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Berlusconi, anche in coma potrebbe andare in aula

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“Anche un paziente in coma può andare ovunque. Lo prendi e lo porti in ambulanza o in aereo da qualsiasi parte”. È la replica del medico di Berlusconi, il dottor Alberto Zangrillo, alla dichiarazione dei due medici – inviati dalla corte d’appello di Milano ad accertare le condizioni di salute dell’ex premier – secondo i quali «non sussiste un impedimento assoluto alla partecipazione all’udienza» pur sottolineando però che «la fotofobia, le lamentate problematiche visive e la sintomatologia dolorosa possano influire sull’efficienza psicofisica del soggetto», secondo quanto riferisce il Corriere.it.

Insomma, Berlusconi può essere presente davanti ai giudici anche se la sua malattia ne riduce l’efficienza psicofisica. Se ho capito bene, può andare al tribunale anche se non riesce a vedere bene che cosa succede nell’aula, dove secondo i giudici le luci non sono “particolarmente forti”. A quanto pare, Berlusconi intende obbedire ai suoi medici di fiducia, come è suo diritto, rimanendo ancora un giorno almeno ricoverato al San Raffaele. La corte, che non ha riconosciuto il “legittimo impedimento” andrà avanti col processo sui diritti televisivi in assenza dell’imputato i cui difensori, Ghedini e Longo, hanno annunciato di rinunciare all’arringa, limitandosi a presentare una memoria difensiva perché “questo non è un modo di fare un processo super partes”.

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