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CRISI EURO, SPREAD ALLE STELLE, BORSE GIÙ, UNIONE INESISTENTE: COME USCIRNE

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Un’altra giornata nera per le Borse europee che hanno chiuso in profondo rosso. Lo spread, la differenza tra Buoni del tesoro italiani e tedeschi, ha raggiunto il traguardo dei 537 punti base (significa 5,37 per cento), lo stesso livello del giorno in cui Berlusconi ha ceduto il posto a Monti. La Spagna chiede aiuto immediato e dice che lo hanno chiesto anche Roma e Parigi, che smentiscono indignate. La Merkel, disposta come fanno tutte le banche a prestare soldi solo a chi non ne ha bisogno, ha i suoi problemi con Moody’s che ha assegnato l’outlook (significa prospettiva) negativo alla Germania.
I grandi d’Europa – Merkel, Hollande, Rajoy, Monti – ogni poco s’incontrano per il consueto dialogo tra sordi, da cui si capisce una sola cosa: la crisi dell’euro è la crisi dell’Europa. L’Unione Europea tutto è meno che un’unione.
Come uscirne? Le ricette sono due: 1) trasformare l’Ue in una federazione di Stati (con una vera banca centrale), come sognavano Altiero Spinelli, Schuman, Adenauer e De Gasperi; 2) abbandonare l’euro come moneta unica, affiancandogli le vecchie monete nazionali per gli scambi interni. Alla prima soluzione non crede nessuno, nemmeno chi la propone. Alla seconda stanno lavorando, in gran segreto, in tutti gli Stati. Pare che la Germania stia già facendo stampare marchi in Svizzera. Speriamo che facciano in fretta, prima che l’ammalato tiri le cuoia.

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