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Venom: la recensione

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La Sony prova ancora una volta a dire la sua nel mondo dei cinecomic, riuscirà Venom a tenere testa ai più recenti film supereroistici?

Eddie Brock è un reporter di successo, vive in una bella casa con la donna che ama ma la sua voglia di giustizia lo porterà a un’indagine che gli farà perdere tutto. Ma ogni fine è un nuovo inizio e Eddie non immagina cosa gli riservi il futuro.

Venom è un film d’azione , molto lineare nello sviluppo, anche troppo veloce in alcune fasi (vista la durata che non raggiunge neanche le due ore), che intrattiene decentemente ma non riesce in nulla di più.

La scommessa di puntare su di un personaggio “orfano” delle sue origini era di per sè già difficile da vincere e probabilmente farà storcere il naso agli appassionati visto il rimaneggiamento della nascita del personaggio (in breve: le origini di Venom sono legate a Spiderman, che la Sony però non ha potuto utilizzare per questo film), ci troviamo quindi davanti ad una storia “originale”, totalmente diversa da quelle conosciute seppur ispirata alla prima saga fumettistica di Venom “Protettore Letale”.

Questa scelta non aiuta nella costruzione del personaggio che, da una parte è obbligato ad essere diverso da quello che conosciamo, dall’altra vuole strizzargli l’occhio per ricordarci che si tratta comunque di Venom.

Venom

Il rapporto tra Eddie e il simbionte funziona dal punto di vista umoristico (e già dovrebbe suonarvi strano), ma è poco approfondito dal punto di vista psicologico, nonostante ciò rimane la cosa più riuscita del film insieme all’aspetto del protagonista finalmente fedele e spaventoso come dovrebbe seppur con una cgi che alle volte mostra delle debolezze evidenti.

Cgi che anche nelle scene d’azione non stupisce, ma anzi concorre nel renderle un poco confusionarie, mentre il limite posto alla violenza visiva si fa sentire quando Venom invece di fare massacri sbatte la gente da una parte e dall’altra.

Tom Hardy cerca di tenere in piedi la pellicola con la sua intepretazione, che purtroppo però viene totalmente penalizzata nella versione italiana da un doppiaggio esageratamente sopra le righe, stridulo e quasi macchiettistico che stonano completamente con l’attore in scena e sin dai primi secondi di film fanno spontaneamente domandare: “ma che voce gli hanno dato???”

Ma allora è proprio tutto da buttare? No, perché Venom, anche grazie alla sua breve durata, non è un film che annoia, si fa guardare (senza lasciarci niente di particolare) e scivola via come un pasto mediocre che mangiamo delusi magari già pensando a cosa altro potremmo mangiare di veramente buono.

Nel nostro caso pensando a cosa quella portata poteva essere, nella speranza che alla Sony imparino dai loro errori e il seguito di questo Venom possa essere il pasto che tutti ci aspettavamo.

Luca Silvestri

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