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Favola della domenica – Il Tesseratto

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C’era una volta unipercubo, che viveva nella quarta dimensione. Nelle dimensioni inferiori abitavano tante figure geometriche.

La prima dimensione era abitata da punti, linee e bastoncini.

La seconda dimensione da poligoni quadrati.

La terza era abitata da una moltitudine di poliedri regolari, i cubi.

A difesa degli abitanti delle quattro dimensioni c’erano nobili cavalieri che avevano a cuore il benessere dell’ipercubo. Si chiamavano matematici e fisici.

La quarta dimensione dove viveva l’ipercubo, era un luogo privilegiato dove, per convivere, non si doveva fare la guerra e gli abitanti erano in grado di comunicare tra loro attraverso la telepatia.

Un bel giorno l’ipercubo convocò presso di sé gli abitanti delle altre dimensioni.

Arrivarono a frotte e a gruppi, ciascuno nel suo particolare modo. I punti, le linee e i segmenti, che procedevano più lentamente, chiesero aiuto agli abitanti di seconda dimensione: i quadrati.

A loro volta, i quadrati chiesero aiuto ai cubi.

Fu un’ottima occasione per conoscersi e per aiutarsi a vicenda.

I matematici e i fisici si presero l’incarico di spiegare agli altri la realtà dell’esistenza delle tre diverse dimensioni e della dimora della quarta dimensione.

L’ipercubo accolse gli amici con grandi abbracci perché erano parte integrante dei suoi possedimenti.

Li fece accomodare intorno a sé e poi prese la parola: “Miei cari, vedo che siete diventati amici. Mi fa piacere perché tutti noi siamo legati dallo stesso identico destino. Ora, ognuno di voi dovrà imparare a superare la sua dimensione per raggiungere quella dove sono io”.

“Che cosa significa?” chiese una retta.

“Significa che abiteremo tutti insieme” disse un piccolo quadrato.

“Non capisco come ciò possa avvenire in armonia” esclamò un cubo.

Intervennero i matematici e i fisici: “Niente paura! Saremo noi a prenderci cura del vostro passaggio”.

Esisteva il pericolo che, durante tale trasformazione, si fosse attaccati da agenti esterni impegnati ad impedire il progresso degli abitanti delle quattro dimensioni. Essi erano i gessetti, le gomme e i cancellini.

L’ipercubo disse: “Vi ho convocato qui appunto per studiare un piano difensivo. I miei cavalieri non temono attacchi perché sono abili ed esperti. Qualcuno di voi ha un’idea brillante?”.

Una linea disse: “Noi linee potremo fare un recinto di aste tutt’intorno alle terre per impedire un’invasione”.

Un quadrato era convinto a sua volta che rinforzare le mura dell’ipercubo fosse l’idea migliore.

“No, secondo noi” esclamarono i cubi,“è più opportuno scagliarci contemporaneamente addosso agli aggressori. I nostri angoli e i nostri acuti vertici potrebbero convincerli a ritirarsi”.

L’ipercubo osservò: “Le vostre proposte sono buone ma credo che dobbiamo combattere tutti uniti perciò raccoglietevi al mio interno e tenetevi nascosti. Quando si avvicineranno pensando che io sia solo, li prenderemo di sorpresa”.

Le linee, le figure piane e i solidi si misero in assetto, pronti a reagire ad ogni più piccolo assalto degli aggressori. I cavalieri si posizionarono all’esterno delle mura.

Si avvicinarono alcuni mostri che cercarono di introdursi all’interno dell’ipercubo per impedire a tutti i suoi elementi di unirsi in serenità e allegria ma i cavalieri di quarta dimensione li respinsero con forza e coraggio.

I nemici tentarono di aggirare le mura. Molte linee e vari cubi si asserragliarono sulle entrate per impedire l’accesso agli orrendi esseri che li avevano attaccati.

Grazie all’intervento dei fisici, i cancellini si srotolarono divenendo inservibili, i gessetti si polverizzarono come neve al sole e le gomme, più solide e tenaci degli altri, vennero fatte a pezzetti dalle lance dei cavalieri matematici.

Ben presto i nemici vennero respinti e si fece una grande celebrazione per lo scampato pericolo.

“E’ venuto il momento di stringerci la mano e di posizionarci in modo armonioso all’interno delle mura. Solo così potremo raggiungere la quarta dimensione dove tutti saremo felici e in armonia.

Come in un cubo magico, tutti i pezzi si posizionarono in modo da formare un ipercubo perfetto in ogni sua parte. I punti divennero linee, le linee quadrati, i quadrati cubi e i cubi,ipercubo. I cavalieri tornarono nel loro mondo rimanendo in amicizia con la meravigliosa forma geometrica risultante.

Quando tutto fu compiuto, l’ipercubo disse: “Per farci conoscere nel mondo, d’ora in poi, tutti noi, insieme,acquisiremo il nome di ‘Tesseratto’ che sta a designare un meraviglioso e spaziale ‘Cubo Cosmico’.

Maria Rosaria Fortini

 

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