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Il Teatro delle Ariette apre la stagione con “Attorno a un tavolo” il 18 settembre

Roma – Il Teatro delle Ariette apre la stagione 2018/19 del Teatro Biblioteca Quarticciolo con “Attorno a un tavolo”, 18/21 settembre ore 21.

Dopo il debutto a Primavera dei Teatri a Castrovillari, arriva a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo dal 18 al 21 settembre (ore 21), il Teatro delle Ariette con la nuova produzione “Attorno a un tavolo (piccoli fallimenti senza importanza)” di Paola Berselli e Stefano Pasquini, regia Stefano Pasquini.

Uno spazio scenico condiviso: una Cucina con un grande tavolo al centro. Attorno tavoli da lavoro, forno, pentole, fornelli, taglieri e mattarelli.

Paola Berselli, Stefano Pasquini e Maurizio Ferraresi accolgono gli spettatori, li fanno accomodare attorno al tavolo e apparecchiano.

“Per noi è sempre molto bello invitare gli amici a pranzo o a cena, però non è facile. Ci sono sempre troppe cose da fare, il tempo manca…”, dice Stefano.

Così comincia la cena e i tre attori, servendo acqua e vino, focacce, formaggio, verdure e tagliatelle, raccontano storie di vita e di teatro, di agricoltura, di paura di volare, di amici e di cinghiali, esperienze personali, piccoli fallimenti apparentemente senza importanza, inquietudini che attraversano il nostro presente. Lo fanno con leggerezza, senza drammatizzare, piuttosto con la voglia di giocare. Gesti e azioni di vita quotidiana si ripetono e si evolvono.

Nella loro Cucina-Teatro le Ariette tentano di creare, per il tempo effimero dello spettacolo, una comunità provvisoria, forse ancora possibile.

Vent’anni di attività, un libro appena uscito, 1000 repliche di “Teatro da mangiare?”, progetti di teatro di comunità sul territorio, l’inaugurazione un anno fa del teatro in mezzo ai campi diventato ufficialmente teatro.

Le Ariette in questi vent’anni hanno cercato un dialogo serrato con il teatro, tenendosi ai margini, in equilibrio su quella linea di confine che separa il teatro dalla vita, lottando con la “forma spettacolo” e tentando di superarla, trasformando la loro vita nella prova infinita di uno spettacolo inimmaginabile. Perdendosi e ritrovandosi.

Oggi, attorno a un tavolo, è il mondo a venire incontro. “Adesso bisogna ricominciare da zero, con la promessa di non celebrare, di non mentire, solo con la voglia, lo spirito di vita che appartiene ai bambini – scrive Stefano Pasquini – Ricominciare da zero significa pulire il proprio pensiero e la propria azione dalle incrostazioni del tempo e ritrovare la purezza, la necessità e la forza del vero motivo per cui facciamo teatro, che è la voglia di condividere domande. Così ci siamo confrontati con la stessa forma che abbiamo scoperto e praticato in Teatro da mangiare?, cioè abbiamo trasformato la nostra Cucina in un Teatro, o il nostro Teatro in una Cucina. Da allora a oggi è cambiata la società, il mondo, noi, gli spettatori. Tutto si è trasformato. Nella vita quotidiana è sempre più difficile trovarsi attorno a un tavolo. Ma la forza empatica ed evocativa dello stare attorno a un tavolo in teatro mette attori e spettatori in una condizione unica e speciale. Così oggi, parlare di piccoli fallimenti significa riflettere sulle occasioni in cui ci siamo scontrati con le leggi che governano il mondo e abbiamo perso. Queste sconfitte non hanno cambiato la nostra anima: continuiamo a vivere e ad agire secondo le nostre convinzioni e, dopo il disorientamento dei primi fallimenti, abbiamo imparato a perdere. Forse per questo siamo diventati invincibili. Per il mondo i nostri fallimenti sono irrilevanti. Bene, lo sono anche per noi, perché continuiamo comunque a vivere, a lottare, a piangere e a ridere, a fare teatro, a coltivare la terra, a fare il pane e le tagliatelle, a invitare gli amici e a chiamare le persone che vanno a teatro spettatori e non pubblico”.