Fake news, arriva la censura europea

Fake news, arriva la censura europea –

Ci siamo: dall’Europa arriva la censura, con la scusa delle fake news. L’ultima puntata della telenovela sulle fake news arriva dall’Ue. Quattro espertissimi italiani di fake news, scelti non so in base a quali criteri, faranno parte dei 39 esperti selezionati dalla Commissione Europea per il Gruppo di alto livello contro la disinformazione: Oreste Pollicino, docente di diritto pubblico comparato all’Università Bocconi di Milano, Gina Nieri del gruppo Mediaset che siede in Cda dal 1998, e i giornalisti Gianni Riotta e Federico Fubini, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera.

Tutte brave persone, eh, tutti signori professionisti nel loro settore. Non capisco però perché hanno accettato di far parte di un gruppo a cui la commissione europea affida il compito di censurare, non si capisce ancora come, le fake news, le notizie false, le bufale.

A chiamarle così, viene voglia a tutti di abolirle, vietarle. E chi non vorrebbe che sui giornali, sulle tivvù, su internet fossero abolite le notizie false? Il guaio è che, per troppa gente, per i politici, per i professionisti schierati da una parte o da un’altra – non mi riferisco, sia chiaro, a quei quattro italiani che faranno parte del gruppo Ue – sono fake news tutte le notizie che non fanno comodo a loro, che non corrispondono al loro punto di vista politico, sociale, economico, non corrispondono ai loro interessi o li infastidiscono.

Per fare qualche esempio, sono fake news, per i medici appecoronati alle multinazionali del farmaco, le critiche all’eccesso e all’obbligo delle vaccinazioni, sono fake news tutte le terapie non sostenute da big pharma, sono fake news per i partiti politici italiani tutte le notizie, le affermazioni, degli avversari politici, sono fake news tutti i consigli di alimentazione con cibi non venduti dalle multinazionali. L’elenco potrebbe continuare per mille pagine.

Mi fermo qui e provo, con scarse possibilità di successo, a prenderla a ridere, anche se ci sarebbe da piangere, convinto che le fake news si potranno proibire a chi non si allinea al politicamente corretto, cioè a lorsignori, ma si potranno tranquillamente moltiplicare quelle che a lorsignori faranno comodo.

Nel tentativo di riderne, ripubblico un articoletto uscito più di quattro anni fa su questo giornale e riferito a una minacciata  censura italiana. Finora non è stato censurato, da oggi il rischio che lo sia c’è.

Arrigo d’Armiento

PRIMA CHE LA LEGGE ME LO IMPEDISCA, RIVELO LA VERITÀ: LA TERRA È QUADRATA –

Voi direte che sono matto, che la mia ipotesi è stata smentita definitivamente da centinaia d’anni, che Cristoforo Colombo, che Keplero, che Galilei… Mi dispiace smentire questi brav’uomini, ma la verità io la conosco e voglio dirla prima che me lo impediscano con una di quelle leggi che il parlamento italiano ha cominciato a inventare una dietro l’altra.

Hanno cominciato col reato di negazionismo, poi stanno affrettando i tempi per omofobia e femminicidio. Non si potrà più dire che la shoah, l’olocausto è un’invenzione della propaganda degli alleati vincitori della seconda guerra mondiale. Intendiamoci, io non l’ho mai detto e sono convintissimo che dirlo sia molto peggio di un crimine, è una suprema idiozia. Ma se qualcuno vuole dirlo, lo dica, a dire scemenze non si rischia niente, a parte gli insulti. Tra poco, quando la legge avrà percorso tutto l’iter parlamentare, più che un’idiozia sarà un reato punibile con cinque anni di galera.

Poveri noi, non potremo più dire la nostra sull’omosessualità e sulla cattiva abitudine di certi uomini di uccidere le donne. Lo dico subito, a scanso di equivoci: io rispetto i gay, rispetto pure gli etero e anche i trans e tutti gli altri. Quanto alle donne, non solo ho sempre resistito alla tentazione di ammazzarne qualcuna, ma trovo che sia piuttosto disdicevole il farlo (anche contro quelle che parlano, parlano, non stanno mai zitte).

Bene, allora prima che sia troppo tardi, prima che quei bontemponi di Montecitorio e Palazzo Madama pensino di proibire anche questa, lasciatemi dire una verità rivoluzionaria, una verità scomoda che viene celata da montagne di documenti, immagini, misurazioni che, a parer mio, sono frutto di abili falsificazioni.

La Terra è quadrata. Ecco, l’ho detto. La legge per impedirmelo ancora non c’è. Che fessi, come sbagliano quelli che credono che la Terra sia rotonda! Macché rotonda, è quadrata. Le misurazioni? Le ho fatte pure io. Sono uscito in strada con una livella, quella dei muratori, non quella di Totò, e l’ho posata qui e là sul marciapiede e sulla carreggiata. Ebbene, posta la livella nella stessa direzione, nord-sud e est-ovest, in un punto indicava di essere in salita e poco più in là in discesa. Ho risolto il mistero quando mi sono ricordato di abitare a Roma, dove non c’è un sampietrino che non sia sbilenco, un tratto d’asfalto che non sia ondulato dal caldo o perforato da buche e voragini.

La prova che la Terra è quadrata l’ho poi accertata posando la livella sui piedistalli dei monumenti: tutti perfettamente orizzontali, mica come a Pisa. Ergo, la Terra è quadrata. Se fosse rotonda, la pallina da ping pong che ho posato su un marmo del Foro Italico sarebbe scivolata a destra o a sinistra. E poi, i palazzi: se la Terra fosse rotonda, nei piani alti gli appartamenti sarebbero più ampi che al piano terra. E ho accertato pure questo: non è vero, sono uguali.

La conclusione di tutte queste indagini, di queste mie misurazioni è una e una soltanto: la Terra è quadrata. Lo dico a voce alta, e lo ripeterò “senza paura de fini’ in priggione” fino a quando non me lo impediranno con una legge.

(Pubblicato su Roma Daily News il 19 ottobre 2013)