Un ‘anello’ nel cuore del Palatino, nuova opera Parco del Colosseo foto

Roma – Un grande anello di bronzo nel cuore del Palatino. Al centro del cerchio, la cui forma ricorda il Colosseo, una colonna antica distesa a terra, simbolo dell’eternita’ delle rovine, capaci resistere al tempo e alla caducita’ umana. Lo racconta la parte interna, lucidata a specchio, con l’incisione di una frase tratta dal romanzo ‘Gita al faro’ di Virginia Woolf: ‘The very stone one kicks with one’s boot will outlast Shakespeare’. ‘La stessa pietra che calci con lo stivale sopravvivra’ a Shakespeare’.

È emozionante la nuova opera di arte contemporanea che da oggi entra a far parte del patrimonio del Parco archeologico del Colosseo, installata in modo permanente nella Vigna Barberini, la ‘terrazza artificiale’ di eta’ imperiale collocata sulla pendice nord est del Palatino che sovrasta l’arco di Costantino e il Colosseo, da cui si gode di una straordinaria vista sulla valle dell’Anfiteatro.

Il progetto firmato dall’artista Francesco Arena e’ stato selezionato tra i vincitori della V edizione del bando Italian Council (2019), il programma a supporto della creativita’ italiana dedicato alla promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della direzione generale Creativita’ Contemporanea del Mibact, con il partenariato culturale dell’Istituto italiano di Cultura di Barcellona per la promozione internazionale.

“Un dialogo costante tra arte antica e archeologia e creativita’ contemporanea, il contesto antico esprime nuovi contenuti attraverso quest’opera- ha detto il direttore del Parco, Alfonsina Russo- che ci racconta qualcosa che ha a che fare con il tempo: la pietra resta, si trasforma, e’ una rovina, mentre l’uomo e’ di passaggio soltanto per pochi decenni. Mi ha colpito il fatto che questo anello riproduce nella sua forma il Colosseo, il monumento simbolo del Parco da sempre considerato come luogo che rappresenta l’eternita’, l’immortalita’, quasi l’ombelico del mondo. Proprio per questo- ha detto ancora Russo- vengono ogni anno migliaia e migliaia di visitatori da tutto il mondo perche’ e’ un monumento unico che rappresenta proprio l’eternita’, l’immortalita’ del mondo, una sorta di pellegrinaggio che riprendera’ dopo la fine dell’emergenza sanutaria”.

‘Anello’, questo il nome dell’opera creata da Arena per il Palatino, e’ spesso venti centimetri, alto cinquanta e ha un diametro di 410 centimetri, esattamente il doppio della colonna che circonda. “L’ho pensato per questo spazio- ha detto l’artista- la colonna non e’ stata spostata di un millimetro rispetto a dove si trovava. Mi e’ piaciuta perche’ rispetto alla grandiosita’ dei Fori, questa colonna da verticale e’ diventava orizzontale, un gesto semplice vicino alla vita dell’essere umano. Volevo che avesse un aspetto umano e potesse accogliere chi transita in questo luogo e che potra’ anche sedersi sull’anello”.

“Siamo felici che l’opera di Arena entri a far parte del patrimonio artistico del Parco archeologico del Colosseo- ha detto infine Margherita Guccione, direttore generale Creativita’ contemporanea- Stimolera’ una profonda riflessione su quanto l’arte del nostro tempo possa attivare un confronto aperto e fecondo tra la storia e il presente. Ci conferma l’importanza di portare avanti e rafforzare Italian Council, uno dei progetti di punta della nostra direzione, che sostiene la produzione di nuove opere per l’incremento delle collezioni pubbliche e per promuovere a livello internazionale gli artisti italiani. Il prossimo bando, il nono, e’ prossimo alla pubblicazione”.