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Favola della domenica – L’aquila dell’Himalaya

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C’era una volta una bambina di nome Valeria che teneva sul suo comodino l’immagine di un volatile bello e fiero: un’aquila dell’Himalaya.

Fantasticava sulle sue grandi ali aperte, sui volteggi ad alta quota e avrebbe voluto accompagnarla tra le nuvole per avere libertà e spazi aperti.

Un pomeriggio ebbe l’impressione di seguirla nel suo volo. Vide animarsi la figura incorniciata sul comodino e, in men che non si dica, si trovò a volare cavalcioni sul suo corpo bianco e bruno.

“Sei l’aquila dell’Himalaya?” domandò.

“Sì, hai desiderato così tante volte di volare con me, che ti ho accontentato”.

“Dove andiamo?”

“Lo vedrai”.

Incapace di credere a una tale magica avventura, Valeria si aggrappò con forza al collo della compagna e si fece trasportare. Insieme, superarono monti, ruscelli, vallate e arrivarono al limitare di una boscaglia.Si fermarono sopra un enorme albero dai grandi rami.

Appollaiatosi tra le foglie, l’uccello invitò la bambina a scendere. Lei si sedette su un ramo che, per le sue dimensioni, avrebbe potuto accogliere tre persone. Il compagno si accostò a un nido. Dentro, c’era un uovo che stava per schiudersi.

Attirata dall’evento, Valeria osservò incuriosita e, poco dopo, ammirò un uccellino implume che usciva dal guscio.

“Che meraviglia!” esclamò estasiata. “Sarei molto felice se a casa avessi degli animali per compagnia”. Allungò una mano con l’intento di toccare l’aquilotto, ma si svegliò di soprassalto.

Si trovavanella sua camera, lontana migliaia di chilometri da quel luogo incantato.

Decise di chiedere ai genitori il permesso di prendere qualche bestiola, magari un pappagallino che le ricordasse l’aquila dell’Himalaya.

“Non avrai un pappagallino” disse la mamma quando Valeria espresse il suo desiderio, “ben presto arriverà un fratellino”.

“Un fratellino? Che novità stupenda!”

Abbracciò entusiasta la mamma e corse nella sua camera per riflettere sul futuro.Desiderò parlare con il volatile suo amico. Immediatamente, fu di nuovo sulla sua groppa.

“Ho saputo che avrai un fratellino” disse l’aquila.

“Sì, ne sono contenta, ma ho paura che mi sentirò ancora più prigioniera”.

“Non sei prigioniera adesso!”

“No. Per questo vorrei stare sempre con te, libera come il vento”.

“Capisco, ma in questa prigione che tu ritieni sia la tua vita, impari molte cose”.

“Librandomi in cielo con te, imparo di più”.

“Puoi librarti con il pensiero, nulla t’impedisce di guardare e di sentire con gli occhi della mente”.

“Volando con te mi sembra di far parte dell’universo”.

“L’universo è un grande luogo pieno di luce e, sulla terra, a te sembra di vivere in uno stanzino buio e angusto; è vero?”

“Sì, certo”.

“Non sai quante cose puoi vedere e sentire in una situazione come la tua”.

“Cioè?”

“Sei circondata dai tuoi simili, vivi con loro e puoi esserne amico”.

Spronata da queste parole, al ritorno Valeria cercò di farsi degli amici. All’uscita da scuola, si fermò a parlare con Linda, una ragazzina timida e impacciata che ascoltò con interesse i racconti sull’aquila dell’Himalaya.

“Mio padre viaggia spesso” le confidò Linda “e mi racconta cose fantastiche sui paesi che visita. Quando sarò grande l’accompagnerò”.

“Sarebbe bello fare degli studi che ci permettessero di viaggiare” osservò Valeria. “Ma sì…ho deciso! Da grande diventerò pilota di aerei, come papà”.

Con queste riflessioni, le due amiche trascorrevano molte ore insieme e Valeria dimenticò a poco a poco la noia e il desiderio di libertà.

Un giorno, la maestosa aquila la portò di nuovo sull’albero, dove aveva il suo nido. L’aquilotto era cresciuto ed era in grado di compiere piccoli voli.

Al ritorno,lei raccontò l’episodio a Linda e aggiunse: “Tra poco avrò un fratellino, lo sai?”

“E’ meraviglioso! Io, invece, ho un grande giardino con tanti animali. Vorresti vederlo?”

Appena arrivate, furono circondate da volatili e da tante altre specie esotiche.

“Non credevo che abitassi in una savana!”

“E’ una specie di riserva. La mia mamma è appassionata di animali, accoglie quelli abbandonati o in crisi di estinzione. Li fa curare, poi li tiene qui per proteggerli”.

“Credo che trascorrerò molto del mio tempo con te. Anch’io amo gli animali”.

In casa di Valeria nacque Dario. Fu la volta di Linda a trascorrere molte ore con loro.

Ormai Valeria non pensava più di vivere in una prigione. Si sentiva libera e felice, e quando Dario fu in grado di capire, promise che avrebbe insegnato anche a lui a volare e l’avrebbe portato con sé a librarsi a grandi altezze in compagnia dell’aquila, la sua grande amica dell’Himalaya.

Maria Rosaria Fortini

 

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