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Favola della domenica – Milly e Willy

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C’erano una volta due cani, una femmina e un maschio, dal temperamento dolce ed affettuoso. Si chiamavano Milly e Willy.

Milly, una cockerina color champagne, aveva un carattere vivace e furbetto. Willy, un setter nero, era pieno di vitalità e vantava un temperamento da lord inglese.

Si trovavano nel giardino di una casa di campagna di proprietà dei padroni di Willy, Paolo e Teresa.

millyMilly aveva una passione: rubare merendine e biscotti. Quel giorno non si smentì e sottrasse il panino che una bambina ospite della casa teneva nello zainetto. Contrariamente al solito, non lo mangiò tutto ma ne lasciò una parte a Willy. Il cane nero accettò il dono annusandolo con discrezione, poi guardò la compagna di giochi con i suoi occhi dolci e profondi, per ringraziarla.

Se Willy era il grande amore dei suoi giovani padroni, Milly costituiva la felicità di tre fratelli molto simpatici che si chiamavano: Cristina, Doddi e Bengi.

I cinque giovani si erano conosciuti ad un Mostra canina dove entrambi i loro beniamini erano arrivati secondi.

Venne il giorno in cui gli amici dovettero dividersi. Milly tornò con i tre ragazzi in una città del nord e Willy rimase al sud, in una calda città lambita dal mare.

Anche da lontano, la cockerina ed il setter sognavano di stare insieme. Il loro desiderio si esprimeva con guaiti e sospiri e con abbai ogni volta che i padroni accennavano alle vacanze trascorse nella casa di campagna.

Ben presto, nelle rispettive abitazioni, vennero incorniciate ed esposte anche le fotografie di quel bellissimo periodo. I due amici pelosi le guardavano con attenzione e, guardandole, divenivano sempre più tristi. Per consolarsi, presero l’abitudine di addormentarsi sui loro tappetini preferiti pensando intensamente l’uno all’altro. Come per incanto, riuscivano ad incontrarsi nel sogno, in quel luogo senza spazio e senza tempo dove ogni evento magico è possibile.

Con la mente, si correvano di nuovo incontro, si annusavano e scorrazzavano indisturbati nei campi e sull’erba verde che, in quel luogo, si estendeva fino all’orizzonte. Al risveglio, raccontavano a modo loro ai padroni ciò che avevano vissuto.

I cinque ragazzi, benché molto occupati con lo studio e con il lavoro, capirono finalmente che Milly e Willy soffrivano della lontananza reciproca e avevano bisogno l’uno dell’altro. Decisero perciò di trascorrere ancora qualche giorno di vacanza insieme per farli incontrare. Paolo e Teresa invitarono Cris, Doddi e Bengi a raggiungerli alla loro casa in riva al mare.

Fu uno spasso per i due cani rivedersi in un luogo, per Milly, nuovo e inconsueto. Saltavano sulla spiaggia, correvano sulla riva ed entravano in acqua per fare il bagno. Esprimevano la loro gioia andando in braccio ai padroni sui lettini da mare, leccando loro mani e viso fino a che, di comune accordo, non raggiungevano, stremati, uno dei rari cespugli sparsi sulla rena. Lì, felici e ansimanti, si raccontavano i momenti trascorsi lontano l’uno dall’altro e l’avventura di incontrarsi ogni giorno nel luogo magico senza spazio né tempo che avevano imparato a raggiungere.

Si separarono una seconda volta. Per non provare troppa nostalgia, Willy si concentrò sui suoi padroni. Teresa e Paolo erano sposati da diversi anni e amavano il loro cane come un figlio. Egli li ripagava seguendoli con una saggezza attenta e premurosa.

Milly, giocherellona come sempre, era solita tormentare i tre fratelli con scherzi e dispetti approfittando del fatto che Cris, Doddi e Bengi erano indulgenti e stravedevano per il suo sguardo dolce e birichino. Per non sentire la mancanza di Willy, aumentò le sue monellerie, rubando tutte le merendine che riusciva a scovare in casa e fuori.

Mai avrebbero immaginato, i cinque amici, che qualcuno di loro potesse un giorno avvicinarsi agli altri, andando ad abitare nella stessa città. Invece accadde che Cris, finiti gli studi, trovasse un posto di lavoro proprio nel luogo dove abitava Willy.

Quando Milly lo comprese, mostrò tutta la sua felicità per un tale miracolo. Era sicura che sarebbe partita con la sua padrona per poter rimanere per sempre con il suo amato Willy.

Infatti, dopo i primi momenti di entusiasmo e di faccende da sbrigare, Cristina pensò che avrebbe portato la sua cagnolina con sé. I suoi fratelli protestarono vivacemente ma, alla fine, accettarono l’idea, ben contenti al pensiero che la loro cagnetta avrebbe impedito alla sorella di soffrire la solitudine e la lontananza.

Milly e Willy si frequentarono abitualmente e, come conseguenza dell’amore che provavano l’uno per l’altra, nel giorno di Natale di quell’anno, nacquero due cuccioli, una femmina e un maschio che Cris, Paolo e Teresa chiamarono Silly e Billy. I tre amici erano incantati nel guardare i due teneri batuffoli, ricoperti da un pelo color nero e beige.

Cristina non tornò a casa per le feste natalizie. Era troppo felice. Vennero da lei Doddi e Bengi per festeggiare l’avvenimento.

La vita continuò serena e movimentata per tutti gli amici fino a quando Cristina, a causa di un trasferimento di lavoro, fu costretta a partire per un’altra città.

Grande fu il suo dispiacere nel capire che avrebbe dovuto lasciare Milly. Paolo e Teresa si offrirono di accoglierla ed amarla come se fosse la loro cagnetta. Cris decise allora di portare a vivere Silly con sé.

Billy rimase con i suoi genitori e, dormendo sul suo minuscolo tappetino, scoprì di poter incontrare la sorella lontana nel luogo magico senza spazio e senza tempo dove già i loro genitori si erano dati appuntamento tanto tempo prima per scambiarsi anelati guaiti e sospiri d’amore.

Maria Rosaria Fortini

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