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Favola della domenica – Il mondo segreto

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C’era una volta una bambina di nome Mariangela che aveva un suo mondo segreto. Antonio, l’amico più caro, le raccontò di giocare con un compagno invisibile mentre Anna assicurava di muovere gli oggetti con la forza del pensiero.

‘Se lo dicessimo agli adulti non ci crederebbero’ esclamò Giorgio un giorno che venne a far parte della compagnia, ‘io sogno avvenimenti che poi si avverano’.

I ragazzini si ripromisero di non confidare ad anima viva le loro particolarità.

Poco tempo dopo si aggiunse, quasi di prepotenza, Alberto.

‘Vi ho visto!’ aveva esclamato avvicinandosi al gruppetto, ‘stavate cospirando’.

‘Che vuol dire cospirare? domandò Antonio.

‘Rivelare l’uno all’altro i propri segreti. Che cosa nascondete?’.

‘Non possiamo dirtelo, non hai fatto solenne promessa di custodirli’ rispose Anna.

‘Tu hai poteri straordinari?’ s’informò Antonio.

‘Non sapete di che cosa sono capace io..’. I quattro amici lo guardarono interdetti.

‘Perché mi guardate in quel modo? E’ da tanto che vi osservo e ho capito dai vostri bisbigli che nascondete misteri’.

‘Allora ci spii’ protestò Giorgio.

‘Voglio far parte della vostra banda’.

‘Non siamo una banda. Siamo soltanto amici’.

‘Sì, ma amici con dei poteri. Anch’io ho dei poteri’.

‘Quali sono?’

‘Non posso dirlo qui. Troviamoci a casa mia questa sera alle sette. Ciao!’

Finiti i compiti, i quattro ragazzi si recarono a casa di Alberto che li accompagnò in mansarda, nella sua stanza: ‘Guardate. Ho trovato questo mantello in cantina. Nessuno della mia famiglia sa a chi appartiene. Indovinate che succede quando lo indosso… Sparisco!’

‘Boom!’

‘Che accade quando scompari?’

‘Parto per altri mondi. Tu mi credi Anna?’

‘Forse, ma non puoi dimostrare ciò che dici’.

‘Guardate’. Con un gesto repentino, Alberto indossò il vecchio mantello che, quasi subito, si afflosciò a terra senza il suo proprietario.

‘Per Giove! E’ stata la tua forza del pensiero, Anna?’ esclamò Giorgio.

‘Come mai questa notte non ho sognato niente del genere?’ si chiese Antonio.

‘Forse è solo un illusionista. In realtà si è nascosto sotto il letto’ disse Anna.

Dopo alcuni minuti di vane ricerche, Mariangela propose di tornare a casa.

‘Patapumf, eccomi qua!’ Alberto, raggiante, si materializzò sotto il mantello.

‘Che è  successo?’ – ‘Dove sei stato?’ domandarono i ragazzi meravigliati.

‘Mi prenderete ora nel vostro gruppo?’

Antonio si rivolse a Mariangela: ‘Tu che parti per mondi speciali, come lui, decidi per tutti’.

‘Ok. Cercherò di incontrare Alberto in uno dei suoi viaggi extramondo’.

Alberto sparì di nuovo e Mariangela, chiudendo gli occhi e pronunciando un mantra, lo raggiunse in un luogo sgargiante di luci e colori.

‘Dove ci troviamo?’

‘Non so di preciso. In qualche parte dell’universo’.

Passò di lì un uomo stravagante: ‘Buondì, abitanti della via Lattea’.

‘Dove siamo?’

‘Nell’atmosfera del pianeta Mercurio. Vengo qui per salutare i vari visitatori. Arrivederci’.

‘Hai visto? Non è che uno dei tanti personaggi che incontro viaggiando grazie al mantello. Muovendomi nello spazio e nel tempo imparo infinite cose. Altro che libri di storia e di geografia!’

Mariangela aprì gli occhi e Alberto ricomparve nella stanza. Raccontarono agli amici la loro avventura.

‘E’ un mantello magico’ esclamò Giorgio toccandolo con riverenza.

‘Più che altro’ confidò Alberto ‘è permeato di un’energia che mi permette di smaterializzare le molecole del mio corpo e di materializzarle da qualche altra parte’.

‘Devo raccontarlo al mio amico segreto’ sussurrò Antonio.

I ragazzi rimasero allibiti. Quanti misteri avrebbero ancora incontrato sulla loro strada oltre quelli già sperimentati da ciascuno di essi?

Maria Rosaria Fortini

 

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