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Woody Allen lascia la Capitale, finite le riprese del suo ‘Bop Decameron’

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I suoi immancabili ghiaccioli all’arancia mentre parla con gli attori, la tenerezza verso la moglie Sun -Yi, il cappellino coloniale per ripararsi da un sole che forse non si aspettava così bruciante. La storia ‘cinematografica’ di Roma sta per archiviare tra i ricordi uno dei periodi forse più entusiasmanti degli ultimi decenni, e Woody Allen lascia nel cuore dei romani un ricordo indelebile di cui si sente già nostalgia. L’indimenticabile scena di Benigni che corre in via Veneto in mutande inseguito dai paparazzi, lo stupore dei passanti che lo hanno visto uscire con nonchalance dal ‘Bolognesè in Piazza del popolo, le fontane della spettacolare Villa d’Este a Tivoli aperte solo per lui e lo sguardo felice del ‘pizzardonè romano scelto a sorpresa per interpretare una scena: Woody e la sua ironia hanno tenuto una speciale compagnia alla Capitale in questa afosa estate romana. Il 31 agosto il regista newyorkese dirà ‘stop!’ per l’ultima volta girando, in una location ancora top secret, l’ultima scena del suo ‘Bop Decameron’, il film ad episodi che ha deciso di ambientare interamente nella città «più romantica del mondo», come lui stesso l’ha definita.

Nella pellicola, divisa in quattro episodi ispirati all’opera di Boccaccio, regna infatti sovrano il tema dell’amore, declinato nelle sue mille sfaccettature.Molti gli attori italiani che Woody ha scelto per la sua opera. A partire da Roberto Benigni, che nel film interpreta un impiegato assolutamente ‘normalè la cui vita viene sconvolta da una serie di episodi surreali e straordinari. Per girare alcune scene in cui è protagonista l’attore e regista toscano, Allen si è servito dei ‘paparazzì, con una citazione neanche troppo velata alla dolce vita felliniana. Alcuni dei fotografi più conosciuti, che lavorano nel cinema da molti anni, tra cui Vitaliano Napolitano e Letizia Giambalvo, sono stati infatti ingaggiati per un inseguimento tra le vie più conosciute della Capitale.

Da Campo dè Fiori alla Garbatella, dai Parioli a Colle Oppio: in quelle riprese c’è tutta Roma. E, come a sancire la goliardia del clima che si respirava sul set, raccontano che l’attore toscano li ha pure presi amichevolmente in giro. «Roberto Benigni ci ha sfinito- hanno raccontato i ‘paparazzì-. Siamo abituati a correre dietro ai divi, ma lui è troppo veloce. Sembra una lepre». E giù a raccontare aneddoti, che sfatano poi una serie di luoghi comuni sul grande regista di capolavori come ‘Manhattan’ e ‘Hannah e le sue sorelle’. «Non è un misantropo, non evita il contatto umano, non ha manie da star ed è educato e calmo e con gli attori parla sottovoce», hanno raccontato i fotografi. Unica stranezza: odia il colore blu, tanto che se sul set qualche comparsa ignara si era messa la sua miglior camicia inclusiva di qualche righina del colore reietto, doveva andare a cambiarsi di corsa dai costumisti perennemente in azione.

Nemmeno la discrezione prettamente hollywoodiana che ha ammantato l’intera produzione del film è riuscita ad evitare che turisti, fan e fortunatissimi passanti occasionali fossero testimoni della creazione del film, riprendendo l’evento con i loro smartphone o le macchine fotografiche che avevano – giustappunto – pronte al collo. A dispetto infatti del totale top secret imposto dal regista, le immagini dei set hanno riempito i quotidiani e persino Youtube, che pullula di video amatoriali girati con i telefonini cellulari da occasionali passanti. Nemmeno i politici della Capitale si sono fatti sfuggire l’occasione di conoscere e salutare Woody nel periodo in cui è stato in città. A partire dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che insieme all’assessore alla cultura Fabiana Santini ha visitato il set di Woody Allen mentre il regista stava girando una scena d’interno. Ad accompagnare la presidente Polverini sul set trasteverino del regista americano il vice e amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta.

Il sindaco Gianni Alemanno lo aveva invece ricevuto, a pochi giorni dall’inizio delle riprese, in Campidoglio. Ad attenderlo insieme al sindaco, in una ressa di fotografi e giornalisti c’erano anche l’assessore alla Cultura Dino Gasperini, il vicesindaco Mauro Cutrufo e il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone. «Grazie di cuore- aveva detto Allen- stare qui è un’esperienza davvero bella e spero che vi divertirete a vedere il film. Erano anni che volevo fare un film qui, sono felice di questa opportunità». Alemanno aveva consegnato al regista una lupa come segno dell’onore di ospitarlo nella Capitale. «Questa lupa – aveva detto Alemanno consegnando la statuetta ad Allen- è un riconoscimento al suo genio e alla sua arte ad anche perchè ha scelto la città di Roma per una bellissima storia sentimentale e vogliamo manifestare la nostra ospitalità convinti che Roma possa rappresentare lo scenario ideale per la sua arte».

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