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Favola della domenica – Due sorelle artiste

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C’erano una volta due sorelle, Mara e Samanta, che avevano un negozio di parrucchiere per donna e uomo.

Il loro tirocinio si era svolto presso il salone di uno zio, famoso acconciatore di ‘vip’. Avevano imparato il mestiere ma anche il modo giusto di comportarsi con artisti di varie discipline.

Alcuni di loro erano affascinanti, altri spiritosi, altri ancora, superbi o generosi. In tale gamma di caratteri, le due sorelle si muovevano con disinvoltura in quanto il loro principale interesse, fuori dal lavoro, era inventare storie, favole e racconti.Prendevano spunto dalle caratteristiche dei clienti e dai resoconti dei loro successi in campo musicale, teatrale, letterario.

Un giorno decisero di aprire un locale per conto loro. Si sentivano pronte per mettersi in gioco senza l’appoggio dello zio.La zona in cui lo aprirono non era chic come la precedente ma molti clienti le seguirono perché erano abili e moderne.

Mentre Mara era intenta a eseguire un taglio sulla chioma bionda di una musicista, il pavimento iniziò a tremare. Le sedie del salone si mossero e i quadri appesi alle pareti ondeggiarono.

Ci fu un fuggi-fuggi generale verso la porta di uscita. Molti esclamarono: ‘C’è il terremoto!” Si accalcarono gli uni sugli altri spintonandosi a vicenda.

Mara uscì con in mano pettine e forbici e la sorella con il phon che non aveva ancora attaccato alla presa elettrica.

“Che paura. Purché finisca presto” esclamò la musicista.

“Ora? Che facciamo?” disse un attore comico con il capo insaponato.

Una ragazza, sorpresa dalle scosse mentre le lavavano la testa, si coprì con l’asciugamano che aveva sulle spalle e cominciò a strofinarsi i capelli.

Il tremore della terra si fermò. Mara e Samanta si avventurarono all’interno del locale. Solo qualche quadro si era spostato sulle pareti e un barattolo di sciampo era caduto a terra ma nient’altro testimoniava l’avvenuto terremoto. Nondimeno, la ragazza decise che si sarebbe asciugata all’aria aperta e la musicista che sarebbe tornata a casa per riprendersi dalla paura.

“Aspetti, aspetti” esclamò Mara rincorrendola con forbici e pettine. “Non può rimanere  con metà taglio fatto e metà no”.

“Io là dentro non rientro”.

“Forse è tutto finito” disse il comico cercando di affrontare con leggerezza l’avvenimento.

Mara si avvicinava intanto alla musicista cercando di convincerla a farsi tagliare i capelli, perfino in mezzo alla strada. Fu allora che si accorse di captare i pensieri della sua cliente sconvolta. I movimenti tellurici avevano avuto il potere di attivare poteri speciali nel suo cervello.

Rimase con le forbici e il pettine a mezz’aria e, mentre gli artisti rientravano con prudenza nel negozio e Samanta la sollecitava a muoversi, balbettò una frase di convenienza, confusa e sorpresa. Poi, riprese a sciacquare la testa del comico e a parlare come se niente fosse.

Quando i clienti furono andati via e le attività tornate alla normalità, Mara confidò il suo segreto alla sorella: “Non ci crederai, sono diventata telepatica… Come mai non ti meravigli?”

“Perché anche a me è successa una cosa simile. Ho sentito nelle orecchie una voce che voleva rassicurarmi dicendo che non ci saranno altre scosse, il terremoto non si ripeterà”.

“Meno male. Purché a noi due non abbia sconvolto del tutto la vita”.

“Sai che penso? Che si sono attivate in noi le doti di nonna Lina. Ci raccontava sempre dei poteri magici che pensava di possedere.”.

“Sì, e il terremoto li ha scatenati tutti”.

Dopo l’intervallo del pranzo, il lavoro riprese. La musicista tornò per farsi sistemare finalmente il taglio. Aveva portato con sé uno spartito e si mise a studiarlo. Mentalmente, ripeteva le note che avrebbe dovuto suonare durante il suo prossimo impegno.

Mara avvertì telepaticamente quel motivo e, soprappensiero, si mise a canticchiarlo.

La musicista rimase sconcertata: “Che combinazione. Hai indovinato il pezzo musicale che sto studiando per il mio prossimo concerto”.

“Scommetto” aggiunseSamanta “che si terrà all’Auditorium di Roma”. Era ciò che la voce amica le aveva suggerito silenziosamente.

“Ehi, ragazze, ma che vi prende?” esclamò la donna.

Fu così che le sorelle le confidarono il loro segreto sperando che potesse, con la sua cultura e sensibilità, dare una spiegazione dell’avvenimento inconsueto.

“Non vi meravigliate. Questi fenomeni sono più comuni di quel che crediate. Specialmente in ambiente artistico. Molti compositori sono stati ispirati telepaticamente”.

“Ma noi non siamo artiste” osservò Samanta. “Scriviamo soltanto storie e racconti quando abbiamo tempo”.

“Appunto, e questo può essere un ottimo aiuto per scrivere le vostre storie con più convinzione e profondità. Tutto accade per un motivo e questa volta il terremoto vi ha regalato un dono prezioso. Credo che lo dobbiate usare per migliorare la vita dei vostri lettori. Ci riuscirete facilmente, avete dei collaboratori di un’altra dimensione che vi consigliano e che vi guidano”.

Maria Rosaria Fortini

 

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