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Favola della domenica – La maestra magica

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C’era una volta una maestra di ginnastica che aveva molti allievi. Ad ogni lezione, mostrava una serie di movimenti, ciascuno adatto a raggiungere un determinato obiettivo.Maestra Silvia diceva che i suoi esercizi portavano in altri mondi.C’era la figura del Balestriere, quella della Fontana zampillante, una terza della Spirale e un’altra del Mare in movimento.

Il Balestriere raggiungeva un tempo del passato dove avvenivano gare e prove di abilità.

La Fontana zampillante proiettava in un luogo magico cosparso di creature elementali.

La Spirale aiutava a raggiungere una sorta di paradiso in terra e il Mare in movimento faceva sperimentare l’ebbrezza del mare aperto.

Quando un giorno, durante l’esercizio del Balestriere, Bruno, Tommaso, Sandro e Michele si trovarono in un paese medievale abbigliati in abiti d’epoca, erano di fronte e dei bersagli, in procinto di scoccare i loro dardi. Si trattava di un allenamento in vista della battaglia che si sarebbe svolta di lì a pochi giorni.

Bruno e Michele furono i migliori nel centrare il bersaglio. A fine gara, ricevettero i complimenti del conte di Roccasecca, il loro signore.

Nel secondo esercizio, la Fontana zampillante, due allieve, Concita e Daniela, giunsero ai piedi di un laghetto dove si divertirono a lanciare sassi sulla sua superficie.

Ognuno dei sassi produceva cerchi sempre più ampi suscitando lo stupore e l’ilarità di un gruppo di esserini che le osservava da un isolotto in mezzo allo specchio d’acqua. Facevano il tifo ora per l’una, ora per l’altra.

Quando Maestra Silvia domandava ai suoi allievi dove fossero stati proiettati con il pensiero e con l’energia, chi di loro aveva avuto un’esperienza esotica, raccontava ciò che aveva vissuto.

“Che significato hanno queste esperienze?” aveva domandato la prima volta Tommaso a Silvia.

“Significa che siete capaci di usare l’energia più di chiunque altro”.

“Un giorno una di loro, Anna, fece un breve viaggio. Raggiunse, attraverso l’esercizio della Spirale, un mondoscoppiettante di colori e di suoni.

Si ritrovò a fluttuare senza peso in un ambiente lattiginoso dove tante sfumature dei colori dell’arcobaleno guizzavano armoniosamente a ritmo di musica.

Tornando nella realtà della palestra, Anna continuava a muoversi volteggiando. Silvia le domandò dove fosse stata.

“Ho visitato un luogo dove avrei voluto rimanere per sempre. Ero senza peso e sono stata inglobata in un universo talmente colorato e magico che è impossibile descrivere a parole”.

Eugenio invece riferì che, dopo aver fatto l’esercizio del Mare in movimento, aveva solcato un mare grigio-azzurro mosso da onde impetuose.

“Mi muovevo con esse senza timore di esserne travolto. La sensazione che ne ho riportato è stata quella di essere acqua nell’acqua.

Un giorno, Silvia decise che avrebbe dato un ulteriore impulso ai suoi insegnamenti. Inventò una figura più efficace delle altre chiamata: ‘Tra due mondi’ alla quale avrebbe partecipato insieme agli altri.

Muovendo ripetutamente le braccia versol’alto e poi verso il basso, produsse un aumento di energia che indusse l’anima degli allievi a vagare nello spazio. La sensazione era quella di viaggiare in libertà, con il pensiero e con la fantasia, tra due mondi: il visibile e l’invisibile.Silvia li guidò nella visita di quel mondo. Salutò alcune persone poi si intrattenne con una di esse.

La presentò agli altri: “Questo è il maestro Lin. Mi ha insegnato tutto ciò che so”.

Sandro gli domandò: “Maestro, non vive più sulla Terra, tra di noi?”

“Mi sposto a mio piacimento tra la terra e il cielo. Non sono morto, se è questo che intendi, ho semplicemente la facoltà di vivere tra due mondi”.

In seguito, il maestro Lin diede degli insegnamenti. Disse che per superare la barriera tra i due mondi era sufficiente fare un esercizio che li avrebbe indotti adelevarsi. Non tutti l’avrebbero potuto raggiungere nello stesso tempo, ma era il grande impegno e il desiderio di partire, che avrebbe favorito il viaggio.

“La scienza sta sperimentando l’idea dei ponti spazio-temporali con i quali si potranno raggiungere altri universi ma il mio metodo per ora è uno dei più efficaci”.

Ad un cenno di Silvia, la compagnia tornò in palestra e tutti domandarono alla Maestra di far loro  sperimentare l’esercizio magico che li avrebbe portati prima o poi a raggiungere il mondo dell’invisibile.

Maria Rosaria Fortini

 

 

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