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“Spacefood” di AndreaCoco, viaggio nel cibo del futuro

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“Spacefood” di AndreaCoco, viaggio nel cibo del futuro –

Il cibo è una cosa seria, per questo è un tema che va affrontato con l’unica arma seria di cui l’uomo è dotato: l’umorismo. Senza umorismo, è il regno della noia. Se a tavola non si ride, si digerisce male, va tutto per traverso. Ecco perché bisogna accogliere con allegri squilli di tromba questo “Spacefood”, un romanzo, anzi tre al prezzo di uno, di fantascienza umoristica scritto da Andrea Coco per affrontare il delicatissimo tema del cibo del futuro, nel nostro e negli altri pianeti (e negli altri universi) abitati da terrestri e extraterrestri.

“Spacefood” di Andrea Coco, da poco uscito per tipi di Scatole Parlanti  è un libro che vuol essere un tributo all’Irlanda e agli irlandesi e rientra nel filone della fantascienza umoristica, con evidenti riferimenti al ciclo Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams e all’antologia La settima vittima di Robert Sheckley. Romanzi nei quali è presente la satira sociale e una morale, seppure secondaria, rispetto all’aspetto comico-narrativo.

Lo stesso autore ammette di aver preso numerosi spunti da tre libri di Achille Campanile, il più grande umorista italiano del Novecento, forse più semplicemente il più grande scrittore italiano del Novecento: Agosto, moglie mia non ti conosco, Tragedie in due battute e L’Eroe.

Il romanzo, suddiviso in tre capitoli, ma forse sarebbe meglio dire in tre romanzi: una parodia di una recensione giornalistica gastronomica e due avventure, che raccontano improbabili imprese ambientate in un universo surreale, popolato da personaggi bizzarri capaci di ridere, far ridere e ridere di sé stessi.

Il protagonista si chiama Aner Sims, un giornalista enogastronomico che cura la rubrica “Ristoranti Novità” per il giornale The Times of Hibernia, la principale testata giornalistica del pianeta omonimo, con sede nella capitale. Valente critico, deve difendersi dai colleghi che lo sottostimano e da Augustus, che lo tormenta con le sue trovate.

Il libro – presentato giorni fa alla libreria Valente di Orvieto, con l’intervento  dello chef Angelo d’Acquisto – comincia con un articolo che racconta la disastrosa esperienza a due (Aner Sims e Net, sua fidanzata) a bordo di un satellite artificiale geostazionario, trasformato in una taverna. Tra clienti veri, finti, un ex socio del gestore che vuole vendicarsi e altre realtà cosmi-comiche, la cena di San Valentino va a farsi benedire o, meglio, finisce in tribunale, grazie all’intervento del comandante Augusto Rock Parboni, che salverà gli sfortunati clienti da un mortale attacco di un’astronave pirata.

Nella seconda parte lo stesso comandante Parboni propone ad Aner di andare a pranzare in un celebre ristorante collocato in un universo parallelo dove persone di tutte le razze e nazioni s’incontrano per mangiare e parlarsi senza farsi condizionare dalle proprie culture.

La terza parte del libro, intitolata “Chi ha rapito Apuleius?” è un giallo umoristico con un colpo di scena finale. Fino all’ultima pagina non saprete se il maggiordomo c’entra o no col delitto (Ma c’è un maggiordomo? Ah, saperlo!).

Il libro – come ha rivelato lo stesso autore in un’intervista – è stato scritto in tre tempi diversi. Il primo capitolo è uscito nel 2005 nell’antologia “Futuro Europa” della Elara Editrice e da questo è nata l’idea dell’opera: raccontare le disavventure di un critico gastronomico dello spazio. Gli altri due capitoli sono venuti in tempi successivi. Nel corso del 2017 Andrea Coco ha rivisto e rifinito l’intero testo per rendere le varie parti omogenee fra loro.

Un libro per tutti, per chi ama ridere e per chi, ignorandone i benefici, può finalmente imparare dalle pagine di Spacefood come si fa. Sì, perché è impossibile non ridere travolti dalle bizzarre situazioni create dalla penna di Coco.

Bruno Cossàr

 

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