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Cazzullo, democrazie senza leader? No, senza un sistema che li elegga

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Cazzullo, democrazie senza leader? No, senza un sistema che li elegga –

Oggi si vota in Spagna a sei mesi dalle ultime elezioni per il parlamento. A Madrid non si riesce, ormai da anni, a mettere insieme una maggioranza per poter governare. Sul Corriere della sera, Aldo Cazzullo, partendo dalla crisi spagnola, fa un’analisi spietata della crisi delle democrazie occidentali. Ma davanti alla soluzione, a cui brevissimamente accenna, non la riconosce e passa oltre.

In realtà, quando i partiti non hanno più sufficiente seguito di fedelissimi, quando lo “zoccolo duro” è ridotto ai minimi termini, quando mancano leader riconosciuti tali dagli elettori, le democrazie parlamentari vanno in crisi che i ripetuti voti anticipati, come quello in Spagna di oggi, invece di risolverle le peggiorano.

Cazzullo non vede, o sorvola per rimanere politicamente corretto, la soluzione, che è quella francese. Non a caso, la Francia è l’unica democrazia europea con governi stabili, anche se retti da leader per niente carismatici.

Col presidente della repubblica eletto direttamente dal popolo in due turni, col ballottaggio che assicura la vittoria anche a un Macron votato dal 25 per cento degli elettori, la democrazia rimane stabile, il capo, abbia o no carisma, rimane in carica e guida il paese. I parlamentari, eletti anche loro col ballottaggio, assicurano al presidente la maggioranza sufficiente a governare.

Crisi della democrazia? No, crisi del sistema parlamentare, che solo il presidenzialismo, o semipresidenzialismo, può far superare.

Arrigo d’Armiento

 

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