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Favola della domenica – L’incantesimo

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Chris e Sonia erano due bambini molto affezionati l’uno all’altra. Avevano la stessa età, otto anni, ed erano cresciuti insieme.

La mamma di Chris era di nazionalità filippina e lavorava nella casa di Sonia come governante.

Non avendo fratelli, la bambina considerava Chris come suo fratello.

Il papà del bambino era rimasto al paese di origine dove aveva un lavoro non ben retribuito. Per questo la mamma si era trasferita in Italia con suo figlio. Vi avrebbe vissuto per qualche anno ancora.

Sonia non voleva credere che il suo più grande amico, suo fratello, prima o poi avrebbe dovuto lasciarla e faceva grandi preghiere perché questo non accadesse. Si augurava che il padre di Chris, presto o tardi, si trasferissedefinitivamente in Italia.

Un giorno convinse il suo amico a fare insieme un gioco. Aveva letto in un libro di magia che era possibile far sì che una persona rimanesse legata a un’altra per la vita.

Il ragazzino sorrise ma accondiscese volentieri. Tutto ciò che poteva far felice Sonia, rendeva felice anche lui. Sentiva la mancanza della sua famiglia al completo ma soffriva al pensiero che, un giorno, sarebbe stato costretto a lasciare la sua amica.

La magia consisteva nello spargere, su ambedue i soggetti interessati, una polverina magica. Ne sarebbe scaturito un vero incantesimo che avrebbe legato per sempre le due persone. La difficoltà consisteva nel reperire tale polverina.

Sonia aveva una zia esperta nelle arti magiche. Non aveva mai sperimentato personalmente la sua abilità ma aveva grande fiducia nei suoi poteri.

Andò a trovarla. Abitava in un quartiere non lontano che percorse in bicicletta.

Zia Elena la introdusse nel suo stanzino segreto in cui riceveva qualche cliente per fare divinazione.

Sonia si trovò immersa in un ambiente illuminato da luci blu e verdi. Nel mezzo si trovava un tavolino rotondo rivestito da un copritavolo di velluto e sopra ancora troneggiava una piramide trasparente.

“A che cosa serve la piramide, zia?”

“A conoscere il futuro”.

“Potresti vedere anche nel mio?”

“Meglio non fare divinazione ai parenti stretti. Potrebbe non dire la verità”.

“Ce l’hai la polverina di cui ti ho parlato?”

“Certo che ce l’ho”. La zia si diresse verso uno stipo. Lo aprì. Ne prese un contenitore in legno profumato. Sonia ne fu affascinata. Tutto in quella stanza le ispirava rispetto ed entusiasmo. Le sarebbe piaciuto avere, come la zia, il potere di predire il futuro e di fare incantesimi.

Quando il pacchetto di polverefu pronto, Sonia lo prese con circospezione, attenta a non perderne neanche un granello. Lo ripose in una borsa che aveva portato con sé e fece ritorno a casa. Poco dopo, lo mostrò a Chris che ne fu entusiasta.

Decisero che si sarebbero incontrati l’indomani nel gazebo che si trovava in giardino. I genitori avrebbero dovuto trovarsi in casa poiché non si conosceva l’effetto che la polvere magica avrebbe potuto avere su di loro.

“Mia zia ha detto che è innocua, ma non si sa mai” commentò Sonia.

Consci dell’importanza del rito, la mattina successiva i ragazzini si vestirono per l’occasione. Sonia indossò una lunga gonna e uno scialle a vivaci colori, come la zia Elena e Chris si presentò con il costume del suo paese.

Sonia aprì il pacchetto e ne versò il contenuto sul capo di entrambi, alternativamente e a piccole dosi. Poi, a occhi chiusi, ambedue attesero che accadesse qualcosa.

Trascorse un minuto durante il quale avvertirono un prurito al centro della testa e in mezzo alla fronte; poi, lentamente, iniziarono a vedere immagini colorate, come la sequenza di un film.

“Vedi anche tu quello che vedo io?” domandò Sonia all’amico che, di rimando, sussurrò: “Sì..” prendendola per mano.

Così, facendosi coraggio, i due ragazzini assistettero alla storia dello loro vita da quel momento in poi. Chris seppe che non sarebbe partito per il suo paese poiché il papà si sarebbe trasferito in Italia, avendo ricevuto l’offerta di un lavoro ben retribuito.

Al contrario Sonia, dopo qualche mese, sarebbe stata costretta a trasferirsi in Francia dove suo padre era stato mandato dalla sua azienda.

Grande fu il dispiacere dei due amici nel conoscere questa notizia. A entrambi si inumidirono gli occhi. Ma il film della loro vita non era terminato poiché appresero anche che dopo due anni Sonia sarebbe rientrata in Italia e i due ragazzi si sarebbero riuniti di nuovo.

“Ihuu!” esclamò Chris.“Evviva!” gridò Sonia.

Il film s’interruppe e i due ragazzi sentirono le voci dei loro genitori che li cercavano.

Il giorno successivo Sonia si recò a trovare la zia: “La polverina ha fatto effetto, zia. Finalmente ho saputo che io e Chris, dopo due anni di lontananza, potremo stare sempre insieme”.

“Com’è accaduto? Raccontami tutto”.

Sonia riferì con eccitazione l’intera visione condivisa con Chris e terminò dicendo di essere molto felice dell’esperienza: “Ti ringraziamo tanto”.

“Vuoi sapere una cosa?” disse zia Elena con sguardo malizioso. “Credo che siate diventati anche voi dei veggenti. Non era affatto scontato che la polverina funzionasse eppure mi dici che siete stati in grado di vedere nel futuro. Complimenti! Probabilmente avete acquisito i miei stessi poteri. Potrete usarne per voi e per gli altri. Vi insegnerò tutta la mia magia per fare del bene al prossimo e a voi stessi”.

Maria Rosaria Fortini

 

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