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Mattarella consulti la costituzione

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Mattarella consulti la costituzione –

Il presidente Mattarella non ne può più di consultare a destra e a manca senza trovare una soluzione al problema di mettere insieme un governo. Panebianco gli suggerisce, ironicamente, di consultare pure i due veri poteri forti che comandano in Italia: la burocrazia e la magistratura. Ma se sono così forti, saranno loro a consultare Mattarella, o a dargli qualche suggerimento.

Io un’idea ce l’ho, su chi consultare per uscire dalle sabbie mobili nelle quali ci ha sommersi fino alla cintola il Rosatellum, la legge elettorale concepita in modo che nessuno possa governare.

È un’idea semplice, per questo a nessuno viene in mente. Invece di consultare i partiti, che non sono organi costituzionali, sono soltanto associazioni private, Mattarella consulti la Costituzione.

E la Costituzione parla chiaro: il governo dipende dalle scelte del presidente della repubblica e dal parlamento. Se ne deduce, e ci vuole proprio poco, che Mattarella, dopo aver consultato sé stesso, e dovrebbe già averlo fatto, consulti il parlamento. Non i partiti, non i gruppi parlamentari, ma proprio il parlamento, che è composto di deputati e senatori, non di partiti e non di gruppi parlamentari, almeno finché le belle menti e progressive non riescano a eliminare il principio dell’elezione senza vincolo di mandato, trasformando i parlamentari in burattini.

Come si fa a consultare i parlamentari? Semplice, basta dare l’incarico a Tizio e se fallisce poi a Caio di andare in parlamento a chiedere la fiducia. Chi la ottiene diventa presidente del consiglio.

A qualcuno pare sfugga che la Costituzione dice proprio questo. Tutte le altre consultazioni, tutti gli incarichi esplorativi non sono altro che tentativi fantasiosi inventati per non rispettare la Costituzione.

Arrigo d’Armiento

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