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Tor Pignattara, apre il mausoleo Sant’Elena

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Roma – Una fila di anfore vuote, dette ‘pignatte’, ad alleggerire la struttura dell’imponente cupola che sovrasta il Mausoleo di Sant’Elena. Siamo nel cuore della Casilina a Roma, nell’area cosiddetta ‘ad duas lauros’, dove tra il 315 e il 326 dopo Cristo Costantino fece realizzare la Basilica in onore dei due santi Marcellino e Pietro, vittime della persecuzione dioclezianea, e il Mausoleo dinastico in cui verra’ sepolta, intorno al 329, la madre Elena. Oggi, dopo un restauro iniziato nel 1993, Tor Pignattara ha il monumento da cui prende il nome, ispirato nel 1547 proprio da quelle pignatte rese visibili dal crollo della cupola. Un simbolo per il quartiere che pezzo dopo pezzo vede prendere forma un’area archeologica di prim’ordine, costituita dalle catacombe di Marcellino e Pietro, aperte al pubblico cinque anni fa, il Mausoleo, riaperto a 1690 anni dalla morte di Elena, e l’Antiquarium, anch’esso restaurato, realizzato nella chiesetta di eta’ moderna all’interno del complesso e pensato come museo di riferimento del contesto territoriale. A condurre i lunghi lavori e’ stata la Soprintendenza speciale di Roma, che attraverso una convenzione ha dato il monumento in gestione alla Pontificia commissione di archeologia sacra che ne garantira’ le aperture.

“Dopo oltre 20 anni di lavori il Mausoleo di Sant’Elena viene riconsegnato alla cittadinanza- ha detto la soprintendente Daniela Porro- Si tratta di un’importante testimonianza storica del territorio, che viene arricchito allo stesso tempo di un nuovo punto di aggregazione culturale”. Il quartiere, tutti i romani e i turisti potranno visitare l’area a partire da domenica prossima, 13 ottobre, mentre per domani e’ prevista la seconda giornata delle catacombe, a cura della Pontificia commissione, con visite gratuite a 13 siti tra i piu’ significativi della citta’, tra cui le catacombe di Marcellino e Pietro.

“La creazione di questo percorso fonde in un unicum la visita delle catacombe dei due santi a quella del Mausoleo, creando cosi’ un polo archeologico, ma anche religioso, eccezionale per questo quartiere e per tutta la citta’”, ha aggiunto monsignor Pasquale Iacobone. “Si tratta di un monumento paradigmatico- ha proseguito riferendosi al Mausoleo- che ci fa capire come convivevano i cristiani e i pagani, perche’ con Costantino il Cristianesimo si affaccia sulla scena, ma non e’ ancora la cultura prevalente. Siamo nel cuore del percorso della cristianizzazione e questo sito ce ne parla molto bene”. E in effetti, a partire dalla tarda eta’ repubblicana, ‘ad duas lauros’ e’ stata interessata da necropoli estese lungo l’antica via Labicana, oggi Casilina, e tra il I e il III secolo dopo Cristo l’area e’ stata occupata dal cimitero degli ‘equites singulares’, i cavalieri della guardia imperiale, mentre al tempo delle ultime persecuzioni i cristiani scelsero proprio questa localita’ per le tombe di alcuni martiri.

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