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Dove sta Zaza? E Immobile? I compagni li trovano sempre

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Il segreto dell’Italia, che ha sconfitto 2-0 la Norvegia, sta tutto nel titolo di questo commento: i due attaccanti azzurri stanno lì, davanti a tutti, e i compagni gli passano il pallone senza problemi, li trovano sempre. A differenza di Nino Taranto, non devono rivolgersi alla Madonna per trovarli, gli basta ricordarsi gli schemi memorizzati durante gli allenamenti e stare attenti a quanto urla Conte.

Il miracolo della nazionale di calcio, passata dalla figuraccia in Brasile agli altari di Bari e di Oslo, è tutto qui: nel ricordarsi che a pallone si gioca in undici, che ognuno deve ricordarsi dove deve stare in campo, e correre, correre guardando bene a chi è meglio passare la palla in quel frangente.

Per qualcuno, a cui non va mai bene niente, è una squadra eterodiretta, undici giocatori che si muovono col telecomando di Conte. Se il telecomando funziona, però, è perché i calciatori sono ben sintonizzati, stanno sul canale giusto.

Quegli undici azzurri, anche se drammaticamente stonati nel cantare l’inno italiano, vanno perfettamente d’accordo quando si tratta di correre dietro il pallone. Squadra perfetta, dunque? Ma no, errori ne hanno fatti, e se davanti ci fosse stata la Germania invece della Norvegia, chissà che cosa sarebbe successo. Ma per novanta minuti non si sono mai fermati, non si sono mai riposati ricorrendo ai passaggini.

Una squadra che non si arrende mai, giocatori che non perdono tempo a insultare i compagni quando sbagliano, ma cercano di aiutarli, beh, una squadra così fa tornare la voglia di andarla a vedere allo stadio o in tivù. Vinceremo l’europeo? Chissà, quel che è certo è che non ne usciremo rossi di vergogna.

 

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