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JUVENTUS-TREBISONDA, CHE FIGURACCIA MEDIASET!

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La Juventus ha sconfitto il Trabzonspor, la squadra di Trebisonda, e Mediaset ha dato sul suo canale una puntuale e precisa cronaca (a parte le riprese, che o sono da lontano o in primo piano, mai da una via di mezzo, ma forse dipende dai mezzi tecnici a disposizione). Ma che figuraccia il telecronista al sessantunesimo minuto della partita! I tifosi di Trebisonda hanno la consuetudine di festeggiare in ogni partita al 61° minuto la conquista della città da parte dell’impero ottomano. Si può capirli, non succede spesso che si vinca una guerra e i turchi non ne hanno vinte molte negli ultimi cent’anni.

Il telecronista – non so il nome, ma è meglio così – poteva risparmiarsi quel vergognoso commento, che lo ha portato quasi a commuoversi nel vedere i tifosi turchi festeggiare con fumogeni rossastri – il colore del sangue – la conquista di una città che nel 1461 era una città greca, una città cristiana conquistata, saccheggiata dai turchi, dai musulmani, che trasformarono tutte le chiese in moschee.

Che i turchi esultino posso capirlo, anche se sono passati 550 anni, fatti loro. Ma che il telecronista italiano, che suppongo sia anche cristiano, si commuova nel vedere i tifosi musulmani che festeggiano la conquista di una città cristiana, e il massacro di tanti cristiani, non posso accettarlo. Non capisco come possa accettarlo Mediaset.

Trebisonda è anche nota per un altro fatto, che vorrei anche io dimenticare, ma che in questa occasione non può non tornare alla mente. A Trebisonda migliaia di armeni furono massacrati all’inizio del secolo scorso dai turchi, in quello che per molti è stato un vero e proprio genocidio o, se vogliamo prendere sul serio chi non ama questa parola in relazione a quei massacri, una pulizia etnica spinta alle estreme conseguenze. Insomma, i turchi, musulmani, uccisero migliaia di cristiani, ma forse sono più di un milione gli armeni massacrati perché cristiani.

Per carità, quel che è successo nel passato non deve avere conseguenze nel futuro. Del resto, non esistono popoli che non devono farsi perdonare massacri del passato, remoto o anche recente. Ma, commuoversi per chi celebra un massacro, per chi celebra la fine dell’ultimo pezzetto di cristianità nell’ex impero cristiano di Costantinopoli, mi sembra un eccesso di autolesionismo. Ma forse quel telecronista ha commentato così senza nemmeno rendersi conto di quel che diceva.

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