Favola della domenica – Le bambine dalle treccine bionde

C’erano una volta tre fate di nome Melinda, Solinga e Pervinca che abitavano nel mondo della regina Virginia. Un giorno erano di vedetta sulla porta d’ingresso del luogo magico, quando notarono tre cavalieri che venivano verso di loro. Credevano di essere invisibili a quegli individui; si accorsero invece di essere guardate con intensità. I gentiluomini si fermarono al loro cospetto e le apostrofarono: “Chi comanda qui?”

Melinda ebbe un moto di dispetto, Pervinca si girò con sufficienza e Solinga li osservò, incerta.

“Vi ho domandato chi comanda..” ripeté il primo cavaliere.

“Non possiamo rispondere se non rivelate la vostra identità” disse Melinda.

“Siamo i tre principi del paese delle favole” rispose il cavaliere.

Pervinca li guardò, incantata; Melinda li salutò con un inchino e Solinga fece segno di seguirla. Disse: “Benvenuti, era molto tempo che aspettavamo d’incontrarvi.”

“Quali sono i vostri nomi?” domandò Pervinca.

“Ci chiamiamo Aquas, Focus e Aries.”

“Sono i nomi degli elementi della natura” osservò Melinda. “Acqua, fuoco e aria.”

“Sì. Il nostro re è Lucis, che significa luce, ovvero la fonte della vita.”

Le fate si affrettarono ad accompagnare i tre cavalieri dalla loro regina. Quali meravigliose avventure sarebbero nate da una simile visita?

La regina Virginia abitava in un palazzo fatto di luci che si muovevano cambiando colore ad ogni parola pronunciata dai visitatori che si succedevano in quel regno da tempo immemorabile.

Molto raramente aveva avuto la fortuna di ospitare tre personaggi di tale importanza.

Solinga, Melinda e Pervinca annunciarono con solennità il nome dei nuovi arrivati. Questi smontarono da cavallo e tolsero gli ampi cappelli. Virginia venne avvolta da spire di fuoco, onde di acqua e volute di aria fresca.

“Siate i benvenuti. A che devo la vostra visita?” La regina si mostrava in tutta la sua grazia e splendore.

“Siamo venuti per chiedere un favore. Abbiamo bisogno che tre bambine raggiungano il nostro mondo per poter completare una favola che Lucis, il nostro re, iniziò a raccontare tanto tempo fa”. Le pareti del palazzo della regina si colorarono immediatamente di verde-azzurro.

“Che genere di bambine?”

Focus indicò le tre fate. “Le fate qui presenti andranno bene e.. cosa importantissima, dovranno avere le treccine bionde.”

“Le treccine bionde??” esclamò Virginia cercando di proteggersi dai raggi rossastri che emetteva Focus.

Melinda, Solinga e Pervinca si guardarono l’un l’altra. Che gioia raggiungere il mondo delle favole e interpretare tre bambine bionde! Loro, in realtà, non avevano capelli, prendevano il corpo e le fattezze delle cose che preferivano. Sembravano, di volta in volta, foglie di alberi, corpi di ranocchi, flauti magici e fiori variopinti. Ora, con grande contentezza, avrebbero preso le fattezze di piccoli esseri umani, per la precisione di tre bambine bionde.

Fecero un cenno di intesa con la loro regina e guardarono con interesse i tre cavalieri. Di quale favola poteva trattarsi?

“C’era una volta in cui” iniziò a raccontare Aries “il nostro mondo era abitato anche dagli uomini. Vivevamo serenamente gli uni con gli altri collaborando nell’invenzione di storie che raccontavamo poi a tutti i bambini del mondo.”

“Perché non avete mai chiamato noi fate a raggiungervi?” chiese la regina ricomponendo la folta capigliatura mandata all’aria da Aries.

“Gli uomini lo avrebbero desiderato, ma re Lucis era contrario. Pensava che, con tante libellule lievi e leggiadre in giro per il suo mondo, gli uomini si sarebbero persi dietro di esse. Ora, però, che ci hanno abbandonati, le nostre favole non sono più belle come una volta.”

“Perché vi hanno abbandonati?” chiese Virginia.

“Perché desideravano comunicare con voi fate. Inoltre” continuò Focus “Lucis, preso da tristezza, non ha voluto continuare una fiaba che ha per protagoniste tre bambine con le treccine. Noi siamo qui per chiedervi se, con la vostra capacità di trasformarvi, voi possiate aiutarlo a finirla per poter essere di nuovo felici insieme.

Le tre fate accettarono. S’incamminarono verso il regno di Lucis..

“Scusami” disse Solinga ad Aquas durante il viaggio in compagnia dei principi, “noi non siamo veramente umane e Lucis se ne accorgerà.”

“Non credo. L’importante è che si decida a farvi entrare nel suo mondo per fare finalmente pace con gli uomini.”

Quando arrivarono al cospetto del re, Melinga, Solinga e Pervinca avevano l’aspetto di tre graziosissime bambine. Il Re se ne innamorò e si commosse al ricordo del popolo degli uomini che una volta abitava con lui.

“Finalmente posso finire di raccontare la favola di due popoli che si volevano bene e che, grazie alla presenza di tre bambine bionde, non si separeranno mai più.”

Le fate sorrisero ma, alla fine del racconto, tornarono ad apparire come realmente erano, cioè lievi corpi evanescenti capaci di prendere qualsiasi forma.

Invece di arrabbiarsi con Aries, Focus e Aquas, il re capì l’errore compiuto separandosi da un popolo felice.

Accettò, perciò, di comprendere nel suo mondo anche quello delle fate per permettere agli uomini di tornare a vivere con lui e a raccontare favole fino alla fine dei tempi.

Maria Rosaria Fortini