Favola della domenica – Il vulcano e la scimmietta

Nell’isola di Bali, in Indonesia, il vulcano Agung eruttava lava e lapilli in quantità.

Si era risvegliato all’improvviso dopo moltissimi anni di inattività.

Trascorsi i primi momenti di panico, una scimmia balinese si avventurò sul sentiero che portava alla montagna per parlare con lei.

“Agung” lo apostrofò “che cosa hai intenzione di fare con le tue esplosioni? Qual è la ragione che ti muove?”

“Lasciami in pace. Sono troppo sconvolto”.

La scimmia si teneva a debita distanza per non essere travolta e soffocata dalla lava, dal fumo e dai lapilli, ma la sua voce arrivava lo stesso alla bocca del monte che vomitava materia incandescente.

“Credo che ci sia un motivo perché tu sia così arrabbiato”.

“Certo che c’è! Se ci pensi bene, non sono il solo a protestare”.

“A che ti riferisci?” Nel frattempo, la scimmia compiva saltelli a destra e a manca perché il terreno cominciava a essere infuocato. Aveva provato ad arrampicarsi su qualche albero, ma anch’essi scottavano.

“Non ti accorgi di quanti disastri ambientali, terremoti, inondazioni, tsunami infestano ogni angolo di mondo?”.

“Certo che mi sono accorto. Non mi dire però che tutto ciò è collegato”.

“Certo che lo è”.

“Non ti capisco. Se sei arrabbiato, avrai le tue ragioni. Anche gli altri si ribellano per le stesse ragioni”?

La bestiola ora sudavacopiosamente e cercava disperatamente una roccia o un rivolo d’acqua per averne refrigerio, ma anche quelli erano bollenti: “Insomma, vuoi dirmi che cosa bolle in pentola?”.

“Il fatto è che il nostro pianeta non è più quello di una volta”.

“Me ne sono accorto ma io, sai, sono qui da poco tempo. Tu che risiedi nello stesso luogo da millenni, mi potrai spiegare meglio il perché”.

Ora la scimmia saltellava velocemente da un piede all’altro. Pensava di non poter resistere un altro secondo in quell’ambiente, ma era troppo ansiosa di conoscere la verità dalla bocca di Agung.

Questi disse: “E’ una questione di stelle. La Terra e tutto il sistema solare stanno transitando in un luogo che ha moltissima energia, molta di più di quella che ha avuto finora. Questo luogo si chiama ‘Cintura Fotonica”.

“E allora? Che significa?” La scimmietta pensò che questa sarebbe stata la sua ultima domanda. Tra pochi secondi sarebbe stramazzata a terra, morta e bruciacchiata. Si disse che avrebbe dovuto fuggire in gran fretta per salvarsi la vita.

Infatti le parole di risposta di Agung le arrivarono smorzate a causa dei forti boati emessi dal suo cratere.

“Devi sapere che questo passaggio è un bene poiché le energie fotoniche sono luce e dove c’è luce c’è anche pace e abbondanza. L’inconveniente è che può causare anche molti sconvolgimenti”.

“Come sai, io vivo tra le rovine del Tempio Berakih e vedo frotte di persone che evacuano. Anche il lago, che normalmente dà refrigerio, ora ribolle.”.

“Stai attento a te, allontanati finché sei in tempo. Non ho finito di esprimere la mia rabbia e il mio disappunto”.

“Non potresti calmarti? Andrebbe di nuovo tutto a meraviglia se tu la smettessi di eruttare”.

“Non posso. Ci sono le energie della Cintura Fotonica che m’inquietano”.

“Non ti puoi spiegare meglio?..Fai presto perché sto bruciando”.

“Si tratta di una specie di risveglio della specie umana e di tutte le altre specie, compreso il pianeta e l’intero sistema solare. Una maggiore energia produce più attività fisica e mentale”.

“Infatti anch’io mi sento alquanto scosso. Devo trovare il modo di rinfrescarmi. Eppure non posso allontanarmi, sono troppo curioso. Che succederà poi?”

“Nessuno lo sa. Se gli uomini si faranno prendere dalla paura e dall’ansia, le cose peggioreranno, se invece cercheranno di avvicinarsi in armonia, gli uomini, gli animali, noi montagne, la flora e la natura in generale ne gioverebbero e non saremmo costretti a far esplodere la nostra rabbia”.

“Ho capito. Infatti io non ce l’ho con te. Se ho capito bene è la natura che vuole rinnovarsi, farsi ascoltare, muoversi perché il movimento è vita”.

“Bravo, è proprio così. Ma ora fuggi da qui, vai al tuo tempio, altrimenti non potrai raccontare questa storia”.

“Vado ma, ti prego, non raggiungermi anche lì”.

Allontanandosi dal luogo surriscaldato, tossicchiando per l’intenso fumo, la scimmietta balinese rifletté su ciò che aveva visto e ascoltato.

Certo, il mondo sembrava essere in preda all’agitazione e alla rabbia. Agung aveva ragione. Bisognava adattarsi alle energie nuove, non scagliarsi più gli uni contro gli altri.

Oltre al tempio di Berakih ce n’erano molti altri sull’isola di Bali. Si poteva pregare, fare offerte, chiedere agli dei di mettere pace tra la natura e gli uomini.

Lui l’avrebbe fatto. Avrebbe riferito il suo colloquio con Agung e avrebbe raccomandato di pregare, di cercare la pace, l’armonia e la serenità.

E forse dopo, chissà, si potrebbe fare amicizia anche con loro, con gli dei. Si potrebbe sedere tutti insieme a pregare, abbracciarsi, ridere,non in templi di pietra ma in alto, tra le nuvole.

Maria Rosaria Fortini