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Teatro Tor Bella Monaca: “Guai a voi ricchi papà era cattocomunista”

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Teatro Tor Bella Monaca

15 aprile .12 ore 17.00

 

 

Guai a voi ricchi

papà era cattocomunista

 

di e con Giovanni Scifoni

 

Premio  “I Teatri del Sacro” 2011  –  Premio “Golden Graal” 2011

 

 

 

Domenica 15 aprile (ore 17) al Teatro Tor Bella Monaca

 Giovanni Scifoni debutta con Guai a voi ricchi, papà era cattocomunista, un’irriverente riflessione sui preti operai, sulla chiesa e sul cattocomunismo, portati in scena attraverso l’ironia e il sarcasmo di un racconto che suscita sorrisi e provoca le coscienze.

 

Vincitore del bando “I teatri del sacro” indetto da Federgat per il Festival di Lucca, lo spettacolo è un monologo che affronta le tematiche della spiritualità accompagnando il pubblico in un concitato percorso fatto di voci registrate e opinioni sconnesse. Sul palcoscenico si apre un caotico montaggio di interviste realizzate a ragazzi fuori dalle scuole della periferia di Roma. D’improvviso tuona il rock progressive della “Messa-Beat”, il Narratore comincia lo spettacolo e ci porta negli anni 60, quando il dibattito era vivo e cruciale, i giovani cattolici non parlavano d’altro, nelle salette parrocchiali si leggeva il capitale di Marx, si parlava di “peccato sociale”, c’erano i preti operai, le chiese occupate per protestare contro il Vietnam. Fino ad arrivare in Colombia, con i preti guerriglieri e la teologia della liberazione, i canti di protesta di Victor Jara, mentre sui muri di San Salvador i fascisti scrivevano “Sii patriottico, uccidi un prete”. Il viaggio continua per arrivare ancora più lontano fino a S. Agostino, a S. Giovanni Crisostomo e alle omelie contro l’avarizia.

Il Narratore intreccia le storie con l’ironia, lo sberleffo e il paradosso per provocare domande e tormentare la coscienza: i sacerdoti salvadoregni massacrati dagli squadroni della morte perché sospettati di comunismo, cosa sono diventati, martiri politici o martiri cristiani? Ed ancora, che vuol dire costruire il regno di Dio? Come ci dobbiamo organizzare? E Lui non poteva spiegarsi un po’ meglio? Che ne facciamo dei “cattivi”? La ricchezza è un delitto? Perdonare significa permettere che il male resti impunito? Chi perdona è un vile? È un pigro? Cristo è venuto per liberare dal peccato? Il narratore tortura il pubblico e se stesso con le domande che da 2000 anni l’uomo ostinatamente riformula.

 

Giovanni Scifoni, diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1998, compie tournée teatrali con artisti della scena nazionale: Paolo Poli, Roberto Guicciardini, Sebastiano Lo Monaco, Patrik Rossi Gastaldi, Lorenzo Salveti, Pino Manzari, Massimo Foschi, Maddalena Crippa, Marco Maltauro e molti altri. Scrive monologhi narrativi e commedie, da due anni porta in scena in tutta Italia con grande successo il monologo giullaresco “Le ultime sette parole di Cristo (minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi)”, ora in scena con il suo nuovo lavoro: “Guai a voi ricchi”. Debutta al cinema in “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. È protagonista e co-protagonista in numerosi film tv come “Il Commissario Vivaldi” di Luciano Odorisio, con Lando Buzzanca, “Mio figlio”, “Io non dimentico” sempre di Luciano Odorisio, “Un caso di coscienza 3” di Luigi Perelli, e altre produzioni Rai e Mediaset. Ultimamente su Raiuno tra i protagonisti di “Un medico in famiglia 7”. Attualmente sul set di “Pasolini, la verità nascosta” di Federico Bruno.

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