, si vede che si divertono. Introdotti da una stonata e allegra parodia della sigla della Twenty Century Fox, scatta il moshing a non finire durante l’esecuzione di “N.w.l.” per poi proseguirlo su “Kill (Those Who Oppose Me)” (per citarne alcune). La stessa band salta e poga sul palco, il leader Samy Elbanna (chitarra e voce) scende in mezzo a noi per dare inizio ad una serie di caroselli in platea. Il loro sound si avvicina molto a quello dei primi Anthrax o Evil Dead, riff veloci, frizzanti, che escono dalla chitarra di Arttu Lessonen e, naturalmente, una sezione ritmica rapida e poderosa con Mirko Lehtinen (basso) e Ossi Paananen (batteria), come la regola del thrash più tradizionale vuole. Molto apprezzato, almeno da parte mia, l’accenno ad un brano dei Kiss “Love Theme From Kiss”.

La conclusiva “Piss Out My Ass” vede Samy abbandonare la chitarra per potersi scatenare più liberamente con tutti noi e lasciarsi andare nella festosa confusione generale, con vari tentativi di lanciarsi a turno dal palco da parte degli headbanger più eccitati. E’ il momento degli americani Fueled By Fire e il livello tecnico comincia a salire, i quattro thrasher sono più orientati verso il suono degli Slayer e dei primi Sepultura, con una voce, quella di Rick Rangel (seconda chitarra), più aggressiva e graffiante rispetto a quelle dei colleghi che lo hanno preceduto poco prima. Una setlist lunga circa 50 minuti con brani tipo “Catastrophe”, “Unidentified Remains”, “Pharmaceutical Extermination”, con grandi assoli della chitarra di Chris Monroy, capace di superare i limiti della velocità della luce, con cambi di ritmi tipici della scuola Slayer. “Symbolic Slaying”, Obliteration”, “Rising From Beneath, il gruppo non concede tregua e la dirompente propulsione del drummer Carlos Gutierrez, coadiuvato dal basso fragoroso di Anthony Vasquez, spinge ad un mulinello senza fine i fan sotto il palco.

La finale “Eye Of The Demon” è il colpo finale distruttivo che la band propone. Decisamente non si ha tempo di annoiarsi stasera e bisogna anche prepararsi all’ultimo assalto, quello dei Suicidal Angels. Ho avuto modo di vederli un paio d’anni fa a Roma ad apertura di Exodus ed Heathen, adesso però è il loro turno di essere headliner. Il palco viene sgombrato dagli strumenti delle altre band ed ora è tutto per i Suicidal Angels. Già con le iniziali “Marching Over Blood” e “Bloodbath” i quattro greci atterrano il pubblico, una supremazia devastante. E’ chiaro, anche qui siamo ad un sound simile agli Slayer, ma nulla hanno da invidiare ai maestri, il loro vocalist (e chitarrista) Nick Melissourgos con veemenza riscalda il pubblico incitandolo a pogare ancora una volta. “Seed Of Evil”, “Divided And Conquer” e, tanto per menzionare alcuni titoli, “Reborn In Violence”, con assoli al fulmicotone della chitarra di Chris Tsitsis, proveniente dagli Exarsis, un grande acquisto per la band, la sua tecnica è decisamente di livello superiore (ma la Grecia è fucina di guitar hero, basti pensare a Gus G., chitarrista di un certo Ozzy Osbourne…).

Nel thrash metal molto è basato sul ritmo incalzante e appunto “trascinante” della batteria e i Suicidal non sono da meno, il loro batterista Orpheas Tzortzopoulos, è una vera forza della natura, possente, potente e veloce, affiancato al basso da Aggelos Lelikakis, a completare la furiosa sezione ritmica. Per finire ci salutano con “Moshing Crew” e “Apokathilosis” ricordandoci che la vecchia scuola degli anni ’80 è ancora qui, e per dirla con un brano dei Fueled By Fire: THRASH IS BACK!

(Rockberto Manenti)

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