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Gaffe di Berlusconi? Macché, ai tedeschi ha detto quel che si meritano

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Berlusconi passa da una gaffe all’altra, secondo gli avversari politici e secondo i giornali che non lo amano. E pare che ce l’abbia soprattutto coi tedeschi. Prima voleva arruolare per un film nella parte di kapò il capo dei socialisti europei, ora capo del parlamento di Strasburgo, Martin Schulz. Una parte a cui sarebbe adatto anche secondo gli israeliani, che non gli perdonano di essere andato a Gerusalemme a parlare di loro come di persecutori dei palestinesi.

E adesso che cosa ti combina il leader di Forza Italia? Parlando dei tedeschi se ne esce dicendo che loro, i crucchi, ignorano o fanno finta di ignorare che cosa succedeva nei lager.

Apriti cielo! Reprimende e insulti dalla sinistra italiana, che quando c’è da attaccare Berlusconi dimentica addirittura contro chi i partigiani hanno dovuto combattere durante la Resistenza (con la r maiuscola, ci mancherebbe). Si sono sentiti offesi – la verità fa male lo so, cantava Caterina Caselli – addirittura i socialisti tedeschi che hanno invitato la Merkel a cacciare Forza Italia dal Partito popolare europeo, come se il Ppe fosse proprietà privata di Angelona.

Ha ragione Berlusconi a dire che i tedeschi ignorano e ignoravano l’esistenza dei campi di concentramento? Se negli anni della Shoah ignoravano tutto, ha ragione Berlusconi. Se non ignoravano, erano complici dell’Olocausto deciso da Hitler (un dittatore, non va dimenticato, eletto con grande maggioranza dai cittadini, non come Mussolini che al governo ci andò, su nomina di re Vittorio, essendo a capo di un partitino con quattro gatti in parlamento).

E adesso, i tedeschi ignorano o non ignorano la tragedia dell’Olocausto? Non lo so, ma so che non ne parlano mai. Forse se ne vergognano, forse non gli va di chiedere scusa.

A Auschwitz, che ora è in territorio polacco, e negli altri lager sparsi nei territori occupati dai nazisti, c’è un continuo viavai di visitatori, di scolaresche in gita istruttiva. Addirittura in questi giorni un professore è riuscito a trascinarci una trentina di studenti palestinesi che ignoravano tutto dell’Olocausto.

Scolaresche tedesche è raro vederne arrivare da quelle parti. Preferiscono gite in luoghi più ameni, la Spagna, l’Italia, la Grecia. Provate a interrogarli, quegli studenti. Tutti o quasi impreparati. Auschwitz? È una città polacca, ribattezzata Oswiecin. Buchenwald? Un ridente paesino austriaco. La geografia la conoscono, la storia no.

Sbattere in faccia la verità ai vicini di casa, ai soci della comunità di cui si è parte, non è la cosa più bella da fare. Ma quando i vicini, i soci ti insultano quotidianamente, chiamando l’Italia patria di spaghetti, mafia, corruzione, ingovernabilità, dimenticando che l’Italia è anche il paese che ha più contribuito in danaro contante all’unificazione tedesca, reagire agli insulti ricordando semplici verità non è sbagliato per niente.

L’intervento di Berlusconi non è una gaffe, è un virile rifiuto di porgere l’altra guancia a chi ci sta gonfiando il viso a forza di schiaffoni.

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