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Ainis: La legge elettorale? Desaparecida!

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Ainis: La legge elettorale? Desaparecida! –

Zitti zitti, i parlamentari stanno riuscendo nell’impresa, utile soltanto a loro, di prolungare l’agonia della legislatura per accertarne la morte solo quando loro, deputati e senatori, avranno completato i 4 anni 6 mesi e 1 giorno di appartenenza al parlamento, condizione essenziale per avere diritto al vitalizio, che tutti dichiarano di voler abolire, tutti meno i parlamentari, ovvio, che sono i soli a beneficiarne e a poter deciderne la sorte.

Il modo più semplice di evitare che sia tolta la spina a Montecitorio e a Palazzo Madama è quello di rinviare, giorno dopo giorno, mese dopo mese, la riscrittura della legge elettorale, pesantemente mutilata dalla Corte costituzionale.

Michele Ainis, nell’editoriale di oggi su Repubblica, definisce “desaparecida” la modifica della legge elettorale. “L`urgenza di scriverla, riscriverla, trascriverla – scrive Ainis – ci ha inseguito per tutta la legislatura, come una cambiale, come una cartella di Equitalia. Prima con l`Italicum,  approvato dal governo Renzi  con il dito sul grilletto del voto  di fiducia. Poi con la riforma  dell`Italicum, dichiarata urgente dallo stesso capo dello Stato”. (…)

Ma, aggiunge Ainis, “Aspettate, ci hanno detto. Aspettate che decida la Consulta, e poi che siano pubblicate le motivazioni della sentenza
costituzionale sull`Italicum, e poi le primarie del Pd, e poi il congresso, e poi che passi l`estate, mica si può risolvere una questione così dirimente parlandone sotto l`ombrellone. Se tutto va bene, la nuova legge sbucherà in autunno, assieme ai funghi e alle castagne. Ma è un peccato, anzi un delitto. Perché le riforme votate alla vigilia d`un turno  elettorale ci hanno sempre recato in dono un cesto di sciagure. Accadde nel 1923 con la legge Acerbo, che l`anno dopo consegnò al Duce un potere solitario. E successo, più di recente, con la riforma federalista del centro-sinistra (2001) o con il Porcellum battezzato dal centro-destra (2005). D`altronde, seppure il genio della lampada illuminasse il Parlamento, seppure quest`ultimo concepisse
un sistema perfetto proprio nel finale della legislatura, il danno sarebbe comunque maggiore del guadagno. Perché rimarrebbe in circolo il sospetto d`una legge elettorale scelta per favorire gli uni o gli altri, e perché il sospetto già intossica fin troppo la nostra vita pubblica”. (…)

Ma a chi giova “tenere in frigorifero la legge elettorale? Giova innanzitutto ai mille parlamentari che a settembre matureranno il vitalizio, dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di lavoro nelle assemblee legislative: difatti senza emendare il Consultellum che attualmente disciplina le elezioni, è pressoché impossibile uno scioglimento anticipato delle Camere. E in secondo luogo giova ai loro capoccia, che ci rimetterebbero da un cambio delle regole vigenti.

“Sicché no al maggioritario, perché di questi tempi la paura di perdere è più forte d`ogni desiderio di vittoria. No al premio di coalizione, che a conti fatti non conviene a nessuno. Né ai 5 Stelle, che si coalizzano
soltanto con se stessi. Né a Berlusconi, che a quel punto s`esporrebbe alla leadership della Lega. Né a Renzi, che finirebbe in balia delle formazioni di sinistra. E invece viva i capilista bloccati, così affabili, così affidabili”. (…)

Dopo una serie di rimbalzi e di rinvii, ricorda Ainis, “la legge elettorale doveva approdare nell`aula della Camera il 27 marzo; niente da fare, hanno rinviato anche il rinvio”. (…)

Le proposte di modifica fioccano, ce ne sono 29 ferme al parlamento. Secondo Ainis, “c`è almeno un ritocco che a questo punto si rivela indispensabile: alzare la soglia d`accesso alla Camera, ferma al 3%. Raddoppiatela, e dimezzate viceversa i tempi di cottura della nuova legge elettorale”.

Il testo integrale dell’editoriale di Ainis potete leggerlo su Repubblica, nell’edizione cartacea o in quella digitale. (Ard)

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