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Favola della domenica – Il mondo fatato

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C’erano una volta un folletto, un elfo e una fatina i quali, avendo soltanto cinquecento anni, desideravano andare alla scoperta del mondo, partendo dall’Irlanda.

A questo scopo, salivano sulle cime degli alberi per guardare l’orizzonte, chiedere consiglio alle montagne, parlare alle albe e ai tramonti.

“Che cosa vedi da lassù?” chiese un giorno la fatina al folletto che aveva raggiunto la cima di un abete.

“Vedo delle lineedi luce che arrivano fino all’orizzonte”.

“Vorrei seguirle per sapere dove portano” disse l’elfo che si apprestava a sua volta ad arrampicarsi sull’albero.

Tutti e tre si ricongiunsero sulla cima che aveva iniziato a ondeggiare al ritmo di folate di vento sempre più frequenti.

“Presto, bisogna ridiscendere”disse il folletto. La fata azionò la bacchetta magica e, in un attimo, tuttiatterrarono sul terreno sconnesso.

I tre amici decisero di affrontare un viaggio alla scoperta delle linee di energia e di luce ma la fatina  temeva di non poter trovare, nel viaggio, tutte le comodità a cui era abituata.

“Non sei curiosa di scoprire nuovi mondi e di lasciare finalmente questo bosco? Lo conosciamo a memoria” protestò il folletto.

“Se partiamo, non so se ci riaccoglierà”.

“Ma hai la bacchetta magica! Puoi fare in modo di trovarne l’entrata” insisté l’elfo.

“Mi avete convinto. Muoviamoci prima che cambi idea”.

Di collina in collina, avanzarono lungo le linee luminose che li avevano tanto colpiti.Sembrava di seguire la scia di una cometa, tanto erano brillanti le particelle che la componevano.Una particolare scia attraversò un monumento sacro poi un altro e un altro ancora.I tre amici ne rimasero stupefatti.

“Sembra che ognuna di quelle costruzioni sia benedetta da una maggiore luminosità” disse la fata.

“Ne ho sentito parlare” disse il folletto, “si chiamano ‘Vene di Drago’” .

“Vene di drago?! Qui c’è un drago?” urlò l’elfo.

“Ma no, sciocco. E’ un modo di dire. In oriente sono ‘Linee di Drago’, in occidente vengono chiamate ‘Leylines’.

“Sarebbe a dire?”

“Sono linee energetiche che attraversano la Terra. Intersecandosi, formano una magnifica griglia di luce”.

“Vogliamo seguirle tutte?” propose la fata.

“E’ facile per te, tu sai volare” protestò l’elfo.

“La mia bacchetta magica ora ha più potenza. Posate le mani su di essa, ci porterà tutti e tre”.

Il gruppetto sorvolò campi e paesi lungo la scia delle Lye Lines. A un certo punto, arrivarono al santuario di Mont Saint Michel, in Francia.

“E’ bellissimo qui” disse il folletto.

“Sei sicuro che non ci sia alcun drago?” domandò l’elfo, ancora dubbioso.

“Stai tranquillo, qui esiste soltanto la forza e la potenza del drago, non il suo corpo”.

La fatina scosse conenergia la bacchetta e apparve tra le mura del santuario una luce ancora più sfolgorante che li trasportò a gran velocità fino in Italia, sorvolando la Sagra di San Michele e il Gargano poi giù giù fino in Oriente, al Santuario Stella Maris sul Monte Carmelo.

“Qui finisce la Linea Sacra di San Michele” osservò la fatina.

“Io voglio fermarmi per un pò” affermò il folletto. “Mi piace la temperatura mite che non abbiamo noi nel nord e poi sento un’energia eccezionale”.

“Io invece vorrei andare alla ricerca delle altre Lye Lines” disse l’elfo.

“Come puoi farlo, senza la bacchettamagica?” obiettò la fata. “Io ho intenzione di tornare al mio bosco. Un momento…posso fartene una copia poi, quando tornerai, me la restituirai”.

Felice come non mai, l’elfo salutò gli amici e si avviò alla ricerca di tutte le Lye Lines del pianeta.

Nella sua ricerca, l’elfo scoprì megaliti, cromlec, santuari e cerchi nel grano; tutti si ergevano lungo linee di acqua sotterranea ed energia luminosa.

Una notte, un drago azzurro e squamoso gli parlò: “Sono io che, millenni fa, ho tracciato le Vene del Drago. Ne ho circondato la Terra per dare a tuttil’energia sufficiente per diventare più forti e potenti”.

“Avevo ragione di pensare che almeno un drago esiste…”

“Sicuro. Io sono il capostipite e non vivo più nel tuo mondo, ma vivo attraverso le linee che ho tracciato intorno alla Terra. Se vuoi conoscerle, salta in groppa!”

L’elfo dimenticò la sua paura e obbedì.A velocità supersonica, il drago s’introdussenella griglia luminosa.

L’elfo poté guardare gli avvenimenti del passato e del futuro della Terra. Vide cruenti battaglie, movimenti di popoli, folle di fedeli in preghiera e creature magiche che avrebbero vissuto accanto agli uomini. Non era in sé dalla gioia anche se, di quando in quando, tremava di paura tra le squamose ali dell’azzurra creatura che disse: “Se imparerete a usare l’energia di questa griglia, ne avrete potere e felicità. Buona fortuna!”.

Il drago riportò l’amico al bosco dove la fata e il folletto lo aspettavano con impazienza per ascoltare dalla sua viva voce le mirabolanti avventure vissute in compagnia di una creatura magica.

Maria Rosaria Fortini

 

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