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“Viaggio nella vita”, un dono d’amore alle giovani generazioni

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“Viaggio nella vita”,  un dono d’amore alle giovani generazioni –

“Le vere gioie della vita? Vedere gli altri sorridere felici” confidò Madre Teresa di Calcutta, tanti anni fa, al giornalista Roberto Tumbarello, secondo il quale “Il futuro del paese e dei nostri figli non dipende solo dai politici, ma soprattutto dal comportamento di ognuno di noi”.  Questo il messaggio che Tumbarello, giornalista e scrittore, vorrebbe trasmettere alle giovani generazioni. Lo ha detto lui stesso – commuovendosi a tratti  nel ricordare i tanti incontri della sua lunga carriera di cronista –  nel corso della presentazione del suo ultimo libro Viaggio nella vita – Storia di un grande amore (Armando Editore, 2017, 208 pagine, € 14,00)  che si è svolta ieri nella sede dell’Associazione Civita, in piazza Venezia, a Roma, con la partecipazione di altri due giornalisti, Virginia Piccolillo del Corriere della Sera e Cesare Protettì,  ex direttore del Master di Giornalismo della Lumsa, dopo una ricca vita professionale nelle maggiori agenzie di stampa italiane.

ROBERTO TUMBARELLO CON VIRGINIA PICCOLILLO E CESARE PROTETTì ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

ROBERTO TUMBARELLO CON VIRGINIA PICCOLILLO E CESARE PROTETTì ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “VIAGGIO NELLA VITA”

I due colleghi, che hanno dimostrato di apprezzare la sua prosa e le sue storie,  lo hanno stimolato ad approfondire episodi curiosi o intriganti, spesso appena accennati nel libro: una ricca signora non sa che fare del manoscritto affidatole da Mario Puzo e lui consente – avendolo letto per primo –  che Il Padrino venga alla luce. La chiacchierata casuale con un magistrato, che, grazie a lui, risolve un errore giudiziario, lo trasforma nell’italiano più influente del Brasile. L’accenno alla gravidanza di Lady Diana gli fa presagire il rischio mortale che la principessa corre con Dodi Al Fayed.

“Ma questo libro è una fiaba, una parabola. Non volevo raccontare la mia storia – si è schermito davanti al pubblico in sala – ma solo trarne spunto per alcuni  messaggi alle giovani generazioni che, quasi sicuramente, di questi personaggi sanno poco o nulla”.

Giovanni Paolo II – racconta Tumbarello – gli attribuì un merito fondamentale:  “mentre gli altri guardano, lui vede”, disse il Papa a un collaboratore. Significa che per fare il giornalista non basta sapere scrivere. Ci vuole una particolare sensibilità che segnali l’avvicinarsi di un evento e ne preveda le conseguenze. Come pure per fare politica. Ecco perché riesce a intuire l’elezione di Obama e le dimissioni di Benedetto XVI.

La carrellata di personaggi che Tumbarello ha incontrato nella sua vita e che ci propone in episodi inediti è straordinariamente varia: Arafat, Sandro Pertini, Aldo Moro, papa Giovanni Paolo II,  Walt Disney, Anna Magnani, Bobby Solo, Gianni Morandi,  Calvi di Bergolo, Vittorio De Sica, padre Virginio Rotondi, l’uomo più ricco del mondo negli anni ‘80-’90, Kashoggi, il dittatore pakistano generale Zia, sua altezza Ira Furstenberg ed altri regnanti o ex regnanti.

Tumbarello nel suo libro mette a confronto l’Italia di oggi con quella che risorse dalle macerie del dopoguerra,  attraverso una carrellata di aneddoti della sua vita e della carriera, molto ben raccontati, che gli servono da “aggancio” per le sue riflessioni sull’etica, la vita, la felicità. “Ho conosciuto tanti uomini ricchissimi, celeberrimi e potenti – ha detto Tumbarello – e vi  assicuro di non averne mai visto uno felice”.

Il libro –  ha scritto Antonella Filingeri nella prefazione –   “è un saggio esistenziale, grondante di umanità e insegnamenti che dovrebbe essere adottato nelle scuole perché sprona i giovani a essere migliori, a credere nell’onestà, a diffidare dei traguardi facili e a difendersi dalle tentazioni”.  Tumbarello ci vuole dimostrare che inseguendo denaro, potere, sesso e visibilità, si perdono di vista le vere gioie della vita, che derivano dal vedere gli altri sorridere felici, come gli insegnò Madre Teresa di Calcutta. Perché la vita è meravigliosa e anche più facile, disponendo solo del necessario. (B.C.)

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