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Favola della domenica – Il tulipano Ancilla

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C’era una volta un tulipano sfumato nei colori del giallo e del violetto. Viveva in un Orto botanico.

Era stata una giornata ventosa e i petali si erano sparpagliati senza un ordine preciso. Chiese aiuto al sole perché li ricomponesse. Con lievi e precisi tratti dei raggi della stella, tornò più bello e splendente di prima.

Subito dopo fu interrotto nel suo riposo da un coro di voci che lo richiamavano ad un evento che si sarebbe svolto di lì a poco.

Un gruppo di botanici sarebbe intervenuto per studiare e catalogare i filari di fiori presenti nel giardino dove gli esemplari più esuberanti e variegati erano costituiti proprio dal gruppo di tulipani di cui faceva parte il tulipano multicolore.

Esisteva però una differenza rispetto agli altri della famiglia. Era un gruppo di misura piccola. Nonostante i colori sgargianti, i fiori scomparivano facilmente in confronto ad altri più alti e svettanti.

Per contro, durante le ore del giorno, si aprivano a formare una stella.

Il tulipano violetto, alla presenza delle autorità, fece di tutto per farsi notare alzando di più la corolla e tendendo le sue radici ma i botanici, che stavano discutendo sulle varie specie di flora presente nell’Orto, non si soffermarono sul gruppo ristretto che costituiva l’orgoglio del direttore.

Invece di provare tristezza, il tulipano decise di cantare un motivetto per farsi notare e per esprimere la felicità di essere trai più belli della sua specie, anche se di statura piccola.

Uno dei botanici era accompagnato da una bambina. A quella melodia, si staccò dal padre e si accostò al fiore.

“Salve cara amica, qual buon vento ti porta dalle nostre parti?”

“Mi chiamo Alba. Ho accompagnato mio padre a visitare questo giardino. E’ un botanico”.

“Tuo padre e i suoi colleghi ci stanno trascurando. Non si sono ancora accorti di noi”.

“Sì, sono attratti dai filari dei tuoi amici più alti e più numerosi”.

“Non è colpa nostra se la natura ci ha fatto di questa statura”.

“Io vi trovo bellissimi”.

“Siamo della famiglia delle Liliacee; in particolar modo noi, così piccolini, siamo molto rinomati, senza contare che apparteniamo al tipo Ancilla, per cui siamo i più pregevoli”.

“Lo vedo”.

“Come mai t’interessi a noi piuttosto che agli altri?”

“Perché anch’io sono piccola”. La bimba guardò il suo corpo minuto e poi posò lo sguardo soddisfatto sul gruppo di tulipani più bassi.

“Mi sembri abbastanza alta” disse con convinzione il fiore.

“Ti ringrazio, ma mio padre dice che non riesco a crescere come i miei coetanei”.

“Non devi essere triste per questo. Io, vedi, sono felice”.

“A scuola, sono l’ultima della fila”.

“Non ci pensare. Sono sicuro che col tempo crescerai; io invece, resterò sempre piccolo”.

“Vado a dire a mio padre che i fiori più belli siete voi. Voglio che mi ascolti”.

La bambina corse dal padre, gli tirò un braccio senza farsi notare e gli sussurrò qualcosa all’orecchio.

L’uomo si voltò dalla parte dei fasci di tulipani Ancilla e si allontanò dagli altri per osservarli.

Il Direttore dell’Orto Botanico, che accompagnava il gruppo, volse anch’egli lo sguardo verso di essi e disse: “Prego, signori, avvicinatevi da questa parte. Questi sono i magnifici tulipani Ancilla.A prima vista sembrano meno affascinanti degli altri ma poi… guardate”.

Proprio in quel momento alcuni di loro iniziarono ad aprire gli splendidi petali fino a formare una stella, seguiti da altri e altri ancora. Sembrava una marea di onde che si avvicendassero le une con le altre, dai colori multiformi e dai profumi delicati.

“Sono magnifici” esclamò il papà di Alba, estasiato. “Credo che proporrò la specie Ancilla per il premio annuale del tulipano più pregiato e dalle migliori qualità”.

Il fiore violetto mosse i suoi petali in segno di gioia e di soddisfazione. La bambina lo lodò sfiorandolo con la mano.

Il babbo le disse: “Hai visto che cosa significa essere piccoli ma pieni di talento? Alla fine qualcuno ti noterà e apprezzerà la tua personalità e le tue capacità.

Per fare contenta sua figlia, l’uomo si procacciò i bulbi dei fiori Ancilla e li piantò in una lunga vasca sulla ringhiera del balcone di casa. Pian piano uscirono le foglie, poi i boccioli, infine i fiori.

Alba era desiderosa di vederli sbocciare perciò si alzava tutti i giorni sulla punta dei piedi per affacciarsi sulla terra bagnata.

Quando i tulipani si aprirono in tutto il loro splendore, la bambina era talmente cresciuta che poté osservarli e ammirarli comodamente.

“Complimenti tesoro” disse il papà che l’aveva appena misurata “ i tulipani Ancilla hanno fatto il miracolo. Per accompagnare la loro crescita, sei diventare più alta e graziosa”.

Maria Rosaria Fortini

 

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