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Il cantiere di via De Lollis

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente “Risposta Comitato S.Lorenzo – Dalmati -Vestini-Marrucini al comunicato del
31 luglio della Barletta costruzioni” , un comunicato riportato anche sul nostro giornale:

” Oggetto: via De Lollis, 12 – San Lorenzo

“Apprendiamo con stupore, da un articolo pubblicato dalla redazione di Roma Daily News del 31 luglio, che a San Lorenzo ci sono più di 90 posti di lavoro a rischio per il blocco del cantiere di via De Lollis 12, “a causa di una banale determina che non arriva” per una occupazione permanente di suolo pubblico.

 “In parole più semplici: una società acquista uno stabile in una zona dove è particolarmente fruttuoso mettere a rendita il suolo (San Lorenzo) per demolire e ricostruire abitazioni più funzionali alle richieste di mercato.

“Per garantirsi un guadagno maggiore decide di sfruttare al millimetro il suolo che ha acquistato per i posti macchina, appropriandosi per sempre del sottosuolo pubblico (via dei Vestini-Dalmati) per realizzare le palificazioni di contenimento, a fronte di una corresponsione irrisoria.

“Un atto che “banalmente” sottrae un marciapiede “per tutti” per aumentare il guadagno di chi vende e ipoteca l’utilizzo del sottosuolo per futuri impegni di opere infrastrutturali. Con un risultato, quindi, di danno economico e sociale.

“Considerata la situazione inusuale (ci chiediamo se sia legittimo un permesso così formulato) gli Uffici cercano di verificare la correttezza della procedura. Oggi sappiamo che spetta al Dipartimento la parola definitiva. Infatti il permesso di  costruire non è materia di autorizzazione municipale e, come ha chiarito il Segretario Generale del Comune, riguarda il dipartimento diretto dall’ing.  Mussumeci per tutti gli atti comprensivi anche di questo permesso.

“Il confronto tra i cittadini che vivono questa zona e coloro che pensano che una città si possa “rinnovare” con il guadagno di alcuni e la perdita di tutti gli altri è in atto da tempo e quello che si consuma in questi giorni è solo un ennesimo gesto dell’arroganza imprenditoriale.

“Vogliamo far sapere agli operai coinvolti in questi lavori che “ritardare e paralizzare operazioni imprenditoriali che portano lavoro e indotto alla nostra (!?) economia” è responsabilità esclusiva di chi ha ipotizzato di poter oltrepassare le norme attuali realizzando un edificio “fuori volume”.

“I cittadini vigileranno presso gli Uffici competenti affinché, con la scusa di “momenti di crisi come quelli attuali”, non si crei un  pericoloso precedente di alienazione del pubblico a favore di un privato”.

Firmato: Comitato S.Lorenzo – Dalmati -Vestini-Marrucini

 

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