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Favola della domenica – La pietra magica

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C’era una volta una ragazza di nome Lucilla che desiderava trovare la pietra della consapevolezza. Era nascosta in un luogo lontano, esotico e misterioso.

Lucilla non conosceva quella parte di mondo ma si preparò a partire. Era accompagnata da una giovanetta, Dorina, che portava con sé pietre e polveri magiche. Disse: ‘La pietra della consapevolezza è trasparente. Non è facile da scoprire. Io però ho il necessario per trovarla’.

Dopo qualche ora di cammino, le due compagne approdarono sulle sponde di un grande fiume.  Era infestato dai coccodrilli. Dorina tirò fuori dalla tasca una polvere cinerina che li fece allontanare all’istante. Guadarono il fiume.

Dopo un poco, si materializzò davanti ai loro occhi una dimora tra gli alberi.

Una donna le accolse sulla porta. ‘So perché siete qui’ disse amabilmente. ‘Tu, cara Lucilla, hai deciso di intraprendere questo viaggio per trovare te stessa attraverso la magica pietra trasparente’.

‘Sì, signora, per questo ho lasciato la casa di mio padre’.

‘Vi farai presto ritorno, ma con qualcosa in più che ti darà molto potere…’

‘Voi siete in possesso di questa pietra?’

‘Certamente no, ma posso darvi l’indicazione giusta’. L’indovina le guidò verso uno strapiombo: ‘Guardate…’ disse.

Si affacciarono su una valle incantata. In lontananza apparve un villaggio colorato. Casette di ogni forma rallegravano il bosco circostante. Un torrente scorreva a cascatelle emanando suoni argentini. Sembrava un luogo fatato.

‘E’ là che si trova la pietra magica. Affrettatevi’.

Le due ragazze s’incamminarono verso la valle. Furono circondate da miriadi di farfalle, percorsero i sentieri tra le abitazioni e si bagnarono nel torrente dalle acque cristalline.

Poi videro una scritta su una di quelle costruzioni: ‘Museo delle pietre magiche’. Lucilla entrò,  sospinta da una forza misteriosa.

Dorina aveva estratto un frammento di cristallo dalla borsa per interrogarlo ma l’uomo a guardia del museo si avvicinò e chiese di poterlo esaminare.

‘E’ un pezzo molto raro’ disse alla fine. ‘Dove lo avete preso?’

‘Appartiene alla mia famiglia da generazioni’ gli confidò Lucilla.

‘So che state cercando la pietra trasparente che dà la consapevolezza’ disse il mago. ‘Potrei donarvela in cambio di questa’. Lucilla, turbata, strinse a sé il suo cristallo. Aveva trovato ciò che cercava ma… a quale prezzo?

‘E’ il pezzo mancante alla mia collezione’ continuò l’uomo. ‘Donatemelo perché, senza di me, non trovereste mai la pietra che siete venute a cercare’.

Le due ragazze si guardarono. ‘Torniamo indietro’ disse Dorina.

‘No, ho intrapreso questo viaggio per trovare la consapevolezza’. Con decisione, Lucilla porse la pietra al guardiano.

L’uomo si avvicinò a una teca, estrasse qualcosa che, al contatto delle sue dita, divenne  fosforescente: ‘Ecco la pietra della consapevolezza’ disse. Le ragazze erano in visibilio. La piccola sfera aveva tutte le sfumature dell’arcobaleno. ‘Chi sa ben usarla, regala potere e felicità. Prendetela’.

Lucilla la strinse a sé. Sentì un fuoco nel petto e chiarezza nella mente. Pensò che qualsiasi cosa avesse toccato da allora in poi sarebbe diventata magica. Comprò dall’uomo una pietra di luna, la toccò e divenne potente come la pietra di cristallo.

‘Non è da tutti acquisire potere e consapevolezza appena venuti in possesso della pietra trasparente come sta accadendo a te’ disse stupito il guardiano. ‘Ti consiglio perciò di farne un ciondolo da portare al collo, così sarai sempre in contatto con la sua magia’.

‘In che modo potrò usarlo?’

‘Il modo migliore è per donare gioia a chi ti sta intorno e per insegnare il valore e il potere della consapevolezza’.

Maria Rosaria Fortini

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