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Municipio X: Racket ed usura, come accedere a Fondo Solidarietà

"Siamo qui per aiutare quanti sono vittime di racket ed usura e di quanti lo sono stati"

Roma – Informazione, sensibilizzazione, consapevolezza e fiducia. Sono queste le basi dalle quali partire per evitare di cadere nella rete del racket e dell’usura. Le stesse basi sono il fondamento per uscirne, grazie al Fondo di Solidarietà dello Stato.

I presenti

Ed e’ questo il tema dell’incontro che si e’ tenuto nell’Aula consiliare Massimo Di Somma del Municipio X. Presenti la Presidente Giuliana Di Pillo, dell’Assessore capitolino allo Sviluppo economico, turismo e lavoro, Carlo Cafarotti e del Prefetto Domenico Cuttaia, commissario straordinario del Governo per le iniziative antiracket e antiusura.

Lo stesso Cuttaia e’ autore di un vademecum per conoscere le “procedure per l’accesso al Fondo di solidarietà” del quale non tutti sono a conoscenza. Un incontro peraltro molto partecipato grazie alla presenza di associazioni di categoria, Forze dell’Ordine e semplici cittadini.

“Siamo particolarmente felici di questa occasione- ha esordito la Presidente Di Pillo- tanto più che la presentazione di questo vademecum prende il via proprio da qui, dal Municipio X”.

“È un tema di grande rilevanza e di grande peso specifico per imprenditori e per famiglie, un tema con il quale dobbiamo fare i conti. Siamo qui per aiutare quanti sono vittime di racket ed usura e di quanti lo sono stati”.

“Siamo qui per aiutarli, sostenendo la denuncia dalla quale partire per poi accedere al Fondo di solidarietà”. Per l’autore del vademecum, Prefetto Cuttaia, “la prevenzione e’ alla base della lotta a due fenomeni che hanno assunto cifre spaventose”.

“Ecco il perchè di questo vademecum, uno strumento, scaricabile anche on line dove sono illustrate le procedure per accedere al Fondo, supporto morale ed economico”.

“Roma Capitale e Prefetto Cuttaia- ha affermato l’assessore capitolino Carlo Cafarotti- hanno avviato un rapporto di collaborazione per tirar fuori il sommerso”.

“Importante è non tacere e sono ancora troppo poche le persone che non denunciano per paura e per disinformazione. Siamo qui proprio per supportare le vittime di racket ed usura e per aiutarle a tornare a vivere. Ostia come il resto della Capitale e del Paese non ha padroni”.